Poesia, paranoia e anarchia
Pubblicato su vuoti il Aprile 7, 2008 da alivento“La poesia è l’anarchia dell’io… e, in quanto tale, può divenire oggetto di trattamento psichiatrico. Paranoia e poesia sono i mezzi per sfuggire alla persecuzione alla quale andiamo incontro nascendo”
Grazie
Pubblicato su binari il Aprile 6, 2008 da aliventoUn grande grazie alla giuria di Ibridapoesia ed allo staff di Ibridamenti per la segnalazione del mio testo “In ratiochat” nell’ambito del concorso Ibridapoesia sul secondo tema in concorso: Identità virtuali.
Delimitazione del tema: l’io off line dialoga con l’io on line (con il suo nick, con il suo avatar, con la molteplicità delle sue manifestazioni possibili). Svela, attraverso questo dialogo, le svariate dimensioni di questo suo Alter Ego. Scopre, così, le possibilità creative di questo sdoppiamento…
Cliccando sul bannerino “Ibridapoesia” presente nella colonna a destra di questo blog dettagli e informazioni sul concorso, sugli altri testi segnalati, sui temi futuri…
Calabrone
Pubblicato su binari il Aprile 5, 2008 da alivento
Buttate lì a gambe aperte
come puttane morte
stanno le parole uccise
senza corpo
se potessi cancellarle
con la mano sventolando
leggermente un calabrone
se potessi privarle di quel luogo
nel rilancio del piattello
occhio sordo ed assordante
accecando verso il fondo
l’omissione per protervia
del mio nome.
Metamorphose
Pubblicato su immagin-ali, virtu-ali il Aprile 2, 2008 da aliventoL’immagine “Metamorphose” e stata creata per ispirazione dall’omonima poesia di Alfred, segnalata sul sito Ibridamenti nell’ambito del Concorso “Ibridapoesia”
Corpo
Pubblicato su percorsi, radici il Marzo 31, 2008 da alivento”La lettura, la scrittura, si fa attraverso il tatto perché il corpo deve essere toccato. Ciò che di una scrittura non si può leggere, ecco che cos’è un corpo.”
Jean-Luc Nancy
Voce interiore
Pubblicato su radici il Marzo 28, 2008 da aliventoGiorgio De Chirico, Autoritratto con madre
Avessi quasi in petto
un braciere a fermentare
viola di carne pusillanime
a pulsare
avessi un cuore piccolo
di mamma
tum tum rosso a sbalzi
cola
extrasistole e travaglio
di pensiero
figlio purissimo diletto
sangue del mio sangue
su per le scale della vita
in strada spavaldo a camminare
a girare tutti gli angoli del mondo
rotolare d’ansia e di palline
innocue e gommose di colore
scatenate nella massa nella rete
per giocare ogni timore
per tirarlo su cogli occhi
per saltare nel cadere
volteggiando come foglia
fare forza di catene
e lasciarlo andare.
L’immagine di Scarto
Pubblicato su immagin-ali, virtu-ali il Marzo 27, 2008 da aliventoQuesta è l’immagine creata a commento della poesia scarto pubblicata qui







