Perché mi manchi
chiedo.
Perché le mani arrese
i fianchi le maree
la luna in soglie
e inoltre l’oltre.
Perché al microscopio
l’atomo è punto cratere
di ogni mondo brodo
e pullulare primordiale.
E sei giro scafo albero
piantato in petto all’universo
dove nascere viene prima
di morire certo.
E a farsi azoto non finisce
ché vivere è lo stesso
di aspettare al molo l’infinito
una nave che non ha risposte.
Come neve sale alla montagna
un bagaglio intanto di vertigine
tra rami giunti un’isola
al centro liquido dei polsi
muove il mare.
Marombra



