L’infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare

Giacomo Leopardi

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3 Risposte to “L’infinito”

  1. golfedombre Says:

    ove il cor per poco non si spaura: è perché l’infinito spaziale ha sembianze cimiteriali, e non c’è presenza viva.

    Tu sei nel fruscio delle foglie, e nel canto di lei:-)

  2. alivento Says:

    e tu novello leopardi ascolti l’infinito

  3. golfedombre Says:

    🙂

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