Quanto
Per quanto gira volta
per quanto foglia morta
per quanto sperticassi l’onda
e l’aria e i denti sagomassi
in fogge strane
disumane
non potei trovarti e dire
ecco sei mio
come luna affissa al cielo
girando in semicerchio
stellata buia notte
mi genuflessi anch’io
ed ero fonte e monte
larva e ombra
…………fronda
attanagliata d’astenia
ed ero orso e biscia
cerchio e piombo
…….scaglie
di ossidiana
all’orizzonte.
Marombra
Dicembre 11, 2006 a 11:20 am
ha un ritmo talmente perfetto che è un piacere leggerla. una musicalità, un andamento molto curati. brava, ali. anche il contenuto è interessante, ma per qualche verso, credo che tu ti impegni molto più come architetto. il contenuto, anche se di taglio notevole, mi sembra che abbia una valenza inferiore rispetto alla struttura. swan
Dicembre 11, 2006 a 1:55 pm
quanto tempo ho impiegato a leggerla?
i miei saluti (mentre sbadglio irrimediabilmente)!
Dicembre 11, 2006 a 2:36 pm
personalmente credo sia più forma questa poesia che altro…i primi versi mi lasciano un po’ di perplessità sinceramente…
mah…non mi convince molto…
ma tutto è soggettivo!
a ben rileggerti…
Dicembre 11, 2006 a 4:34 pm
Ricevere apprezzamenti per la forma mi rende felice, è stato per così tanto tempo il mio tallone d’achille, ti ringrazio di cuore Swan.
Anila, leggi bene oltre le righe, la poesia nasceva all’origine con l’incipit
“non potei trovarti e dire
ecco sei mio”
la parte iniziale l’ho aggiunta dopo cercando di rendere l’immagine dello sprofondare, scavare, cercare.
Gira volta foglia stella sono le parole che uso per esprimere la rivoluzione che attraverso la poesia ti porta a capovolgere le cose, anche solo nelle idee, nel pensiero, nello spiazzare l’interlocutore, il lettore, nella cosa nuova dove un fiume in piena trova sbocco, nel muoversi con leggiadria o pesantemente di ramo in ramo in filo stelo, in punta delle cose.
Ad entrambe non saprei dirvi se questa è poesia di forma o sostanza, certo spero che sia poesia e quindi mistero.
Virgin, nel tuo sbadigliare hai colto nel segno, la musicalità che si fa nenia e culla e fa sognare. Bei sogni VP?
Dicembre 11, 2006 a 5:10 pm
ah, ma il mio sbadigliare non era dovuto alla poesia.
sogni: nessuno, non hanno permesso di addormentarmi.
Dicembre 11, 2006 a 5:20 pm
e lo sai VP, a seguire ne posterò un’altra, ancora più sbadiglievole
Dicembre 11, 2006 a 5:33 pm
però collegucce poetesse, l’mmagine della luna che girando in semicerchio si genuflette è bellissima…ditemelo suvvia
Dicembre 11, 2006 a 5:35 pm
e poi beati in contiuntivi che nuotano in essa fra le esse
chi l’ha detto che il congiuntivo sta morendo? eh?
Dicembre 11, 2006 a 5:45 pm
beh ali capisco benissimo la tua ricerca…ognuno di noi ha una spiegazione precisa per quello che scrive…
semplicemente a me non convince molto….a è soggettivo dai, non farci tanto caso…
in quanto al congiuntivo: dubito si creda davvero che stia morendo…a me piace usarlo
Dicembre 11, 2006 a 7:16 pm
le immagini sono tutte studiate bene, non solo quella della luna, sì.
Dicembre 11, 2006 a 8:47 pm
ma ragazze v’assicuro non ci resto male per le critiche, sono temprata ad ogni intemperia, come il vetro
in ogni caso commentate, che mi fa piacere, la vostra visita di oggi, in tandem perdipiù
Dicembre 11, 2006 a 9:22 pm
meglio così ali…anche perchè non è poi così grave una critica…
magari un altro giorno la leggo e la trovo migliore…chissà…
ultimamente sono solo un po’ “negativa” perchè mi è scomparso il terzo gatto da 4 mesi a questa parte…
Dicembre 12, 2006 a 9:40 am
ti capisco, anila. il mio gatto, che per noi è come un figlio, si sta spegnendo. è molto vecchio e non ce la fa più. puoi immaginare la nostra sofferenza.
swan
Dicembre 12, 2006 a 9:41 am
scusate l’ot di prima. volevo confortare anila. nulla a che fare con la poesia, ahimè. non lo faccio più
swan
Dicembre 12, 2006 a 11:00 am
Precarietà
Uscito senza ombrello stamattina.
Per un certo disordine mentale.
Forse dovuto alla notturna cucina
che ha allietato il lavoro interinale
Accettato giusto il giorno venti.
Per rimpinguare finanze ormai distrutte.
Da un mare di bollette e pagamenti
per cose regalate a tutti e a tutte
Giusto per appagare il desiderio.
Di essere accettato socialmente.
Sapendo bene di non esser serio
e di farlo ormai distrattamente
Perché è forte ormai l’alienazione
che trascina la mia anima calcata con la biro.
Simile a quei trenini in latta
che con fierezza il bimbo porta in giro.
Finché attratto d’altro non lo molla
perduto e fermo sul ciglio della strada.
Dicembre 12, 2006 a 1:30 pm
oh sì, i gatti sono come i figli! quando muore un gatto è come se morisse un figlio. oh, sì. miauuuuuuu. aluccia la tua poesia fa i doppi salti mortali, le giravolte e il salto con l’asta e tutto per trovare chi non si trova. insomma a me è piaciuta solo che a larva ed ombra avrei fatto stop. deve essere come un tuffo, salti, giri e tuff di netto. pulita. ciao bella. a.
Dicembre 12, 2006 a 8:30 pm
questo è il mio blog, tengo un blog dal lontano luglio 2003 è la prima volta che manco quando c’era bisogno di me
amo i gatti li trovo animali splendidi, flessuosi ed eleganti, gelosi, dispettosi, affettuosi, regali, indipendenti, intelligenti
Ho detto in altri luoghi che con la mia gatta siamo diventate grandi assieme, scherzavo, in verità lei era cucciola io già grande, ma l’ho vista diventare una gatta adulta e non solo nel corpo, soprattutto negli occhi, la stessa severità grave di certe donne anziane e sagge. Io capisco che lei nel mondo ha visto molto, e non m’importa che qualcuno possa trovare criticabile questo mio immaginario processo di umanizzazione dell’animale, io sono convinta d’avere ragione.
Anila e Swan, carissime, indubbiamente gli animali domestici sono un punto di convogliamento del nostro affetto, qualche volta a seconda delle circostanze personali, contingenti, individuali possono essere importanti come una persona cara.
Antonella carissima, comprendo e ti abbraccio, ma non c’è una gara o gradazione ragionata nel dolore c’è solo il nostro (di ognuno)grande inconsolabile, a volte per altri incomprensibile, dolore.
Credo sia inutile dire che cancellerò altri interventi oltre le righe.
Sono convinta che resti un onore aver avuto qui presenti contemporaneamente tre “grandi signore” della poesia, amiche mie. Spero che concordiate con me che il senso del nostro ruolo nel web è di innalzare il prestigio, il valore, la profondità della poesia
Un caro saluto a tutti.
Dicembre 12, 2006 a 8:40 pm
In effetti la chiusa della poesia è tecnicamente un momento “topico” antonella, tu hai una propensione alle chiuse tranciate di netto che bloccano il respiro, e lasciano di stucco (chiusa ottima tecnicamente parlando) a me piace pure la chiusa ad effetto ma l’effetto è più morbido di una danza che s’avvia alla conclusione con movimenti fluidi e poi termina sull’ultima piroetta, o meglio sull’ultima gira volta foglia stella. :))
Dicembre 12, 2006 a 9:31 pm
Artur, non pensare che mi sia sfuggito il tuo commento, volevo anzi dirti che ti leggo poco in rete e sono preoccupata per te.
Stai bene?
Dicembre 12, 2006 a 10:23 pm
L’ossidiana è un tema ricorrente nella tua poesia, come mai t’affascina questa pietra, primordiale lama del mondo?
Dicembre 12, 2006 a 10:36 pm
l’ossidiana è una pietra affascinante nera lucida tagliente e liquida
Dicembre 14, 2006 a 1:43 pm
con questa posso dire che Alivento è il poeta più interessante che ho conosciuto in rete. Potresti avere un futuro rilevante, continua!
Dicembre 14, 2006 a 8:07 pm
ma se questa è apice, hapax allora da adesso posso solo ridiscendere la salita…oppure no? Speriamo di no.
grazie però in ogni caso
Dicembre 14, 2006 a 10:23 pm
E’ vero, l’mmagine della luna che girando in coso, in semicerchio si genuflette e’ bellissima, ecco.
Pedissequi pralinati
Dicembre 15, 2006 a 8:37 pm
l’anch’io