Limoni
Filippo De Pisis, Natura morta marina
Farsi prendere la mano
dire questo è impressionante
perdurare fino ad oggi
forse pure eccezionale
complimenti siamo in tanti
a rubare le parole.
Non sprechiamoci le bambole
divaghiamo sulla stretta
in folata di paura
se alzandomi di botto
lentamente ti guardassi
senza un filo di rumore
dritto al cuore della bocca
nel recesso tuo che anfratto
d’uomadonna schiocca.
Lingua madre del mastino
l’urea gialla che zampilla
luna infame a colpo zero
spara duro spicchio crudo
lupo in lacci brocca rotta
indigesto bolo in gozzo
che all’esofago s’ impiglia.
Tacitando si consola
di limoni deflagranti
rimasuglio suo di brina
disgelando nella cuccia.
Dicembre 9, 2007 a 4:56 pm
mmhh…forse qualcosa d’indigesto…e il limone come rimedio allo stato di costipazione…
Dicembre 9, 2007 a 7:34 pm
indigesto essì un poco
però che sfrontatezza chiamare limoni ’sta cosa senza alcun pudore del divino montale
Dicembre 10, 2007 a 11:02 am
bisogna essere spavaldi, altrimenti va a finire che il passo non lo si fa mai
Dicembre 10, 2007 a 9:52 pm
spavaldo…che bella parola
un po’ senza paura, un po’ baldanzoso
dovrei inserirla in qualche mia futura poesia