Emily ancora

Sentii una frattura nella mente
come se il cervello si fosse spaccato
cercai di ricongiungerlo giunto a giunto
ma non riuscivo a farli combaciare

Il pensiero di dietro
mi sforzavo di unire al pensiero davanti
ma la sequenza si srotolò dal suono
come gomitolo sul pavimento

Emily Dickinson

Tutte le poesie

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8 Risposte to “Emily ancora”

  1. golfedombre Says:

    anche a lei le si spappolavo il cervello, scrivendo. Vedi: scrivere dovrbebe essere considerato “uso di sostanze simboliche dopanti”

    ciao a lunedì.

  2. alivento Says:

    Sai Ste, sono incantata da questa poetessa, anche perchè mi assolve dai sensi di colpa generati quelli che trovano tanto da ridire sull’io sbandierato, l’io esposto, l’io eletto a proprio dio.

  3. alivento Says:

    condivido la definizione di “uso di sostanze simboliche dopanti” indovinatissima :)))

  4. golfedombre Says:

    ma tu lo sai che il mio libro “come a beato confine” trova tanto da ridire sull’io sbandierato, l’io esposto, l’io eletto a proprio dio.

    ma tu non potrai mai leggerlo… peccato!
    (però, se lo ordini in libreria, lo trovi:-))))

  5. alivento Says:

    è appunto nei miei progetti poi ho pensato che te lo porto di persona per la dedica :)))

  6. alivento Says:

    Vedi golf, questo sul punto il mio pensiero. Coloro che puntano il dito accusatore contro gli adoratori del proprio io in realtà o non l’hanno mai perduto avendolo sempre ben saldo, vigile e cosciente oppure usano il “si” o il plurale (voi, noi, essi) della forma impersonale scrivendo comunque e sempre in qualche modo di sè stessi. Gli altri quelli che a un certo punto hanno sentito la propria identità sfuggire tra dita o che hanno smarrito il proprio io, che sanno il perchè e non sanno quando sia avvenuto, quelli lo vanno cercando sempre più dentro sè stessi. Affondando.

  7. golfedombre Says:

    in naufragar m’è dolce inquesto mare… così sì,

  8. alivento Says:

    C’è l’infinito fuori ma quello dentro, quando dentro ci si immerge profondamente, è così vasto che ci si perde analogamente.
    Quelli che non parlano d’un io o spaziano fuori o son perfettamente presenti a sè stessi.
    Io dico beati loro.
    Ti ringrazio di comprendermi.

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