Per elastico
Amo amando
purissimo amore
per canto muore
per il dito nella piaga
a strusciare piegando
ogni cellula mimosa
minuscola a forzare
per sfondare
per essere l’essere minuto
nel burro sgrasso fuso
liquefacendo il cuore
per quanto deboli
gambe e ginocchia
per battito tremore
per lo slancio supremo
sugli apici cristallo
per lo squassamento interiore
per fiore d’agave nel cielo
punta a lancia di diamante
azzurrissimo e sereno
per solo baciare il sole
bruciatamente
per amore
Lucigrafia: Nerodagave

Agosto 5, 2007 a 5:16 pm
un bel brano diviso tra tormento e limpidezza, che sembra trionfare nel finale, dove il sentimento pare sublimare la piccolezza dell’uomo.
ciao,
alessandro
Agosto 5, 2007 a 5:31 pm
Alessandro, mi dà molta soddisfazione la tua lettura attenta. Come ho già detto nel post precedente è un brano che mi piace molto, per il suono, per il senso, per lo slancio, il calore.
per le note di tormento e limpidezza a cui tu accenni.
E nato nel momento in cui il mio sguardo (anche fotottico) si è posato sul fiore d’un agave dritto slanciato nel cielo. E’ emersa solo pochi giorni fa in parole, venute fuori di getto, come tutte le cose che scrivo, che maturano intimamente, mescolandosi ad altre cose, discorsi, emozioni, esperienze.
Agosto 6, 2007 a 5:14 pm
beh, te l’ho già detto che è comme il faut, te lo ripeto anche qui, un abbraccio, Viola
Agosto 6, 2007 a 8:31 pm
te l’ho già detto che mi fa molto piacere il tuo commento positivo, viola, per affinità di sentire, per franchezza d’approccio apprezzata anche su erodiade
Agosto 7, 2007 a 5:07 pm
Mi piace pensare che elastico sia il pompare di un cuore innamorato, che senza sosta spinge e si arretra, clicca e ritira.
E che la punta d’agave, curiosissima come un nasino all’insu’, sia invece desiderio di luce, di un dolce abbraccio nell’aria.
Agosto 7, 2007 a 6:54 pm
Ho letto il tuo commento Z1 e sull’onda della tua immaginazione ho risposto così su viadellebelledonne a cercare di spiegare cosa ho voluto esprimere.
“l’amore riveste ogni cosa di splendore, e dona all’animo un afflato particolare, come se inspirare non fosse mai abbastanza per riempire d’aria polmoni così espansi, simile sensazione profonda e grata che si ha osservando un cielo stellato; in certo qual modo anche questo desiderio di immenso, di luce, d’infinito nel cuore pulsante d’ un amare grandioso, è quello che ho cercato d’esprimere qui”
dunque, quel nasino curiosissimo all’insù, (quella continua ricerca a capire, sperimentare, sondare e soprattutto, soprattutto de-siderare qualcosa che sta sempre un po’ più in là) c’è.
Per elastico del titolo esprime molte idee-immagini. L’elastico di una fionda che si tende e si slancia, che scaglia la pietra(idea che già antonella pizzo aveva intuito, ho cercato di inserire elastico e fionda nel testo, ma questa è una di quelle costruzioni che nascono così, quasi perfette, non è facile alterarle per introdurre nuovi concetti) elastico è poi ogni cosa che si tende e poi molla che pompa, si gonfia e si ritira, s’allontana e s’avvicina.