Assemblaggio

Paul Klee, Rising sun
E voi verrete a me
non come io cristo e voi bambini
ma ai miei pensieri
.
Ed in effetti è vero
non importa come
ma è la qualità che lotta
sotto la casta dei potenti
che dettano la legge di mercato
e bussa lecca graffia
il fegato al costato
del grande direttore generale.
.
Ma la foto vorrai ammettere
è importante
guarda come lei sembra usignolo
l’altra un’aquila maestosa
che bela il suo modesto verso
d’agnellino.
.
Tu invece solo rughe verticali
e vecchie mani stanche di stirare
le striature finte sui capelli
e lui che dice mi ricordo
moglie mia
ch’erano una volta tanto
tanto belli.
Novembre 21, 2007 a 1:18 am
“molti fiori bellissimi nascono per morire non visti”, più o meno così Coleridge.
Ci sarebbe anche da chiedersi quante cose degne di nota siano trascurate dall’editoria, e se le opere stampate siano davvero il meglio del loro tempo. Su quest’ultima ho forti dubbi!?!
Novembre 21, 2007 a 1:23 am
ops, ho sbagliato post, era quello precedente
Novembre 21, 2007 a 4:49 pm
invece mi sembra, caro Antonio, che tu abbia proprio scelto il post giusto
)
qui mancano i fiori ma il senso in fondo riprende e si collega a quello che tu dici forse ancora più nettamente.
bellissime cose per te
Novembre 21, 2007 a 10:45 pm
Riprendendo il discorso, Antonio, (che m’è tornato in mente essendo io proprio adesso reduce da un giro tra blog), considerando che molte persone scrivono davvero bene e che è un dato di fatto che si pubblicano quantità esorbitanti di libri, ho il fondato sospetto che tale pubblicazione cartacea avvenga nella maggioranza dei casi (ossia salvo i nomi significativamente noti) per sovvenzione dell’autore. Ciò significa anche, credo, che la pubblicazione editoriale, quando c’è una buona qualità (si spera), dipenda sostazialmente da una scelta volontaria, dall’iniziativa dell’autore, ma, appunto perciò, non ha più quel valore di meta, di traguardo raggiunto, successo per lo scrittore, garanzia di selezione di buone letture per il lettore.
Forse è che in letteratura non esistono, forse non sono mai esistiti, i cercatori d’oro, eppure a me sembra che oggi è come se ci fosse una miniera disseminata di venature d’oro, un fiume di pepite a cielo aperto (e non sto necessariamente parlando pro domo mea).
Novembre 21, 2007 a 11:45 pm
A pensare male si fa peccato, ma…
mi sa che molte pubblicazioni vengono fuori dai soliti italici clientelismi, si trovano in edicola, e subito dopo sulle bancarelle, tali improbabili opere…
Novembre 22, 2007 a 8:07 pm
e va bene antonio, che ci possiamo fare? mi piace credere che abbia successo proprio chi lo merita, d’altra parte, a titolo personale, c’è di buono io scrivo finchè mi va e chi vuole mi può leggere qui ed io continuerò finchè ne avrò modo, tempo e voglia…
comunque sul sito di viadellebelledonne si svolse qualche tempo fa un lunga discussione in merito
http://viadellebelledonne.wordpress.com/2007/08/20/il-mondo-delleditoria-a-confronto-con-altre-realta/
con agganci e sviluppi pure qui
http://viadellebelledonne.wordpress.com/2007/08/19/perche-nessun-critico-nessun-recensore-parla-male-dei-libri-di-autori-famosi-di-francesco-varanini/
l’insieme fornisce un quadro interessante, d’altra parte per avere il polso della situazione occorrerebbe avere dati statistici e di mercato similmente a quanto rilevano le grandi case editrici per percepire gli orientamenti dei lettori.