Cos’altro darmi un uomo
cos’altri mondi intersecanti
cercando di raggiungere la riva
affoga quella fioca luce promanante
di magnete raro intermittente.
Tu bambino a lei aggrappato
come madre appena persa
al calco opposto la sottana
di bambina qui riversa
abbarbicata al tronco corpulento
della quercia.
E balbettarsi bocca a bocca
ragno e piovra scendiletto
spremere linfa dall’aurora
ingannarla come l’eco inganna il suono
precipitato a sangue gocciolante
nella gola sopraffatta del suo seme.
Il figlio l’offertorio l’innocente
un ritaglio binario condiviso
due a scavare senza scampo
un coltello di calvario nelle vene.









