Spesso il male di vivere
Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
Eugenio Montale
Ottobre 18, 2006 a 4:47 pm
complimenti per la scelta!
buona serata!
(quanto sono stanco!)
Ottobre 18, 2006 a 6:50 pm
Una perla montaliana, come è spesso a me vicino quel rivo strozzato, cavallo stramazzato, l’incartocciarsi della foglia riarsa.
E quel falco alto levato.
Ottobre 18, 2006 a 6:59 pm
Spesso il desiderio di vivere
ho incontrato
mi ciondolava intorno e sorrideva
era il gorgoglio della fresca fonte
era la tenera gemma in primavera
era la corsa dei cavalli in prateria
Di mille colori si ammantava
facendomi toccar con mano il sommo amore
era rappresentanza del vivere sereno
dell’alba che rischiara la natura
e garrire di rondini e cinguettar d’uccelli.
Ottobre 18, 2006 a 7:28 pm
vedo che piace anche a te, Artur
Se anzichè desiderio di vivere avessi detto gioia di vivere avrei creduto di riconoscerti.
Ottobre 19, 2006 a 9:44 am
la divina indifferenza…
Ottobre 19, 2006 a 10:21 am
e la provvidenziale differenza
VP
Ottobre 19, 2006 a 12:28 pm
Meravigliose gocce
bagnano il mio viso.
Mentre penso al mio amore lontano,
nuvole solcano il cielo …………
Provengono da Est,
certamente mandate da te,
mio dolce amore.
E questa pioggia
è piena del tuo amore,
è consolazione per le mie pene,
è promessa di un arrivederci,
è certezza del nostro legame,
indissolubile,
indistruttibile,
che supera i monti,
che attraversa fiumi e mari,
e collega i nostri cuori …
…E le nostre anime.
Io guardo il sole
che fa capolino
mentre ancora la pioggia
rinfresca il mio corpo
e la mia mente …..
E scorgo il tuo viso.
Lampeggiano i tuoi occhi,
dorati……
E mi trafiggono,
e mi riscaldano.
Il mio cuore sembra bruciare,
la mia mente ruota
intorno al tuo nome,
al tuo ricordo.
Conto le ore, i minuti, i secondi
che ci separano.
Su questo scoglio
guardo verso il mare.
All’orizzonte voli di gabbiani.
Le nuvole si allontanano
alle mie spalle ….
E il blu accende il mare.
Il sole mi indica la direzione.
Ecco!! una vela all’orizzonte ……
Una vela bianca con un sorriso al centro.
Ecco!! si avvicina e io ti vedo
a prua ……..,
che mi saluti urlando, muta,
al mare, al cielo, la tua gioia.
Non posso aspettare.
Mi tuffo nel mare amico
e nuoto verso te.
Perchè un solo secondo
di lontananza
è simile all’eternità.
Ed io voglio l’eternità,
per amarti,
non per starti lontano.
Ottobre 19, 2006 a 3:08 pm
senza differenza non ci sarebbe ali non ci sarebbe gugl, in effetti:-))))
Ottobre 19, 2006 a 9:43 pm
Stefano nel senso di Spencer Tracy in La Costola d’Adamo ” Vive la difference !”? :)))
Leggo, Artur, che le parole gioia di vivere hanno scatenato in te molti ricordi… e noi vicini pur lontani, di una vicinanza spirituale che rinvia forse in eterno l’epifania
VP, la provvidenziale differenza non finisce mai e dunque tralascio ma la divina indifferenza…non so, devo approfondire.
notte buonissima a tutti
Ottobre 25, 2006 a 11:08 pm
Mi si rompe il pc e tu posti di queste perle, destino beffardo!!!
Dì la verità: è perfetta, estrema sintesi, massimo potere immaginifico e, come sempre scelte lessicali al massimo della raffinatezza, infine struggente malinconia dà cuore al tutto.