Gigli

Altre ossa attendono il varco
d’un traghettare d’incenso
avvistare barbagli di fiamma
pensieri ineffabili e alici
che solcano i mari a migliaia
dove incedono cigni regali
che piegano il collo sull’acqua
e la grazia.

Muti accordi nel canto d’ascesa
un diaframma di costole bianche
tra le vertebre vibra l’attesa
nelle onde nei tuffi la rete
sopra il muro la siepe con vista
le campanule tremule ai piedi
del cipresso di guardia
all’ingresso.

Alle porte del paradiso
un bussare improvviso
e del sogno indiviso
barlumi accecanti.
Voler remare e resistere
oltre ogni dire. Morire
e
risorgere forte di vento
produrre spezzato stupore
nel magma vitale
pulsare turgore
sul margine vuoto
impazzire.


Marombra

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18 Risposte to “Gigli”

  1. Casentero Says:

    Che bello stavolta sono il primo!
    Sai a volte quando leggo le tue poesie cerco di farmi un’idea su cosa sei, come sei… spesso quello che vedo è una bambina che gioca a scrivere con un bastoncino sulla sabbia parole che il mare o il vento prima o poi cancelleranno(un po’ troppo “poetica” questa visione, lo so… chiedo venia), non so bene perché… comunque mi piace! 🙂
    Poi ancora mi capita di voler “escludere” alcune parti come “
    alle porte del paradiso/un bussare improvviso/e del sogno indiviso
    /barlumi accecanti” perché sento, mi gridano violentemente la loro sovranità.
    Hai mai scritto cose così brevi?
    Pura curiosità…
    Buona pure la quartina finale.
    Solo il termine “acciughe” l’ho trovato non troppo coerente con l’eleganza formale del resto… ma io sono un po’ fissato su queste cose. 😉

    Baci Ali e buona notte.

  2. alivento Says:

    L’immagine della bambina che gioca regge.
    E’ singolare che la parte che vuoi esludere esprima lo stesso concetto espresso nel verbo esludere.
    Anch’io salverei solo i barlumi accecanti.
    No, mai scritto cose così brevi 🙂
    Ammiro gli autori di narrativa più di quelli di saggistica, perchè so che non saprei reggere/condurre l’ampio respiro di un lungo racconto.
    Allora compenso con lunghe poesie 🙂
    Pensa che in questo caso ho eliminato almeno 1/3 dei versi prodotti in omaggio al principio tecnico di eliminare il superfluo.
    Sono consapevole del fatto che acciughe crea un effetto di spiazzamento non necessariamente gradevole.

  3. alivento Says:

    ecco, prima pescate dopo salate

  4. Partecipo anch’io a questa selezione a titolo puramente giocoso, scelgo i versi che più mi piacciono:

    Altre ossa attendono il varco
    d’un traghettare d’incenso
    avvistare barbagli di fiamma

    Muti accordi nel canto d’ascesa
    un diaframma di costole bianche
    tra le vertebre vibra l’attesa

    le campanule tremule ai piedi
    del cipresso di guardia
    all’ingresso.

    Voler remare e resistere
    oltre ogni dire. Morire
    e risorgere forte di vento

    Ciao, ciao 🙂

  5. alivento Says:

    narrando ma così l’abbiamo salvata quasi tutta 🙂

    allora la lascio, pensa che ero in dubbio se cancellarla

  6. Casentero Says:

    Adoro le Alici! 😉

  7. Anonymous Says:

    Altre ossa attendono il varco
    d’un traghettare forte d’incenso
    avvistare barbagli di fiamma
    dove piegano i cigni reali
    e sul collo e sull’acqua
    la grazia. Muti accordi nel canto
    d’ascesa un diaframma di costole
    bianche tra le vertebre vibra
    l’attesa nelle onde nei tuffi
    la rete. Sopra il muro la siepe
    con vista le campanule tremule
    ai piedi del cipresso di guardia
    all’ingresso. Alle porte del paradiso
    un bussare improvviso e morire
    e risorgere forte e produrre
    stupore spezzato
    e sul margine vuoto
    impazzire.

    che cancellare, ‘na sistemata ci vuole! 🙂 a.

  8. alivento Says:

    eliminare il superfluo A? 😉

  9. alivento Says:

    Marco le alici come? in umido? infarinate e fritte? tortino d’alici, capperi e olive?

    Come le adori e cucini eh?

  10. Anonymous Says:

    sì :-)quello che non è necessario, se vedi che se togli regge lo stesso allora si vede che lo puoi togliere, come disse la vela, non so se mi sono spiegata :-))) a.

  11. Casentero Says:

    Alici alla beccafico! Senza dubbio sono il modo che preferisco (è una ricetta un poco laboriosa, ma il gioco vale la candela). Non le disprezzo anche semplicemente infarinate e fritte. Se poi si hanno a disposizione quelle appena nate sono superbe fatte scottare per un attimo nell’acqua bollente, assieme ad olio, aglio un pizzico di pepe nero e tanto prezzemolo. E le frittelle? Vogliamo parlare delle frittelle di neonata? E meno male che stasera vengo proprio da una superlativa cena a base di pesce grigliato… 😀

  12. Alici, cigni, cimiteri e Vincenzo De Pretore.

    In primis i cigni a mare non li ho mai visti, le alici si.
    Anche le sarde.

    la domanda sorge spontanea:

    Ma le Sarde sono alici?

    – >º))))>< ¸.•´¯`•.¸>º))))>< ¸.•´¯
    `•.¸>º))))>< ¸.•´¯
    `•.¸>º))))>< ¸ ´¯`•.¸>º))))>< ¸.•´¯`•.¸>º))))>< ¸.•
    ´¯`•.¸>º))))>< ¸.•´¯`•.¸>º))))>< ¸.•´
    ¯`•.¸ >º))))>< ¸.•´¯`•.¸>º))))>< ¸.•´¯`
    •.¸>º))))>< ¸.•´¯`• .¸>º))))>< ¸.•´¯`•.¸>º))))>< ¸.•´¯
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    …..¸.•´¯`•.¸>< ((((º<¸.•´ ¯`•.¸>< ((((º<¸.•´¯`•.¸>< ((((º<¸.•´¯`
    •.¸><((((º<¸.•´¯`•.¸

  13. ..(\_____/)
    ..(.o\./o.)
    /|:…V…:|\
    \\:.:.:.:.://
    –.`””…””`.–

  14. alivento Says:

    le sarde e le alici sono pesci diversi, le prime più tozze, più grandi (ma sempre di piccoli pesci is tratta) hanno la carne più grassa e sono leggermente squamose, le alici sono più minute e affusolate, la bocca è rivolta verso il basso, vengono conservate anche sotto sale chiamate acciughe.
    Ma non fare finta di non sapere, gufetto saggio, che l’abitante di un’isola del mediterraneo queste cose le sa!

    Marco, le tue ricette sono le MIE ricette preferite, compresa la grigliata.

    Artur, cigni a mare non ne ho mai visti neanch’io, però c’è ill mare virtuale, però il professore dice che la poesia deve essere scevra da agganci al reale.

    A. non sostituisco la tua versione della poesia alla mia, pur trovandola forse anche migliore, perchè mancano il barlumi accecanti che sono piaciuti a Marco…e anche a me 😉

    Ovviamente Marco ci devi dare on line la tua ricetta di alici alla beccafico 🙂

  15. Anonymous Says:

    non ti ho detto di sostituirla, facevo un esempio, orrendo per la verità :-)) scusami a.

  16. alivento Says:

    ah 🙂 e quella dopo a. com’è?

  17. Cuoco Casentero Says:

    Allora non mi chiedere le dosi perchè non ho mai cucinato rispettandole… vado sempre ad occhio (a discapito del risultato a volte :P)
    Comunque:

    Bisogna separare le lische dalle alici(se sono fresche si farà fatica a separarle, bisogna essere accorti a non rimperle) e aprirle a libro, privarle della testa e delle pinne (ma non della coda) e lavarle con cura (le interiora del pesce contaminano facilmente il sapore della carne con il loro retrogusto amarognolo).

    Intanto a parte si prepara un impasto fatto di mollica di pane, spremuta d’arancia qb, olio (poco aglio e/o poca cipolla tritati fine) pinoli, uva passa e poco sale.

    Fatto questo l’impasto viene lavorato e ridotto in piccole dosi alle quali si avvolgono attorno le alici.
    Si sistema il tutto in una pirofila, si condisce con olio, ancora poco sale e foglie di alloro (io non disprezzo anche un po’ di pepe nero e di peperoncino, ma è una mia variante).
    Si inforna e lascia cuocere per una decina di minuti… poco più o poco meno. 😀
    Importante, per fare fede al nome è sistemare le code dei pesci arrotolati tutte ugualmente verso l’alto. Il “beccafico” è il nome siciliano di un uccello (evidentemente ghiotto di tale frutto)… queste code dovrebbero assomigliare al suo becco(?) o alla sua coda… non ricordo però né l’uccello e né a quale parte anatomica rifarmi per la somiglianza 😀

    E’ uno di quei piatti, comunque, sia buono da mangiare che bello da vedere oltre ad essere un “grande classico” della regale cucina siciliana.

  18. alivento Says:

    guarda che la provo eh, e poi ti faccio sapere

    Artur come si fa con i simbolini il gatto che si lecca i baffi?

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