Libera di senza
Ti prego
Non parlare dolcemente
Quando implode
l’arco teso
scocca e freccia vibra viva
lago estende
nel presente eterno vacuo
si protende.
Ti prego
Non parlare dolcemente
Altro si confonde dentro
e gli occhi vanno in vago
giro tristi e sento in vitro
vuoto peso involto tetro
un pieno senza scampo
una piovra un cappio franto
un danno che rimescola
natura che s’inalbera
l’istanza tesa la domanda
la vita in altera partita
salta il ponte e
si disperde oltre ma oltre
ci deve essere per forza
per mia forza disperata
un’altra vita.
Marombra
Settembre 15, 2006 a 5:59 pm
chiude in forza questa tua, bella e intensa.
solo che fa pensare a una festa senza gioia.
baci
Settembre 15, 2006 a 7:14 pm
mi dispero fortemente senza avvitarmi, per questo può capitare che si ritorni
chissà se sono ritornato nel luogo giusto però
VP
Settembre 15, 2006 a 7:50 pm
Virgin, davvero contenta di rileggerti.
ma se ci si dispera avvitandosi e saltando si potrebbe aspirare alla disciplina dei tuffi
prima o poi devo scrivere una poesia col trampolino
Settembre 17, 2006 a 4:16 pm
è un testo ben costruito, che costruisce immagini-frase, in sequenza, calibrando bene il ritmo.
l’unico passaggio che non tiene semanticamente è
“libera di senza…”.
brava.
Settembre 17, 2006 a 6:29 pm
Sei incredibile Stefano
speravo ti piacesse ma non che riuscissi a centrare in pieno l’unico punto in cui ho a lungo esitato perchè non riuscivo pienamente a focalizzarlo, (il resto è una delle mie solite impulsive sequenze di getto) come se una volta steso il testo mi rendessi conto ch’era il punto di caduta, tuttavia non sono riuscita a trovare alternative, l’istante vibrante era finito; infine ho deciso di postare e di sottolineare il punto di crisi facendone titolo.
bravo anche tu! e grazie sempre
Settembre 17, 2006 a 6:52 pm
prova a togliere “di senza”:
“la vita in altera partita
libera salta ponte si
disperde eccetera”
il “si” alla fine del verso attenua il peso del “ponte”
ciao
Settembre 17, 2006 a 7:34 pm
togliere ” di senza” rompe il ritmo
e libera d’attesa?
l’istanza tesa la domanda
la vita in altera partita
libera d’attesa salta ponte
si disperde oltre ma oltre
ci deve essere per forza
per mia forza disperata
un’altra vita.
Settembre 18, 2006 a 1:50 pm
sì, si può fare. però non spezza il ritmo con il “se”, solo lo cambia.
Settembre 18, 2006 a 2:51 pm
il testo nella prima stesura era questo:
l’istanza tesa la domanda
la vita in altera partita
salta il ponte e
si disperde oltre ma oltre
ci deve essere per forza
per mia forza disperata
un’altra vita.
libera l’ho aggiunto dopo per chiarezza, e perchè non mi sembrava possibile fosse tutto perfetto sin dalla prima battitura ma la chiarezza non sempre è necessaria e a volte
la stesura iniziale è la migliore.
Settembre 19, 2006 a 10:23 am
in effetti è migliore.
Settembre 19, 2006 a 6:54 pm
Allora come ho detto nel commento al post seguente Stefano, ripristinerò la versione iniziale della poesia, però il titolo lo lascio a perenne (perenne?!) memoria di questo bellissimo lavoro di confronto e lima congiunta
Settembre 19, 2006 a 10:20 pm
mi piace molto il finale!
Settembre 20, 2006 a 3:05 pm
anche a me Cheevas, anche a me…
PS. ti ho visto sai, in “incognito”, su vocativo, ma il tuo mantello giallo è inconfondibile
a proposito hai visto “gli incredibili” ? C’è un personaggio, a mio avviso riuscitissmo, quello della stilista dei supereroi (doppiata brillantemente da Amanda Lear), che riconduce tutti i fallimenti dei supereroi al mantello…vuoi vedere che anche tu se ti liberi del mantello…
Scheee
Bacioni e grazie
Settembre 21, 2006 a 7:09 pm
Mi ha sconvolto questa poesia sai?
Primo perchè l’ho letta dentro e dentro nasconde un mondo in poche righe (ma questo da sempre ti appartiene)
Secondo perchè l’ho letta fuori e se la confronto con una qualsiasi delle tue splendide poesie passate si capisce subito che all’immediatezza del messaggio hai aggiunto una grande ricercatezza nella forma: ogni parola è scelta e pesata con cura.
Mille sorrisi geniale Vento : )
Settembre 21, 2006 a 7:41 pm
A proposito di geniale, lo sai Dan, me lo dicono anche sul lavoro e proprio per questo mi affossano.
Bellissimo no?
Hai letto bene però Dan con la tua inesauribile sensibilità. Questa è forse fra tutte quelle fin’ora scritte qui quella che mi è più cara.