Impoetica

Voler vagare anima preziosa
senza tempo
tra il presente e il mare
volere l’aria e l’acqua dentro
e le dita intinte nel bicchiere
a pescare le onde
senz’amo e senza canne

che non è cosa di carne
il piacere di averti
tra le cosce ténere
del ventre
a saziare l’isola dirotta
e dirompente
a spezzare di maglie e di catene
stoviglie piatti intatti isolamenti
a vibrar d’unisono diapason
del gong di zen in filo filamento
accordarsi sulle corde
e bere un movente davvero
interessante

proclamare una poetica d’intenti
ad esempio riciclare i bidoni
d’immondizia
in smalto verde brillante ecologista
e poi ancora vagar senza costrutto
tra questo tutto che deborda
morde i fianchi e tira l’alba
muove giochi dissennati
di dissesto e di giudizio
di poveri dannati e vati

libere parole siano
nel prato
siano liberi poeti e un grido
il fiato il rostro in petto
e l’uncino in cava pietra
e il dialetto
vivo
sia la lingua sola nostra
signora ed alter ego
ceppo solenne epico
d’ in finito infranto vetro

Marombra

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10 Risposte to “Impoetica”

  1. alivento Says:

    sviluppiamo un pò di spirito critico

    c’è una cosa da dire su questa e decine d’altre mie poesie, non sono dotate dell’afflato infinito/indefinito, hanno un taglio netto e preciso

    fanno male? qualcuno ne è ferito? disturbato? messo a disagio?

    non è che dietro la forma presunta settecentesca si nasconda una politica del dissenso?

    non è che dietro l’apparente ammiccamento sessuale si nasconda una chiara dichiarazione di preferenza e di fiducia che di sessuale non ha proprio niente?

    non è che la libertà significa anche non voler intruppare, classificare, giudicare e decidere nè che altri lo facciano?

    siete liberi di farlo per carità e chi sono io per poterlo vietare? d’altra parte che alternativa metodologica posso offrire? però ai miei referenti in campo sono o non sono libera di esprimere il mio parere sull’argomento?

    abbracci sparsi

  2. Sempre quattro pezzi sono.

    Il primo è possesso della Natura
    Il secondo è possesso di corpo e anima
    Il terzo è possesso della tecnica
    Il quarto è possesso del linguaggio

  3. mi piace questa tua “impoetica”. tra l’altro come dichiarazione di poetica è molto originale…
    ciao
    fabry

  4. alivento Says:

    ecco fabry, ti aspettavo 🙂

    artur la tua lettura schematica mi attrae molto, ogni poesia è un ragionamento che essa possa procedere con lo sviluppo logico che tu esponi è estremamente probabile, infatti è scritta di getto e dopo ritoccata, dunque potresti aver ragione, il tema del possesso, o più esattamente del controllo, è uno dei miei temi preferiti 🙂

    grazie a entrambi dell’attenta lettura

  5. Anonymous Says:

    sbaglio o l’hai cambiata? ora mi sembra molto meglio. a.

  6. alivento Says:

    anto, occhio clinico, ho tolto solo due “e” nella quarta strofa, ce n’erano troppe!

  7. Anonymous Says:

    bellissima poesia, Ali! ….mi piace soprattutto l’ulmima stanza…erminia

  8. alivento Says:

    oh supernaturali! 🙂
    è sempre un piacere averti qui

    grazie dell’apprezzamento

  9. Casentero Says:

    Trovo interessante lo sviluppo proposto da Artur a cui mi permetto di aggiungere una piccola devianza dal mio punto di vista:
    la quarta strofa mi sembra più (impropriamente) possesso “dal” linguaggio, nel senso di un invasamento necessario nel fare poetico “sia la lingua sola nostra
    signora”.
    Bella la paronimia tra “canne” e “carne” come ipotesi di corpo e di verticalità in vista del trascorrere dei venti ma con l’intenzione di possedere l’altro radicandone l’idea nel desiderio.
    Come pure tra “dissennati” e “dissesto” come se la privazione del giudizio sia indicativo della instabilità cui vanno incontro i due nella loro unione (sono due?).
    Bella anche la chiusa della seconda “bere un movente davvero/interessante”

    Ciao Ali cara
    🙂

  10. alivento Says:

    Sai cosa mi piace di te Marco Casentero? che noti quello che noto io, che ti piace quello che piace a me, che cioè quindi perciò ci sia tra te e me comunità di visione e giudizi senza preventiva comunicazione.
    Ecco perchè insisto sii presente, non qui ma anche altrove, è come se in parte ci fossi anch’io, le mie idee.
    OK?
    Nella poesia le persone in relazione sono tre, ma non è un triangolo. 🙂

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