Lembo
Edward Munch, L’urlo

Nulla è più infranto dell’urlo
che in bocca fa piccoli cerchi
dei cerchi che girano attorno
alla bocca di brina
del bisogno che incombe
dei gatti che dietro la porta
implorano cibo alla fame
grattando con unghia fasulla
sul vetro d’asfalto
il catrame
sulle strade impigliate dal gelo
la lingua di freddo s’insinua
sottilmente nel nulla
del lembo nascosto del cuore.
Settembre 5, 2007 a 6:31 pm
Ha, non so perchè, il ritmo di una filastrocca (tieni presente che a me le filastrocche piacciono molto), ci sono le assonanze che si rincorrono con le consonanze, belle le strade “impigliate” forse avrei levato il “sottilmente” e il “nascosto” ma sono fisime mie. Un buon testo Ali anche se triste, perchè è un urlo infranto e ricacciato, dentro, nel gelo del cuore.Un urlo trattenuto. Un abbraccio, Viola
Settembre 5, 2007 a 8:38 pm
le poesie non le capisco tanto, ma mi pare che la tua sia, appunto, una poesia, perché non la capisco tanto. scusa la mia ignoranza.
Settembre 5, 2007 a 9:14 pm
@ viola si una filastrocca, un ritmo ripetitivo ricercato nelle consapevoli ripetizioni dei cerchi, tondi e bocca, è triste anche, ma forse anche di più; “sottilmente” a me piace tanto ma anch’io trovo belle le strade impigliate.
mi piacciono poi i tuoi commenti Viola, si vede che leggi ciò che leggi
@ mc ripeto qui cio che ti ho già detto sul tuo blog, ammiro chi scrive romanzi, anche perchè non penso che un poeta possa trasformarsi senza sforzo in romanziere (tuttavia non dispero, per me, perchè voglio scrivere io un romanzo, uno solo e che sia un capolavoro, speriamo che frequentarti mi faccia bene
) la poesia poi comunica qualcosa e non è necessario che si capisca. se puoi, se vuoi, leggimi ancora, mi fa piacere, mi fai compagnia
Settembre 5, 2007 a 9:28 pm
vedo che anche mc è come il mio amico anonimo, entrambi non “capiscono” le poesie moderne. C’è un bel libro (forse un pò peso direbbero i toscani) sul perchè dell’”oscurità” della poesia e in genere dell’arte contemporanea. E’ di Guido Mazzoni “Sulla poesia contemporane” del Mulino. Di fondo l’oscurità è ricondotta a un’ipertrofia dell’Io e all’appiattimento della poesia sulla sola forma “lirica”. Ma Ali la trovo molto leggibile; è che nell poesia fondamentale è il suono, proprio il suono della parola. Firmato: una anti-lirica (un abbraccio doppio Ali), Viola
Settembre 5, 2007 a 9:49 pm
chiarisco solo un passaggio, perchè non sono certa tutti conoscano le abitudini dei gatti, i gatti si procurano il cibo o cacciandolo come felini o elemosinandolo e se non se lo procurano così non pensano d’aver fatto il proprio dovere, tra l’altro questo chiedere alla porta il cibo non sempre corriponde a un bisogno, a volte chiedono pur non avendo fame
Viola, punto alla leggibilità del suono in effetti, cerco di modularlo perchè comunichi, poi cerco di rendere per immagini e poi via via altre cose presenti nelle poesie, per come esse vengono fuori. sono sinceramente lieta del tuo apprezzamento
mc, è, spero, un mio nuovo amico
Settembre 6, 2007 a 7:27 am
certo che ti leggo ancora! io credo che anche un poeta possa scrivere un romanzo, quello che conta è il “possa scrivere”, non l’essere poeta. di sicuro, tuttavia, un centometrista (il poeta) dovrà avere molta pazienza e umiltà per correre la maratona (scrivere il romanzo).
vi ringrazio entrambe per la disponibilità ad essere mie amiche. non so se serà possibile realmente, ma sono molto felice di questo. Davvero!
ciao
Settembre 6, 2007 a 11:54 am
Ci sono argomenti ricorrenti per ogni persona che conosci, per me spesso si finisce col parlere di cucina, la dolce alivento fa eccezione e mi riconduce sovente ai gatti. M’hai richiamato alla mente un ricordo dell’infanzia, quando mia madre accudiva una mezza dozzina di sinuosi felini vaganti per gli angoli nascosti di casa, sguscianti d’improvviso da sotto qualche mobile a reclamare la scodella vuota. Così verso mezzogiorno una vecchia pentola di pasta con le sarde veniva lasciata a raffeddarsi sul davanzale, con me che brontolavo per l’odore che impestava casa in vaporosi sbuffi, e i gatti che miagolavano la lunga attesa.
Settembre 6, 2007 a 8:05 pm
mc, “realmente” è una parola davvero grossa in ambienti come questi
)
quanto a trasformare un centometrista in maratoneta, penso anch’io che sia possibile, e poi mi chiedevo se sia facile l’inverso.
narrando, anche la cucina sarebbe un buon argomento per me, talvolta ho pensato che potrei alternare le ricette di mia invenzione con le mie poesie…pensa che effetto straniante i miei “involtini di vitello in coppa” accanto alla poesia “L’urlo”
Settembre 6, 2007 a 8:56 pm
non saprei se sia possibile il contrario. “realmente” è difficile? meglio no?
Settembre 6, 2007 a 8:59 pm
e certo tutte queste realtà a portata di mouse che noia! che ovvietà!
Settembre 7, 2007 a 8:10 am
già. è così bello stare nascosti nella propria tana, navigando nei cunicoli dell’etere!
Settembre 7, 2007 a 3:37 pm
Non so, mc, al momento non riesco a coagulare l’aggettivo bello rispetto al nascosto, forse vedrei più pertinente la parola intrigante, divertente, interessante, tuttavia a parte il giudizio di qualità/attributo da usare, io, sostanzialmente, non condivido il tuo pensiero, in quanto personalmente ne ho fatto una scelta intuitiva (non)esistenziale senza volevi accostare ulteriori aggettivazioni.
attendo con interesse il tuo prossimo brano.
caramente
Settembre 7, 2007 a 4:06 pm
quanto interesse? e di che tipo?
Settembre 7, 2007 a 5:47 pm
lecito e tipicamente da lettRICE
scrivi mc, scrivi, che ti leggo volentieri
Settembre 8, 2007 a 8:27 am
che bello: ci teniamo compagnia a distanza,come il comandante del titanic e l’iceberg.
Settembre 8, 2007 a 2:36 pm
non proprio, l’iceberg affondò il titanic, il comandante non so che fine fece, io invece ti tengo a braccetto se ti comporti bene ti darò anche qualche bacetto
Settembre 8, 2007 a 4:18 pm
vedremo se riesci a prendermi.
Settembre 8, 2007 a 9:46 pm
Perdonami mc, la tua battuta, che tanto somiglia alle mie di qualche anno fa, non riesce a farmi sorridere, stasera. Umore d’apatia.
Non credo d’avere più nè l’età, nè la voglia (o grinta) di inseguire chicchessia.