Crisalide

Di vuoto in vuoto
e sulle punte
un filo teso scosceso
sul viso che non vedo.
Burrone di agavi e rami
travi di legno sospese
a strapiombo e catena.
Coniugare raffiche e infinito
la gomena la passerella
l’arbusto alle pareti
agitare le braccia per restare
in equilibrio e in vita.
Nel buio trasparente
nuotare d’occhi ciechi
insistere e pregare
a piedi giunti sull’altare.
Il tempio con la crepa
la scala che si piega
corteccia da spezzare.
Nell’assenza camminare
in successione rapida saltare
di tronco in foglia
di stelo in stella

mormorare d’essere fonte
dischiusa in felci primitive
gorgogliare fresca d’acqua
ruscello tra le dita
nodo perdono filare

lentamente saliva
nel bozzolo mutare
di seta sprofondare.

Marombra

Annunci

11 Risposte to “Crisalide”

  1. golfedombre Says:

    ti segno i passaggi che trovo migliorabili:

    “pregare
    a piedi giunti sull’altare.”
    (l’immagine ha poca forza)

    “Il tempio con la crepa
    la scala che si piega
    corteccia da spezzare.”
    (troppo scanditi gli emistichi)

    “dischiusa tra le felci
    primitive
    gorgogliare nell’acqua
    fresca” (troppo meccanici gli a-capo)

    ciao

  2. Schianti percossero il mondo
    al mio passaggio irruento
    orrorifico essere malvagio
    dell’egoismo prepotente

    E’ mia natura esclamavo
    mentre tutto distruggevo
    ma la paura che incutevo
    gelava anche cio che amavo

    Una scia di rovine
    un sentiero di morti
    dietro di me il destino
    davanti a me la luce del mattino

    La vita all’incontrario
    mi è stata data in sorte
    son nato con la morte
    morrò dentro la luce del mattino.

    Ecco alfine son giunto
    dove mi ha spinto il fato
    a lungo l’ho cercato
    il luogo designato

    Ora son chete brame
    istinti distruttivi
    fuochi d’ira mortale
    famelici desii

    Resta solo la pace
    che mi spinge a scavare
    una solida tana
    dove potrò sognare

    Umido e caldo il posto
    così mi piace stare
    trito boschi e foreste
    per poterlo isolare

    la frenesia che preme
    mi spinge ad affrettare
    l’opera che ho intrapreso
    che devo completare.

    Tutto è compiuto ormai
    nel buio della montagna
    rinchiusi tutti i varchi
    mi accingo a riposare

    Lento mi lascio andare
    alle malie del sogno
    secerno una corazza
    per potermi isolare

    Perso in un sonno eterno
    dimentico me stesso
    lenti i ricordi sfumano
    quale rugiada al sole

    Resta di me ben poco
    anche il mio corpo cambia
    trasfuso in altra essenza
    cambio la vita in vita.

  3. L’immagine che trovi avere poca forza ho esitato a lungo prima di mantenerla, non si prega infatti a piedi giunti su un altare ma a mani giunte, Stefano, usare piedi al posto di mani è quasi blasfemo. Sono i piedi giunti prima di saltare o forse il fatto d’essere supina e con i piedi rivolti verso l’altare.

    Gli emistichi, credo, debbano essere scanditi per dare il senso della frantumazione dell’altare, dell’ascesa, della scorza, che è protezione corporea del nucleo elementare.

    L’ultima osservazione la condivido, sarei lieta di migliorare se mi suggerissi come. Gli a capo così disposti, a mio avviso, avrebbero dovuto rendere il tempo della mia lettura ma non è detto che sia la migliore.

    Ti ringrazio dell’attenzione, Stefano.

    Artur, 🙂
    è una tua composizione, ovviamente. E’ nata dopo (1) la lettura della mia o prima?
    In ogni caso grazie, un po’ di più nel caso n. 1, della condivisione.

  4. …mormorare d’essere fonte
    dischiusa in felci primitive
    gorgogliare fresca d’acqua
    ruscello tra le dita
    nodo perdono filare
    lentamente saliva

    così che te ne pare, Stefano?

  5. golfedombre Says:

    mi piace che motivi le tue scelte. è così che si deve fare, là dove si è comvinti.
    il finale potrebbe andare bene anche nella prima versione, può essere che le rime baciate + gli accenti (mi pare, ad occhio) uguali sia una simmetria troppo forte. La soluzione alternativa rischia di essere troppo enigmistica.

    ciao

  6. Stefano il finale intendevo mantenerlo perchè è fondamentale, tra l’altro dà il titolo alla composizione.
    Le modifiche riguardavano i due aggettivi fresca e primitiva, la modifica proposta mi convince, dunque passo ad eseguire.
    Non si migliora se non ciò che val la pena di migliorare, perciò ti sono grata dei suggerimenti. 🙂

  7. Son partito dalla mia personale visione del titolo.
    L’ho scritta all’impronta non ha fatto ancora il collaudo e non ha nemmeno il certificato di nascita.

  8. golfedombre Says:

    bene.

  9. non trovo più il post della spongata, te lo dico qui allora. è un gelato, una grande coppa piena di gelato di vario gusto con sopra un liquore. stefano stasera il tuo blog non funziona. buona notte a.

  10. golfedombre Says:

    non funziona neanche adesso. boicottaggio? 🙂

    anche la spongata non mi sembra male.

  11. Adesso funziona! 🙂
    Ma la spongata è un attentato alla linea! Immaginate adesso che qui ci sia una faccina che si lecca i baffi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: