Acrobat
La manina che sfiora
l’immagine di te
accoccolato sull’acrobat del desk
in sorriso immobile
cravatta.
Che non c’è niente di diverso
quando un uomo è solo un uomo
come tanti
niente che dica altro
valore
una luce
qualcosa che sgorghi
un fiume sacro
corrente dal cuore
divino alleviare
la promessa salvifica
il monte salvatore
insopprimibile sognare
che poi dici è particolarissimo il legame
da oggi e per sempre lì a venire
quasi come sbiadire
dimenticare
che un’altra onda
adesso dolce ti lambisce
il mare
Luglio 27, 2007 a 8:11 am
Ciao
Ho alcuni dubbi sulla scelta finale (dal “che”
ma il resto mi è particolarmente piaciuto 
Luglio 27, 2007 a 1:29 pm
Ciao, Dario
scherzo, in verità, ne ho sulla prima strofa e sull’ultima parte, quella che lascia in dubbio anche te, mentre mi piace molto la profonda verticalizzazione della parte centrale.
io ho alcuni dubbi dall’inizio alla fine
Grazie, della visita e del commento
Luglio 30, 2007 a 10:38 am
credo sia questo il testo a cui ti riferisci, Ali, vero?
Luglio 30, 2007 a 1:44 pm
già, è il mio trattato di antropologia sul tema…ti piace?
a proposito bello il tuo avatar in omaggio a bergman!
Luglio 30, 2007 a 1:57 pm
be’, il mio avatar bergmaniano è attivo da circa 8-9 mesi, quando abbandonai il fiore senza petali. Diciamo che è la riprova della mia ossessione per il grande regista svedese. L’avatar per wordpress invece è tratto dal film di Gondry, L’arte del sogno.
Asp, trattato di antropologia!
non c’è niente di diverso quando un uomo è solo un uomo…
Luglio 30, 2007 a 2:50 pm
grazie della spiegazione, specie sull’avatar di wordpress, avevo pensato che fossi tu in vestito da lupacchiotto per halloween
riguardo al trattato antropologico…vocativo, in effetti i concetti di fondo che stanno dentro questa poesia sono:
assioma: gli uomini sono tutti uguali
sviluppo: perchè di alcuni pensiamo che abbiano più valore?
cosa dà valore a un uomo: intelligenza, soldi, moralità, potere?
qual è il metro di valutazione?
e poi un diverso e maggiore valore dell’uomo presuppone la sua capacità di salvarci, ne fa un eroe, un condottiero, un dio (o un deus ex machina ;))?
insomma, il testo più che dare risposte è un coacervo di interrogativi, (qui ne ho esposti solo alcuni); lo definivo trattato con ironia.
Ehi ma dico, mi vieni a leggere solo quando t’invito?