Aromi di latta
Pensare è cosa altra
dall’alba di latta
che affiora alle labbra
e alle corde una calca.
Squame aderenti e piombo
a filo di carta vetrata
curva di trasparenza
a due millimetri dalla credenza
come spigolo mobile
quadro vivo a parete
l’elegante poltrona
le foglie d’alloro il timo al limone
gli aromi penetranti
dei tuoi ammiccamenti.
Non c’è scampo allo sguardo
incollato alla via di fuga
tra le piastrelle
sopra il lavello la riga scura
di ceramica dura.
Macchie nere sui pavimenti
per le scale grigiore
filamenti e mascelle
alti piani silenzi
masticamenti.
Marombra
Luglio 12, 2006 a 5:35 am
amori di latta direi ma poi rileggo meglio e ti saprò dire. buona giornata aluccia. :-)a.
Luglio 12, 2006 a 12:44 pm
in ceramica, direi
p.
Luglio 12, 2006 a 1:21 pm
si, la ceramica inizialmente avrei voluto inserirla nel titolo, ma C E R A M I C A è parola lunga, quasi composta, CERA AMICA, comunanza di A, e non c’entrava affatto
Luglio 12, 2006 a 6:37 pm
C’era mica la colf in ferie, quella volta?

Luglio 12, 2006 a 6:39 pm
hakamango?
Luglio 12, 2006 a 8:23 pm
Alimango
Longa mia…
ogni mala
mai lagno,
o magno li’:
amo Gina L.!!!
Maglia? no:
ma in goal
(Milan = ago)
l’”A”, Mogi? na…
mago: in la’
Luglio 12, 2006 a 9:11 pm
molto originale, come le altre tue del blog…c’è un fascino particolare nei tuoi versi, un aroma secco e preciso
grazie per il tuo commento a un amia poesia sulla montagna in Poetienon
marina
Luglio 13, 2006 a 6:46 pm
devo dire che la parola originale, dirlo nell’arte intendo, è un bellissimo complimento
Luglio 13, 2006 a 9:12 pm
benvenuta Marina e grazie
Luglio 15, 2006 a 1:52 am
Lessico da posatore, quale sorpresa!
A voc piace ricordare come Leopardi abbia rivoluzionato la poesia introducendovi la gallina… vedi!
Luglio 15, 2006 a 3:26 am
narrando! alle 3,52? ma dov’è finito il tuo sonno? tutto bene?
lessico da posatore…vedi, c’era e non me n’ero neanche accorta, :)ora rileggo e, grazie a te, lo scopro.
circa il rivoluzionare la poesia al pari di leopardi, non credi che potrei montarmi la testa?
Però di Voc critico mi fido, quando lui ti ricorderà che io ho modificato la poesia in qualsivolglia direzione, tu informami, forse, sempre che sia ancora viva, crederò davvero d’essere “poeta”.
Luglio 15, 2006 a 8:01 pm
Il sonno s’è perso nella notte bianca di Salerno tra il lungomare ed il corso, beata estate calda ed insonne come un’amante mulatta (mica male questa!?!)
Quanto a Leopardi, Wilde diceva “tutti siamo nel rigagnolo, ma alcuni di noi fissano le stelle”, tu punta in alto, poi si vedrà.
Per qualche motivo mi viene di pensare che quando tu sarai nella terra di Van Diemen, uguale sorte spartiremo anche Voc ed io.
Luglio 16, 2006 a 1:19 pm
mica male tutto il commento, Antonio, certe volte ne leggo di tuoi e penso che sono migliori delle mie poesie, questo in particolare, denso di citazioni, comunica una forza singolare
e c’è pure un filo di chiaroveggenza
Luglio 16, 2006 a 11:13 pm
ehhh! esagerata! Io dicevo per scherzare
Ad ogni modo preoccupiamoci di essere adesso, e, come diceva Einstein, al diavolo i posteri, cos’hanno fatto per noi?
Più o meno.