Tu sei
Tu sei come una terra
che nessuno ha mai detto.
Tu non attendi nulla
se non la parola
che sgorgherà dal fondo
come un frutto tra i rami.
C’è un vento che ti giunge.
Cose secche e rimorte
t’ingombrano e vanno nel vento.
Membra e parole antiche.
Tu tremi nell’estate.
Cesare Pavese
29.10.1945
(La terra e la morte 1945-46)
Settembre 12, 2006 a 7:26 pm
splendida!
Settembre 12, 2006 a 7:41 pm
gia’
scrivere e scrivere e ancora scrivere l’anima fino alla morte
Settembre 12, 2006 a 9:11 pm
Sul mare luccica
la luna in transito
biancheggia il corpo
di una bestia acquamarina
ed è un incrocio
tra il cielo e il fondo
cosa mai vista
s’inabissa quando s’alza
uh maronna mia
questo cos’è?
Castellammare pesce non ce n’è.
Sul mare luccica
la nostra barca
tesa nel vento il suo nome è “sentimento”
stella d’argento
sono contento
tu m’hai portato nella mano in cima al mondo
stiamo a vedere
quando uscirà
con gli occhi cosa ci domanderà.
Sopra il mare non passa mai il tempo
tempo che non passa mai
ci cercò ci trovò.
Ma noi chi siamo
che ci facciamo
cosa vendiamo delle cose che più amiamo
e stare soli
in mezzo al mare
con la paura ogni tanto di affogare
diceva Ulisse
chi m’o ffafà
la strana idea che c’ho
di libertà.
Sopra il mare non passa mai il tempo
tempo che non passa mai
ci cercò ci trovò.
(AVION TRAVEL)
http://isola_di_arturo.blog.tiscali.it
Settembre 12, 2006 a 9:17 pm
Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
ancora la brezza e l’alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo
quando tu rientrerai.
tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno
ci saranno altri giorni
ci saranno altre voci
sorriderai da sola
i gatti lo sapranno
udrai parole antiche
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.
farai gesti anche tu
risponderai parole
viso di primavera
farai gesti anche tu.
i gatti lo sapranno
viso di primavera
e la pioggia leggera
l’alba color giacinto
che dilaniano il cuore
di chi più non ti spera
sono il triste sorriso
che sorridi da sola
ci saranno altri giorni
altre voci e risvegli
soffriremo nell’alba
viso di primavera.
Cesare Pavese - scritta in inglese e tradotta da italo calvino
Settembre 13, 2006 a 5:16 pm
Artur, avevo trovato altre composizioni di Pavese da “la terra e la morte” e “verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, questa che ho postato però è davvero il culmine della bellezza.
Più la leggo e più mi piace.
Pavese era ossessionato dalla morte, vedi i titoli delle sue ultime raccolte.
Io invece cerco di evitare di menzionarla, è parola forte, è l’ultimo confronto, la destinazione, la comune fratellanza e perdizione, la costante attesa.
Così come preferisco ormai evitare la parola vento (a meno che non sia proprio il fenomeno atmosferico) e non solo perchè ce l’ho nel nome ma perchè mi sono resa conto che è così tanto usata figurativamente in poesia da sembrare abusata (salvo rare eccezioni come questa) e poi ogni volta che la leggo finisce che mi sento chiamata in causa, secondo natura appunto!
Settembre 13, 2006 a 10:34 pm
Sconfinata malinconia di Pavese, pessimismo di disfatta e mito di vita altra sempre da venire. Più belle le poesie che la prosa un po’ sottotono di alcuni romanzi.
Settembre 14, 2006 a 8:00 pm
di chi sarebbe questo blog finoalrespiro? volevo commentare ma non si può. è tuo? a.
Settembre 14, 2006 a 8:01 pm
artur si chiama gabriella d. la tua amica fragmenta? a.
Settembre 14, 2006 a 8:31 pm
Anto,il blog finoalrespiro è di anila resuli.
Io l’ho capito solo ieri.
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Settembre 14, 2006 a 8:34 pm
Antonio,più sotto ho postato uno scritto in prosa di Pavese e non mi pare se la cavasse male nanche lì, certo la poesia è un’altra cosa
Settembre 14, 2006 a 9:42 pm
ah, si vede che non ero loggata. grazie per l’informazione. ciao a.
Settembre 14, 2006 a 10:15 pm
Ciao bella Ali,
un breve saluto a testimonianza del mio passaggio.
In questi giorni cercherò di essere più presente.
‘notte
Marco
Settembre 15, 2006 a 3:34 am
marco, anche se non commenti, avverto comunque la tua presenza
se commenti però è meglio
Settembre 15, 2006 a 1:41 pm
Una volta una parola,
uscendomi dalla bocca,
mi cadde sul piede.
Ora zoppico e ammetto
che, nonostante tutto,
era una parola pesante.
Cara Ali ma gli Avion Travel non ti piacciono? La musichetta la ascolti sull’Isola
Settembre 15, 2006 a 8:11 pm
Artur riconosco che col blog e la poesia rubo molto tempo al tempo ma anche ad altre dilettevoli attività, quali ascoltare musica.
In particolare che pezzo vuoi che ascolti degli avion travel e perchè me lo consigli?
Settembre 15, 2006 a 9:43 pm
ti ho messo il testo qualche commento più su e andando sull’isola dovresti ascoltare la canzone
Settembre 19, 2006 a 7:44 pm
Ma che è?
Gli alluvioni si son portati Ali giù per le cascate?
Settembre 20, 2006 a 1:45 pm
perchè lo pensi Artur?
Settembre 20, 2006 a 2:05 pm
Avevo perso le tue tracce
Settembre 20, 2006 a 7:40 pm
troppo preso a postare poesie di dissidenza?