La corsa a ostacoli

 

Che strana la

tua prima mano

quando per rispetto

mi lasciasti fuori da ogni

fermento operativo

oggi che ritorna nella stanza

il tuo amato nome

nel ti ricordi come

glissare la recrudescenza

dominante

di rabbia incantatrice

non si scompone 

l’astuta donna a coppe

date a bere ai potenti del potere

pregna larva impopolare

tronfia nell’isolamento

del comando

stagna indifferenza  

del non ci sai fare.

3 Risposte a “La corsa a ostacoli”

  1. Questa è una poesia non facilmente commentabile, mi rendo conto, peccato che non ci sia la funzione: voto, se no la voterei per il senso di soddisfazione che mi lascia contemplare la riuscita sintesi del dire, coniugando tempo, interno, vita.

  2. …”interno” inteso come “interiore”?

  3. come intimo e come interno giorno

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