Persefone
Scriverò l’ultimo progetto
al calare della vita
quando vivere si fa impellente
e preme il sasso piatto
sullo sterno un passo greve.
Con spirito d’ignoto
accettando ogni bisogno
per disegno del divino
al limite del mondo
inchiodato in altro luogo.
Intoccabile figura
suicidata dalla rete
bella e con promessa
seppellita di parole
versi che seminano semi
In terra piena esche
lancinanti per il dire
alto argine di guardia
occhi immensi ed ami
che sollevano maree.
Luglio 12, 2008 a 6:47 pm
Per me hai una robusta capacità immaginifica, vedi specialmente l’ultima strofa, e assecondi una circolare musicalità – mi sembra che i suoni nelle tue poesie si rincorrano in tondo . come concentrata su un tuo suono interiore. E la prima strofa è molto bella, la mia preferita. Ciao
Luglio 12, 2008 a 7:30 pm
Erminia, io la penso come te, oltre al fatto che non mi pare ma so che ascolto un mio suono interiore. Sei la prima che ne riconosce la circolarità, il fatto che inizi e si chiuda percorrendo un cerchio, forse spirale, come il sasso forma le onde nello stagno come il suono si diffonde nello spazio.
La prima strofa e l’ultima sono le mie preferite.
Grazie di tutto, dell’ascolto attento in primo luogo.