Parentesi
Edgar Degas, Bagnante
Lasciami un poco stare
intorno alla mia pena
alla finestra chiusa
di un dolore orizzontale
lasciami a seccare
leccata da un cane di dolcezza
e di saliva lavata sulla pelle
fresca
lasciami tranquilla
ogni bisogno semplice
per ora può aspettare
lasciami pensare
tre uomini a destra
la pancia oppressa da una mole
di tempesta
voglio respirare
l’acqua
i capelli tra le alghe
le branchie al posto delle orecchie
i polsi stretti da un continuo
risucchio occipitale
tra le pinne flosce di tristezza
bucce a chili da squamare
fetta a fetta.
Agosto 29, 2007 a 6:56 pm
allora mi piace assai (il mio lato partenopeo) da “voglio respirare” alla fine. La lingua del cane no, perchè poi viene troppo una miscafrancesca tra quadrupedi e pesci, insomma un eccesso di zoofilia ma vedi tu (p.s. il risucchio occipitale è realmente superbo).Con affetto, Viola
Agosto 29, 2007 a 7:06 pm
voglia di metamorfosi?
ciao,
alessandro
Agosto 29, 2007 a 8:57 pm
le donme sono strane
Agosto 29, 2007 a 9:15 pm
idem gli uomini
Agosto 29, 2007 a 9:37 pm
scusa Ali, sono mortificata, la risposta tocca a te, cancella su, grazie
Agosto 29, 2007 a 9:47 pm
e perchè mai viola? tu rispondi per me, ti interponi, voglio credere che sia nel bene, che sia per il mio bene, volermi bene, difendermi
oppure voglio credere che sia per relazionare, conoscere Stefano, persona ricchissima di preparazione e di personalità; ma non credo che il famoso gugl abbia bisogno di presentazioni
voglio credere,
nel dire “idem gli uomini” che tu conosca gli uomini, li conosca con quel sufficiente disincanto che rivelano i tuoi post, certamente più e meglio di me, gli uomini intesi come sesso opposto al nostro, l’umanità in genere ritengo finora di conoscerla abbastanza anch’io
Agosto 29, 2007 a 9:51 pm
la poesia cos’è? una poesia nata così e buttata lì, sono lieta ad ogni modo della vostra attenzione
nella prima parte c’è un essere cane, leccata da un cane e un cane che lecca, il cane lecca per far le coccole, per far festa, è un’immagine positiva, gioiosa alla quale si contrappone il desiderio d’essere in fondo al mare, bisogno di silenzio, pace, isolamento, quello delle profondità marine, ma anche spirituali
ecco di più non so e non voglio dire, è nata così e buttata lì, certo qualcosa avrà voluto dire questa mente da donna strana
idem gli uomini
Agosto 29, 2007 a 9:53 pm
ciao ale, la voglia di metamorfosi è una costante puramente apparente, nel senso che ogni cambiamento può essere muta, la pelle è un’altra il dentro resta sempre quello
Agosto 29, 2007 a 10:07 pm
cara Ali, l’idem era nato di getto, da guerriera ..impetuosa..in difesa, anche se strani penso sian tutti quelli che scrivono..e poi mi dicon sempre sin da ragazzina che ho un cervello “maschile” (mai capito che voglia dire, forse che sono, semplicemente, razionale) quindi tanto contrapposta non lo sono…mi piace questa faccenda che tu scriva in “automatico”, anch’io spesso ma la ratio poi mi fa tornare indietro e dubitare, scioccamente, hai ragione tu, qualcosa le parole che escono vorranno dire..da grande farò la canna di ..Pan, visti gli esiti quasi sempre felici, un caro saluto, anche al “famoso” gugl quando passa da queste parti, Viola
Agosto 29, 2007 a 10:24 pm
non lo salutare troppo il “famoso” gugl, l’è un conquistador impenitente
bacio (a viola s’intende!)
Agosto 30, 2007 a 10:11 am
sai cosa mi è rimasto impresso? quel dolore orizzontale. Come a dire un elettrocardiagramma che non muove filo. Come un sonno. Come la riga su un foglio. Dannatamente fermo. Ostinatamente immobile. E perciò eterno.
grandioso si.
p.s. e poi semo strani tutti
Agosto 30, 2007 a 4:48 pm
semo strani tutti noi dei blog. è un dato che andrebbe meditato prima di consigliare la lettura ad estranei.
ps. non sono un conquistador. non crederci, viola.
Agosto 30, 2007 a 6:43 pm
lo sai, Francesca, hai perfettamente cetrato nel segno, la riga piatta di un elettrocardiogramma, una linea lunga lunga e senza punte, orizzontale e senza interruzioni, un dolore senza fine
Agosto 30, 2007 a 6:47 pm
ma sai gugl, la percezione dell’essere altrui muta da indiduaA ad individuA, poi muta anche la propria percezione individuale dell’essere sè e di come questo sè viene visto dagli altri
che io sono strana lo sapevo da tempo, strana e sofferente, non sarei qui se non fosse così
Agosto 30, 2007 a 6:48 pm
e lo sono anche tutti gli altri dentro e fuori i blog, ciascuno con la propria personale stranezza
Agosto 30, 2007 a 7:00 pm
c’è un mio vecchissimo amico mot (m’intimorisce molto, ha 1 laurea in matematica e 1 in ingegneria aerospaziale ma s’arrabbia se lo chiami ingegnere, lui tiene alla prima) che sostiene sempre che “ognuno ha la sua capoccella”. E’ un pò leibneziano come concetto (del resto da un matematico) ma in parte è vero. Mi spiace che gugl non si “senta” conquistador, ma forse visto quel che penso di Pizarro & co. è ..preferibile.
Agosto 30, 2007 a 9:00 pm
brava Viola, hai colto nel segno
Agosto 30, 2007 a 9:17 pm
va bene, gugl, non lo sei, stavo solo scherzando, stasera invece non ho voglia di scherzare
certo viola, ognuno ha le sue piccole fisime o repulsioni o desideri, che denunciano anche i propri limiti, orizzonti, ambizioni, debolezze, comsapevolezze e via così