Archivio per la Categoria binari

Metrica naturale

Pubblicato su binari il Luglio 21, 2008 da alivento

Riporto da wikipedia, un passo sull’origine e il senso della metrica. Da leggere e ricordare

L’origine e il senso della metrica

Rime e ritmi: la metrica è grammatica descrittiva, non prescrittiva. La poesia nasce come voce, e solo successivamente diventa voce scritta. Storicamente, è probabile che la poesia nasca col teatro: nasca quindi a voce alta, la voce che per-suona nella maschera dell’attore-persona (persona da per-sonare “suonare forte”). Ogni poesia, anche la più “intimista”, va immaginata come detta a voce. E leggere con la voce le poesie è un esercizio importante. Lo specifico della poesia sembra collegato alla presenza di un ritmo. Il ritmo delle parole non è un accompagnamento musicale del contenuto, ma ne fa parte. Lo studio di questi ritmi, in sostanza la metrica, può dare l’idea che scrivere poesia sia un esercizio certosino di conteggi di sillabe e di accenti, poco compatibile con l’ardente necessità dell’ispirazione. Questo è un errore di valutazione che deriva dal dimenticare che la metrica è una grammatica che non prescrive ma descrive (come del resto ogni altra grammatica: anche la grammatica della lingua italiana, che si studia o studiava a scuola, non è una legge caduta dal cielo a indicare come si deve parlare, ma un’accurata descrizione di come si è parlato finora). La metrica di un endecasillabo non è dunque una legge che impone di scrivere in un certo modo, ma la descrizione del ritmo che hanno adottato numerosi poeti dagli albori della lingua fino a oggi. Se un poeta decide di scrivere ancora endecasillabi, è semplicemente perché sente dentro di sé, come memoria storica, come musica assorbita, come coscienza verbale o come vi pare, questo ritmo, lo possiede e ne è posseduto. Nessun poeta conta le sillabe sulla punta delle dita (se non forse dopo, per curiosità), ma è possibile che se un poeta ha scritto otto versi di cui tutti sono endecasillabi tranne il quinto, quel quinto verso gli stoni, come una nota fuori posto in una musica. Così come è possibile che non gli stoni affatto, e che si tratti di una variatio necessaria, significativa-significante (come l’improvviso alterarsi di un ritmo in una musica, che serve a comunicare qualcosa). Anche i versi più “liberi” hanno il loro ritmo - non esiste poesia senza ritmo. Talvolta il ritmo sconfigge persino le intenzioni stesse del poeta che vorrebbe proprio mortificarlo per esaltare la singola parola, come in alcune poesie ermetiche. Quando Giuseppe Ungaretti scrive

 

Si sta come

d’autunno

sugli alberi

le foglie

 

il suo dividere in quattro versi la breve poesia ha un senso ben preciso, ma non può tuttavia impedire al ritmo interiorizzato dal lettore di poesia di cogliere due classici settenari:

 

Si sta come d’autunno

Sugli alberi le foglie.

E’ on line la rivista Viadellebelledonne

Pubblicato su binari il Luglio 19, 2008 da alivento

 

E’ in rete VIADELLEBELLEDONNE n° 1, la rivistra quadrimestrale on line di Viadellebelledonne. Continua a leggere »

Celestina

Pubblicato su binari il Giugno 20, 2008 da alivento

 

       Quadro piove

 

Ora piove dici piove

perché l’aria si rinfresca
e le nuvole coprono l’estate.
Una donna sull’uscio
rammenda cose fosche
di tempesta a punti fitti fitti
gettati su calzini
come rete di pesca
pesca buchi di memoria
o di un lungo camminare.
Improvviso picchiettare
allegro sulle fronde
distratte dal rumore
cadono le gocce.
Sono tondi d’antracite
disegnati sul cemento
cerchi sparsi di grigiore
in chiaroscuro irregolare.
Sentire profumi
di basilico e ginepro
un respiro di fanghiglia e afa
ragazzi in sella a motorini
volteggiano ronzando
in cerca di un riparo.
Ora piove dici e infatti piove
a dirotto tra mosche
fastidiose di scirocco.

 

 

 

 

 

        Piove

Piove. È uno stillicidio
senza tonfi
di motorette o strilli
di bambini.

Piove
da un ciclo che non ha
nuvole.

Piove
sul nulla che si fa
in queste ore di sciopero
generale.

Piove
sulla tua tomba
a San Felice
a Ema
e la terra non trema
perché non c’è terremoto
né guerra.

Piove
non sulla favola bella
di lontane stagioni,
ma sulla cartella
esattoriale,
piove sugli ossi di seppia,
e sulla greppia nazionale.

Piove
sulla Gazzetta Ufficiale
qui dal balcone aperto,
piove sul Parlamento,
piove su via Solferino,
piove senza che il vento
smuova le carte.

Piove
in assenza di Ermione
se Dio vuole,
piove perché l’assenza
è universale
e se la terra non trema
è perché Arcetri a lei
non l’ha ordinato.

Piove sui nuovi epistèmi
del primate a due piedi,
sull’uomo indiato, sul cielo,
ottimizzato, sul ceffo
dei teologi in tuta
o paludati,
piove sul progresso
della contestazione,
piove sui works in regress,
piove
sui cipressi malati
del cimitero, sgocciola
sulla pubblica opinione.

   Piove, ma dove appari
   non è acqua né atmosfera,
   piove perché se non sei
   è solo la mancanza
   e può affogare.

    Eugenio Montale

 

Grazie

Pubblicato su binari il Aprile 6, 2008 da alivento

Un grande grazie alla giuria di Ibridapoesia ed allo staff di Ibridamenti per la segnalazione del mio testo “In ratiochat” nell’ambito del concorso Ibridapoesia sul secondo tema in concorso: Identità virtuali.

Delimitazione del tema: l’io off line dialoga con l’io on line (con il suo nick, con il suo avatar, con la molteplicità delle sue manifestazioni possibili). Svela, attraverso questo dialogo, le svariate dimensioni di questo suo Alter Ego. Scopre, così, le possibilità creative di questo sdoppiamento…

Cliccando sul bannerino “Ibridapoesia” presente nella colonna a destra di questo blog dettagli e informazioni sul concorso, sugli altri testi segnalati, sui temi futuri…

Calabrone

Pubblicato su binari il Aprile 5, 2008 da alivento

Buttate lì a gambe aperte

come puttane morte

stanno le parole uccise

senza corpo

se potessi cancellarle

con la mano sventolando

leggermente un calabrone

se potessi privarle di quel luogo

nel rilancio del piattello

occhio sordo ed assordante

accecando verso il fondo

l’omissione per protervia

del mio nome. 

http://www.poiein.it/autori/2008/2008_02/12_Ibridamente.htm

Sono una cavia :-)

Pubblicato su binari il Marzo 17, 2008 da alivento

Selezionata come osservatrice nell’ambito del progetto “Ibridamenti” anch’io adotto il bannerino “ibridacavia” che vuol dire:

1) non esiste un’osservazione che realizzi l’oggettività

2) c’è sempre contaminazione tra osservatore e realtà osservata

3) l’osservatore, a sua volta, è oggetto di osservazione

Tre assunti che si sono imposti nei settori più avanzati della ricerca psico-antropologica.

Tre assunti impliciti anche in molti momenti del nostro quotidiano.

D’amore vorrei parlare

Pubblicato su binari il Febbraio 19, 2008 da alivento

 Questa poesia è stata segnalata nell’ambito del concorso Ibridapoesia sul blog Ibridamenti

 

D’amore vorrei parlare

e di tormento

dice l’albero al vento.

Pressami la giugulare

fammi annegare

il sangue scende a fiotti

non respirare.

C’è altro oltre i tuoi occhi?

chiede l’alba al tempo

C’è altro oltre quell’acqua

che verde brilla e cade?

Aspettami nel sole

fammi liquefare

la cera delle ali

in gocce tiepide di mare.

C’è altro oltre le stelle

che vedo nella notte

di un cielo che di carne

ha il mormorio sensuale?

Splendore della pelle

la bocca da baciare.

C’è altro oltre il respiro

del fango nel pantano

le nuvole di pioggia

il sogno l’aquilone?

Liberami dal filo

lasciami volare

planare dentro il fosso

come rana gracidare.

Immaginando plagi

Pubblicato su binari il Gennaio 24, 2008 da alivento

Per corrispondere all’interessante lavoro d’assemblaggio di Carrino qui su un tema così interessante come il plagio, la copia, e l’originalità dell’opera, desidero contribuire con questo mio post all’approfondimento del tema, illustrando concretamente il modo in cui elaboro le immagini. Recentemente ho elaborato un’immagine della quale ho ancora disponibili immagini origine e la bozza di lavorazione; quest’ultima mi permette di illustrare i vari passaggi di lavorazione. Al momento in cui ho intrapreso la lavorazione l’idea è di dedicare un’immagine ad Antonella Pizzo. Il pensiero dominante è che Antonella è una poetessa, la sua chiamata, la sua vocazione alla poesia è nata da un’esperienza traumatica, da un dolore indicibile. Antonella è anche la fondatrice del blog Viadellebelledonne. Cerco nel mio archivio immagini l’immagine di una bella donna e ne trovo una che inserisco qui sotto. E’ un’immagine scaricata da un sito internet due o tre anni fa.

Belladonna  Continua a leggere »

Perchè il blog

Pubblicato su binari il Dicembre 1, 2007 da alivento

Sono costretta ad eliminare il contenuto origiario di questo post perchè causava disturbi alla visualizzazione del blog, ad ogni modo potrete sempre leggerlo qui e sul link omonimo alla pagina dedicata posta nella barra di sinistra di questo blog.

Oculi

Pubblicato su binari, radici, vuoti il Novembre 23, 2007 da alivento

Edward Munch, Madonna

Ah se potessi con due dita

due sole dita scivolando

indietro

la bella lacrima fermare

sul tuo viso

chiarapelle dolcissima slegata

nel racconto.

Ah se potessi fermare il corpo

sepolto nell’acqua per ventanni

quattro ossa incrociate

i capelli lunghi

come si portavano

una volta

fermare l’aria che li scioglie

aspirati nell’idrovora volante.

Ah se potessi tenere gli occhi tuoi

fissati in petto

come istanti di corda tesissima

vibrante

in folle vuoto dipanare

il groviglio intestinale

se potessi accorciare

il diametro ingombrante

dei discorsi arroganti a non finire

l’assegnazione del loculo finito

nel progetto costruito

sulla fronte.