Mutante

Sii presente quando l’ente
non avrà più forma
e sarà composto liquido
contenuto nell’involucro quando
raggiunta la stazione eretta
deraglieranno i treni e la ruggine
raschierà le scorte di ferro dai vagoni.
I binari non avranno più le vene
e i globuli smagnetizzati
inietteranno ossigeno
all’innesco plastico della trasfusione.
Sii cosciente quando esploderai
in tremula fibrillazione
e le sclere candide dell’organismo
brilleranno nella notte della pelle
quando tra le spalle aride di sole
l’incerto brucerà assetato dall’ortica
e colando dal braciere
nel candore dell’altrove
filtrerà filo a filo mercurio chiodo
tra le dita.


Marombra

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11 Risposte to “Mutante”

  1. Anonymous Says:

    ma il mercurio chiodo cos’è?
    vabbè scherzavo non spiegare niente

    il precipitare di metallo liquido che con un guizzo scivola, s’insinua tra le dita e in filo pesante cola

    è una buona spiegazione? 😉

    baci

    Ada

  2. L’ente è l’Ente ferrovie?

    Certo che questa cronaca del “Dopobomba” è inquietante.

    Nel buio della materia inerte pulsa il battito leggero dell’energia primeva pronta a scatenarsi in bianco brillamento al primo apparie di una coscienza di se.
    Onde armoniche attraversano le catene di atomi sospesi nel vuoto molecolare.
    Tutto precipita in cascate di ioni mentre neutrini ed elettroni alimentano laghi dove l’Entropia lentamente cresce eone dopo eone.
    La materia conosce il suo destino e si prepara ad esso.
    Ma sa anche che combatterà strenuamente prima di soggiacere alla fissità del tempo.
    La materia rallenta e anche il tempo rallenta: saranno insieme nel momento che fu e che sarà.
    Pulsa il cuore delle galassie; un battito ogni miliardo di anni.
    Giganti azzurre mandano in briciole la struttura spazio temporale che le circonda.
    Cicale colossali spendono vite in pochi secondi incuranti dell’energia sprecata.
    Sanno che in pochi battiti saranno decrepite nane rosse e poi spariranno sotto forma di buchi neri non prima di aver brillato di giallo e di arancione dando fondo ai loro enormi accumuli di metalli pesanti e di irogeno primevo.
    Se si potesse ridurre un milione di anni in un secondo sarebbero fantastici fuochi artificiali e tutto l’Universo godrebbe a bocca aperta del più bello spettacolo mai visto.
    Ma tutto è relativo e noi, poveri mortali, effimeri personaggi dalla vita troppo breve, guardiamo lo spettacolo ridotto ad un solo fotogramma e godiamo ugualmente della fissità del cielo stellato:
    tutto è relativo ………………..

  3. alivento Says:

    Artur, ma così i tuoi commenti diventano migliori delle mie poesie!!!

    Ti confesso, sottovoce, che l’ispirazione di questa poesia è nella scena di un film visto anni fa che mi è rimasta impressa.
    Un essere umano, sottoposto a un trattamento per divenire essere mutante, progressivamente si faceva gelatina acquosa, tra evidenti sofferenze, fino ad esplodere come una busta di plastica riempita d’acqua, gonfiata di liquido oltre ogni sopportazione.

    Una scena fantastica impressionate.

    Questa poesia si intitolata inizialmente “Oltre la ferrovia”, dunque si, Ferrovie dello Stato SPA, già da tempo non più ente.
    Giocare sul richiamo alla ferrovia è frutto dell’epressione stazione eretta che riprende l’idea dell’evoluzione umana da primate – essere primitivo a uomo moderno.
    La ferrovia è appunto di ferro e la ruggine, che è il processo d’ossidazione, conduce il testo al pensiero del disfacimento fisico ed alla consapevolezza che il corpo composto in gran parte d’acqua (liquido contenuto nell’involucro) ed altri minerali, è soggetto a dissoluzione: l’anemia, l’impossibilità dei globuli di veicolare ossigeno e trasmettere energia all’organismo, la trasfusione, la fibrillazione, sono tutti termini di decadenza fisica.
    Infine in calce il superamento della crudezza in visione d’altare, di sete, di luce, il guizzare del mercurio, un minerale così singolare argenteo lucido e fresco a rappresentare il ristoro in un’oasi di biancore e refrigerio dall’arsura.

  4. alivento Says:

    Mi profondo in spiegazioni Artur, con la speranza di rendere questo testo meno inquietante memore della responsabilità che deriva da ogni parola scritta in forma di poesia.
    In genere ho constatato che le spiegazioni tolgono al testo tutto il suo suggestivo fascino.

  5. golfedombre Says:

    sì, meno speigazione più poesia: è la formula magica.

    questa mi piace (abbastanza)

  6. alivento Says:

    A me invece piacciono quella prima e quella dopo, quella dopo moltissimo.
    Questa invece trovo che sia molto ben costruita anzi ti dirò Stefano che nelle spiegazioni ho sviscerato solo alcuni dei concetti-richiami in essa presenti

  7. golfedombre Says:

    dev’essere così: sviscerare del tutto è impossibile in una poesia.

    lo sai che quella di rebora, per un attimo, ho pensato che fosse tua?

    è un complimento?

  8. alivento Says:

    perchè per caso sei anche capace di fare complimenti tu? A me poi!!!

    comunque ritengo di si, che lo sia.

    A seguire posterò altri capolavori di eccelsi poeti.
    Mi dà un senso…come dire…consolatorio ed esaltante far giacere tra queste lenzuola bianche le mie parole tra quelle dei grandi.
    Penso di postare anche uno scritto di Pavese che ho letto durante le vacanze estive e mi fa piacere condividere.

  9. alivento Says:

    però complimento potrebbe anche non esserlo, come a dire scrivi in modo ormai superato.

    del resto cambia forse qualcosa?

  10. golfedombre Says:

    la seconda che hai detto:-)

    no non mi permetterei mai di ficcare il naso nelle scelte fra le tue lenzuola.

    pavese è sempre il benvenuto. abbiamo tutti da imparare.

    ciao

  11. alivento Says:

    infatti non è cambiato niente

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