Insignificante

Cercare sempre e sempre altrove
altro forse dove
le parole sanno la strada
e vanno sole
a cacciarsi furiose nei pozzi
sembrano pazze megere
e capinere
ladre di gazze ora bianche ora nere
baffi di gatti color codirosso
l’orso nel fosso il gambero rosso
l’astronave volante l’ippocampo spaziale
che sorge dal fondo e si alza a levante.

Sole di luna la piuma la duna
l’onda del mondo che torna a far spuma
la sonda che affonda nel limbo del colmo
vomita il verso che al vomere striscia
l’amo l’uncino il gioco alla bisca
la donna la tresca la tasca la sacca
nel sacco la testa nell’ago la cruna
la crusca si sposta la lisca del sonno
del sono l’inganno ai riccioli il danno
l’enigma di canna di carta e di penna
catena di sassi vestito di cera
bambina di panna che alla festa
non c’era.

Marombra

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24 Risposte to “Insignificante”

  1. Anonymous Says:

    Com’è che si dice in questi casi?
    non lo so…o non me lo ricordo

    un abbraccio

    Ada

  2. golfedombre Says:

    hai proprio la stoffa della poetessa. adesso però devi fare il vestito e non accontentarti di giocare con le parole (se le liberi troppo si pavoneggiano e ti nascondono)

  3. Gugl ha sintetizzato bene.

    Chi gioca con le parole è simile a chi gioca con un gatto.
    Il gioco è interessante e divertente ma, se non si ha dimestichezza con la bestiola, prima o poi si viene graffiati.

    Parola di un non-poeta.

    Quando talor frattanto
    forse sebben così
    giammai piuttosto alquanto
    come perché bensì?

    Ecco repente altronde
    quasi eziandio perciò
    senza altresì laonde
    purtroppo invan però.

    Ma se perfin mediante
    quantunque attesoché
    ahi! sempre nonostante
    conciossiacosaché.

    (Pietro Coccoluto Ferrigni)

  4. alivento Says:

    Questa Stefano è la posia dell’incazzatura di qualche notte fa, non si direbbe vero?

    Tra l’altro, e qui rispondo ad Artur non è neanche senza significato, è che il senso è nascosto da una valanga di parole e assonanze che confondono il lettore.

    Infine nascondersi non è un male si evita che qualcuno pretenda di metterti in psicanalisi.

    f.to la bambina di panna che alla festa non c’era

  5. alivento Says:

    Ada non fare finta di non capire.

    abbraccio altrettanto

  6. alivento Says:

    lo so che la stoffa c’è, però vorrei che il sarto fosse un altro oppure evitare di farmi tagliuzzare, resistere, rimandare, aspettare, risorgere e morire

    c’è modo? si può?

    (gli ultimi due verbi andavano in ordine inverso, ma suonavano meglio così, è una licenza prosastica)

    🙂

  7. golfedombre Says:

    Artur hai esemplificato belissimo! Ma dove vai pescarli?

    Ali, i vestiti dei poeti non sono mai a punto

  8. alivento Says:

    come si fa un vestito da poeta, Stefano?

  9. Leggiamo:

    Al bambino, come dice il poeta sloveno Boris Novak, è dato di giocare con le parole.

    I bambini prestano un ascolto particolare alle parole, per loro rappresentano la musica delle voci umane.

    I bambini, più degli adulti, percepiscono la fisicità delle parole: sono soffici? dure? rotonde? spigolose?

    I bambini possono assaggiare le parole: sono dolci? salate? amare?

    I bambini sentono l’odore delle parole.

    Le parole divengono gioco, immaginazione, divertimento e sviluppano la sensibilità del linguaggio.

    Il linguaggio poetico ha molto a che fare con il bambino e con la sua formazione linguistica.

    ——————-

    Ora io scrivo una poesia

    Ora
    io scrivo
    una poesia.

    Aiutatemi
    coi vostri occhi
    aperti come bocche
    per magiare le parole salate
    corte e lunghe
    morbide e resistenti,
    aiutatemi cogli occhi
    come bocce per mangiare
    le mie parole
    stringerne il succo
    aspro
    che arriccia il naso
    e dolce
    come di frutta
    matura e giusta.

    Aiutatemi
    coi vostri occhi
    aperti per mangiare
    la mie dieci parole
    cento parole
    nel piatto di carta luminosa.
    Aiutatemi.

    Ora
    io scrivo
    una poesia.

  10. alivento Says:

    Artur, ma lo sai che la poesia è carina assai 🙂

    quell’invocazione “aiutatemi”, la spiegazione precedente, la strofa che l’apre e che la chiude, le bocche aperte come quelle dei bambini stupefatti a sentire odori, sapori e suoni e gli occhi .
    la direi suggestiva

  11. Soprattutto “il gambero rosso”, su passatina di ceci, Pierangelini docet.
    Divagavo, un po’ è vero che talvolta le parole sanno la strada e, a seguirle ti trovi là dove non avevi progettato, talaltra si gira in tondo o a vuoto e ci si trova in alto mare, che il senso s’è smarrito e il resto è deriva.
    Per il resto: a me sono molto piaciute “romanzo” e “slegata”, sinceramente legate al proprio vissuto, dirette e suggestive, anche altre ovviamente, ma queste mi saltano alla memoria.

  12. alivento Says:

    Antonio, le poesie che ricordi sono tra le mie ultime del vecchio blog. Sarà mio piacere e dovere a fronte di questa dichiarazione ripostarle qui. Mi sono accorta che leggere le parole su un fondo monocromatico le esalta e, poichè le parole devono innanzitutto essere, esse così saranno pienamente.
    Avremo modo entrambi rileggendole di percepirle in positivo o in negativo, diversamente.
    Grazie degli apprezzamenti 🙂

  13. frontiera Says:

    perché me la sento addosso come un vestito?
    alla faccia di chi ti vuole tessitrice ma non sarta

  14. Vorrei chiederti un parere su alcune poesie di una persona che è scomparsa dal Web

    http://isola_di_arturo.blog.tiscali.it/zt2715165/

  15. alivento Says:

    Grazie Fabio, oggi pensavo a te ascoltanto a tutto spiano Carmen Consoli in Eva contro Eva
    E dentro c’è anche “un vento caldo” che “annuncerà il risveglio di tempi migliori”.:)
    Artur, ancor prima di usare il link, sapevo che si trattava di fragmenta, di lei ho letto la poesia sulla home page del tuo blog, trovandola intensa e ricca.
    Le altre le leggerò, spero, stanotte e ti saprò dire.

  16. narrando Says:

    In verità io le ho conservate in formato jpeg nella versione originale, però è anche vero quanto dici circa lo sfondomonocromatico.

  17. alivento Says:

    :O

    Antonio, non credi che questa conservazione sfiori il feticismo? 😀

  18. golfedombre Says:

    secondo me sì:-)

    gugl

  19. alivento Says:

    bene, allora golf potrai farmi una dedica ispirata a questo concetto quando mi manderai l’ambito tuo libro di poesie con dedica

  20. no, perchè?
    conservo tutto quello che incontro in rete, faccio un back.up di tutte le e-mail, etc. etc.
    sono un archivista 🙂

  21. alivento Says:

    ah ecco narrando, ho capito, ho un amico che fa pure così 🙂
    lo adoro

  22. narrando Says:

    Godo della proprietà transitiva?

  23. Caro Antonio, cosa può fare una signora di fronte a una richiesta così esplicita di preferenza?

    sorride e muove il capo in modo così lieve che pare quasi annuire

    le due righe sopra le potresti mettere in un tuo prossimo scritto del tuo blog

    Che ne dici? :*)

  24. narrando Says:

    provvederò presto :*)

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