In nome
Pubblicato su inutilità il Luglio 20, 2008 da aliventoDomanda: In nome di chi e che cosa parliamo di poesia? (Loredana Di Biase)
Prima risposta (Alivento):
La poesia non è un’idea da propaganda, io non ne parlo “in nome”, ne scrivo semplicemente, con dubbio a volte che lo sia.
Forse ne parlo in nome di qualcosa, sì, la mia passione per scrivere in un modo che esalti il linguaggio oltre ogni dire, un modo, che ha un ritmo che batte, nella bocca, sulla lingua e nel timpano interno tra l’orecchio ed il cervello, che lo sento che si forma e scandisce un tempo ieratico, andante, allegretto, a volte chiuso, lentissimo, pianissimo, denso. Un ritmo del linguaggio che DEVE prendere la forma del verso, un andare e venire della riga. Un solco sul foglio traverso. Un modo, una forma della parola che ogni tanto affiora, talora anche adesso che langue la volontà del dire.
Anche gli altri fanno lo stesso ritengo, quel centinaio o poco più di poeti che ne parlano in rete, i cui nomi si rincorrono da un blog all’altro, da un premio all’altro, da una segnalazione ad un pubblicazione, in fondo null’altro hanno per parlarne (con più diritto di chiunque altro) in nome, se non la loro passione, che li porta, tra l’altro, a studiare alcuni aspetti/soggetti, approfondire le questioni che le ruotano attorno. Diventandone esperti, ma non sempre per questo più bravi d’altri a scrivere poesie.
segue?
PS. riporto qui quanto precede a mo di appunto per un possibile ampliamento




