Archivio per maggio, 2006

Emily ancora

Posted in binari on maggio 31, 2006 by alivento

Sentii una frattura nella mente
come se il cervello si fosse spaccato
cercai di ricongiungerlo giunto a giunto
ma non riuscivo a farli combaciare

Il pensiero di dietro
mi sforzavo di unire al pensiero davanti
ma la sequenza si srotolò dal suono
come gomitolo sul pavimento

Emily Dickinson

Tutte le poesie

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Blanc

Posted in binari on maggio 28, 2006 by alivento

Ho aperto un varco ai miei stivali
per te ho creato una stanza
ed era bianca.

La porta stretta la lametta e l’erta
stanotte non posso guardare
la nebbia che s’alza fumando
la nube che stende vapore di rosa
la paura che scorre e risponde
le balze a lavare gli alberi l’onde
la macchia zitta che si protende
tra ramo e fronda lungo la linea
grigia e confusa dell’orizzonte.

Acqua serena acqua furiosa
acqua cristallo acqua zampilla
acqua ripiena acqua schiumosa
acqua insolente acqua curiosa
acqua pulita liscia setosa
acqua da bere fino a saziarsi
acqua riempie bocca che annega
tracimazione profonda dell’oltre
trabocca di limo di verde di morte.

Cade il respiro deluso e stanco
rotolando nell’acqua dalla nuca
bianco.

Marombra

Emily

Posted in binari on maggio 27, 2006 by alivento

Un Vento che si alzò benché non una Foglia
In qualsiasi Foresta si agitasse –
Solo con se stesso freddo si impegnò
Oltre il Reame degli Uccelli.


Un Vento che risvegliò una solitaria Delizia
Come l’Ondata della Separazione –
Riportato ad Artica confidenza
Con l’invisibile.

Emily Dickinson

Metà della vita

Posted in binari on maggio 23, 2006 by alivento

Con gialle pere scende
E folta di rose selvatiche
La terra nel lago,
Amati cigni,
E voi ubriachi di baci
Tuffate il capo
Nell’acqua sobria e sacra.

Ahimè, dove trovare, quando
È inverno, i fiori, e dove
Il raggio del sole,
E l’ombra della terra?
I muri stanno
Afoni e freddi, nel vento
Stridono le bandiere

F. Hölderlin

Leggera

Posted in binari on maggio 21, 2006 by alivento

Leggera voglio essere
Leggera sono

L’alba chiara della vita
sul finire del respiro
conta i passi posati sulla terra
come tocchi di danza o di cannone.

Lieve sia il percorso lieto
dei petali di mandorlo e ginestra
fine sia di pioggia veste
ai marmi inermi dell’uliveto.

Rosa di specchio chiara
specchio chiaro di luna.
nuvola d’aria e di vento
soffio di cielo spento.

Soave sia il pensiero della sera
corpicino di piume e cardellino
da cullare nel palmo della mano
perché canti di vermiglio e d’oro
gorgheggiando di corona e alloro
incredulo che l’anima straziata
dal becco forte sulle labbra sporche
sia sbocciata di limpida rugiada
che raccolta nella gabbia del torace
sol perché è primavera
sprigiona luce intensa
di preghiera.

Marombra