Metamorfico
Pubblicato su binari il Febbraio 28, 2007 da alivento

Certo qualcuno dei miei più affezionati lettori ricorderà quanto amassi costruire immagini e incollare su di esse le parole, ecco è una cosa che mi è rimasta nel cuore come forma espressiva articolata e d’integrazione tra testo- forme- colori, tra significato illustrato e quello verbalizzato.
E’ mio piacere segnalarvi un’elaborazione che rappresenta un’evoluzione ancora più articolata di quelle elementari realizzate allora da me con mezzi semplici e fornisce un esempio/modello di potenzialità espressiva multimediale sapientemente realizzata da Giacomo Cerrai, gestore del blog Ellisse.
Questo è il link alla presentazione, in fondo al post “IL TESTO”, su cui cliccare per il collegamento al file nel quale video audio ed effetti speciali si sposano per una sorta di immersione “sensuale” nella poesia. Per visualizzarlo occorre Macromedia Flash Player e un po’ di pazienza perchè si carichi.
A che pensavi di sapone
mentre ti assorbivo gli occhi?
Di traccia costante il percorso di stelle vissute. In luce si eterna triangolata dal basso a reggenza di un pietoso mistero. Metaforici occhi di amori perduti a guardarci dal cielo. Noi come vermi invischiati di spire sul ventre annodiamo più intenso dolore. Un fiore lucente s’accresce in splendore a figura imponente e sostegno. A far leva dal corpo al pensiero. L’assenza consuma di mancanza infinita le braccia. Allargate più in alto. Una stella sorride a distanza nel cono d’ombra incompresa. Respira col buio nostalgia d’ogni struggente notte.
(il testo qui sopra è un esercizio in prosa per impudica ispirazione dalla seguente poesia di Herman Hesse)
Maria
La propria traccia percorrono le stelle
inalterabili e incomprese!
Noi ci contorciamo in cento nodi
tu sali di splendore in splendore
Una base perenne è la tua vita!
Io non posso che tenderti le braccia
colme di nostalgia, dalla mia notte;
tu mi sorridi e non mi comprendi.
Hermann Hesse
Io vi guardo ballare
ed a mia volta ballo
e il mio corpo ripete a memoria
movimenti del vostro danzare.
Vedi come guida e morso
frusta dorso in suo cavallo
perché tenga la riga alta
a lato la criniera
tu ricettacolo di tenerezza
entri per la prima volta
qui nel mio luogo riservato
centro di gravitazione sguardo
della solitudine inarcata
dimenticanza che tutto scorre
del passato
tenendo a bada la cavezza
squarciando veli di meningi sporche
tu dalla mia mano
ricevi per compenso
nella mia vanità leggera
bacio luccicante e una carezza.
Marombra
Massimo Sannelli, apprezzato e noto poeta contemporaneo, arricchisce l’iniziativa di Roberto Ceccarini con la presenza e lettura di alcune sue prose poetiche e di una poesia di Pasolini. Su oboesommerso.

Voglio una cosa donna
dentro il letto
morbida
di pasta profumata
che mi riscaldi cuore.
Non smettere di pensare
Punti neri a macchia
di leopardo
come cuori lembi storti
che pompano l’afflusso
dentro gli occhi
di tamburo
ora che muori e sorgi
ora che batti i colpi
ora che scorri e scoppi
in lampi fratti di un due tre
secondi
che se rifletti appena
acchiappi finalmente
l’immagine agognata di quel sogno
che a bocce ferme hai atteso
per tre anni
a braccia aperte storte
grosse supine morte
adesso
che i seni sono nudi
rarefatti freddi specchi
polsi spogli nella stretta
di possesso.
Marombra
Del biglietto sola andata
la tariffa e’ gia’ pagata
ed ovunque poi si arriva
tanto vale che si viva
questa vita mia adorata
che’ un’altra non c’e’ data
per gentile concessione di T