Con la finalità dichiarata di tutela e promozione “del principio del pluralismo dell’informazione affermato dall’articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati” (art. 1, comma 1) il governo ha approvato e mandato all’esame del parlamento una legge per il riordino l’attività editoriale. Essa definisce il prodotto editoriale come “qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso” (art. 2 comma 2); l’attività editoriale come “ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria“ (art. 5) anche quando esercitata ”in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative” (art. 5). All’art. 6 la legge in preparazione impone, ”ai fini di tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale“, l’iscrizione al ROP (registro degli operatori di comunicazione) a tutti i soggetti che esercitano attività editoriale, così come sopra definita.
Ne consegue che anche quei blog gestiti con meri intenti creativi e d’intrattenimento e/o privi di finalità di lucro, sono considerati prodotto editoriale ed i blogger che ne sono autori, stando così le cose, saranno soggetti all’iscrizione al ROP per proseguire una semplice attività di libera espressione.
Alle spalle di queste disposizioni leggo:
1) la pressione del potere esercitato dagli editori -imprenditori contro l’informazione libera in rete
2) l’intento di chiudere le maglie della rete e ostacolare la libera circolazione delle idee
3) l’imposizione che l’informazione circoli solo su canali registati e dunque controllabili
4) il conflitto tra la libertà d’espressione e d’informazione
5) la limitazione d’entrambe per assecondare gli interessi dei soggetti di cui al punto 1
6) il sacrificio che viene imposto come al solito ai più deboli ed innocenti (blogger che usano il blog per fini ricreativi, relazionali, creativi ecc.) che rischiano d’essere costretti, per non impelagarsi in questioni burocratiche, a rinunziare ad una loro passione.
Esprimo contrarietà per la situazione sfavorevole ai blogger che si sta delineando, chiedo, invito tutti, in ogni sede dove possano far sentire la propria voce, a chiedere che sia salvaguardata la libertà di pensiero, d’espressione.