Ho aperto un varco ai miei stivali
per te ho creato una stanza
ed era bianca.
La porta stretta la lametta e l’erta
stanotte non posso guardare
la nebbia che s’alza fumando
la nube che stende vapore di rosa
la paura che scorre e risponde
le balze a lavare gli alberi l’onde
la macchia zitta che si protende
tra ramo e fronda lungo la linea
grigia e confusa dell’orizzonte.
Acqua serena acqua furiosa
acqua cristallo acqua zampilla
acqua ripiena acqua schiumosa
acqua insolente acqua curiosa
acqua pulita liscia setosa
acqua da bere fino a saziarsi
acqua riempie bocca che annega
tracimazione profonda dell’oltre
trabocca di limo di verde di morte.
Cade il respiro deluso e stanco
rotolando nell’acqua dalla nuca
bianco.
Marombra