Tu canti

Tu canti il Padre
perchè ti affligge il pensiero
della morte e chiamandolo
più volte con tanti nomi e forte
lo rendi forse più vero
e più vicino

Tu gli domandi quale sia
la sorte e dove la sera
ti conduce a cogliere
narcisi tra le spighe
di un tempo che ormai
corto di spago si dilata
a dismisura e nella tessitura
filo teso si recide

Io fermento un verbo impuro
tra i denti e le gengive
e il succo che ne sprizza
come vino si riversa
dentro botti di castagno
aromatica mistura che
trabocca dalla fenditura

Io coltivo pietre di caverne
alghe in laghi di corallo
la bocca grida chiusa
nel bicchiere di cristallo
vibra vuota d’armonica
la sabbia
sulle labbra del silenzio

l’ombra bianca.

Marombra

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47 Risposte to “Tu canti”

  1. Cara Alivento….solo per dirti che ho provato a risponderti, e spero in modo soddisfacente, sul blog di Golfedomebre Gugl. Grazie della partecipazione. Un saluto, Giovanni Turra Zan (PS: se mi lasci il tuo indirizzo di casa ti spedisco copia del mio libro….)

  2. permettimi di sorridere Giovanni, di piacere per la tua visita, di piacere per la proposta…l’unica cosa che mi viene in mente circa il mio indirizzo è di chiedere a Stefano.

    Circa la domanda nel blog di Stefano desidero spiegarti che essa era dettata dal dibattito a lungo svoltosi nei blog (non ancora sopito, perchè probabilmente non risolto) del rapporto tra poesia e politica, etica, filosofia. Sulla necessità che la poesia debba essere sempre e necessariamente impegnata su questi fronti, come sostengono alcuni o, viceversa, che essa possa esserlo, restando bella poesia, solo quando l’esigenza di esprimere certi contenuti sia fortemente radicata nel vissuto, nel pensiero, nell’intimo del poeta, che è il mio pensiero.
    In sostanza cercavo di usarti come “cavia”, ma tu sei fuggito dalla gabbia 🙂

  3. Quando la morte verrà
    tu reclinerai il capo
    e sorridendo la bacerai.
    Essa resterà di marmo
    di fronte a tanta audacia
    e guarderà nei tuoi occhi
    per sapere se conosci la risposta.
    Ma tu non farti intimidire
    da tanta perplessità
    afferrale la mano ossuta
    e stringila senza mostrare paura.
    Essa si ritrarrà dalla tua stretta
    e si allontanerà in tutta fretta
    tu seguila e non darle tregua
    finchè, presa da sincero terrore,
    non precipiterà nell’abisso del tempo
    allora sorridi di cuore con ironia
    voltati e riprendi la tua via.

  4. OK, Ali. Chiedo a Stefano. Sorridere di piacere non richiede permessi, no? 😉
    Se posso per un attimo tornare nella gabbia, sono d’accordo con te. Il “doverismo” non produce buona poesia: credo che sia l’impegno del poeta sul fronte sociale a dettargli i temi e le parole, necessariamente filtrate attraverso l’intima ricerca del linguaggio più potente. Un saluto, Giovanni T.Z.

  5. golfedombre Says:

    ali, allora ho dato il tuo indirizzo di casa e il numero del tuo cellulare a giò. :-)))

  6. Ho sentito Stefano. Va bene Marombra-Alivento, ho capito. Niente libro. Un saluto, GTZ (cambiassi idea il mio email è shinkaiangyo@libero.it)

  7. non mi è chiaro se ‘sto padre risponde oppure no.
    mi pare di no, ma per buona educazione almeno un cenno lo dovrebbe dare.
    c’è cenno?
    buon proseguimento di giornata a tutti (non posso dormire, ho serie difficoltà respiratorie)!

    VP

  8. La poesia è tua, Artur, scritta nel “precipitevole” 😉 stile che usi talvolta e che rende anche il tema più tetro una farsa, eppure con questa tua mi divertirò io.
    La copioincollo in un documento word la leggerò ogni tanto, fino a quando afferrerò l’ombra che ho intravisto leggendola e stringendola ne farò una poesia per poi aprire le mani e lasciarla volare davanti ai tuoi/ostri occhi.
    Perchè vedi, Artur, quel che hai scritto è il desiderio impossibile d’ogni mortale, avere talmente tanta audacia da lasciare interdetta persino la morte.

  9. Giovanni, desidero precisare che la responsabilità è tutta di Stefano 1) perchè offre la sua amicizia a persone impossibili, 2) perchè conquista l’amicizia di persone impossibili 3) perchè danza
    sull’orlo del cratere anzichè nel cuore del vulcano. 🙂
    Ti scriverò alla casella di posta per prova che tu non sia un’entità puramente virtuale.

  10. VP C’è chi scrivendo poesie non esprime neanche titubanza sull’esistenza del Padre ma, con fiducia, gli si rivolge e dialoga. C’è chi cerca un impossibile assoluto e, nel cercarlo, dimostra assai più dei primi l’esistenza di un esistenza trascendente. C’è poi chi la rinnega e nel vuoto che talvolta sente intimamente precipita ugualmente e, non meno dei primi e dei secondi, si strugge disperatamente. In questo senso di indefinita incompletezza colmata dai primi con la fede, dai secondi col dubbio e dagli ultimi con la negazione, io trovo la prova dell’esistenza d’altro che sta di certo oltre.

  11. VP, perchè non respiri bene?

  12. be’, sembrerebbe sia giunto periodo d’influenza.
    dunque il Padre (con la “p” maiuscola) è avvolto da un aura mistica.
    se riesco a uscire di qui, scenderò da qualche scalino per trascendere (o almeno ci proverò).

  13. Io ti do i temi da sviluppare

    Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi
    e quando la vedrò saprai per certo
    che con la mano facendo gli scongiuri
    per caso attenterò alla tua vista.
    Cecando lei forse corro il rischio
    di far del male anche alla tua persona
    ma chi ti ha detto d’imprestarle gli occhi?
    non potevi imprestarle invece un altra cosa?

  14. mangerei un pavesino

    VP

  15. mi piace la poesia, molto, però fino a castagno. nel senso che a castagno la poesia già mi sembra conclusa. da aromatica a bianca ce ne viene un’altra :-)) lo so, sono antipatica. ciao a.

  16. macchè antipatica 🙂
    quando l’ho scritta ho pensato che ogni strofa fosse una poesia a sè stante.
    L’ultima strofa in particolare E’ una poesia in sè già chiusa.

  17. VP un the, latte zucchero, una carezza :))

    della mamma

  18. e per finire in bellezza et voilà la poesia Artur eccola qua

  19. Quando verrà la morte
    la guarderai ridendo
    reclinato appena il capo
    le bacerai il sorriso
    di falce nera ed osso
    resterà muta di sasso
    di fronte a tanta audacia
    a guardarti gli occhi
    a dire bere ed a sapere
    la risposta boccheggiare.

    Quando verrà la morte
    non aver paura
    prendile la mano
    ossuta e stretta
    e stretta nella mano
    di paura fiera inseguila
    senza tregua afferrala
    affonda lama nell’abisso
    del tempo e nel terrore
    stringila a precipitare.

    Infine sorriderai e poi
    ancora d’ironia ti volterai
    a riprendere lento
    scorrere di fiume
    la tua via

  20. Artur, se la posto come MIA poesia nel blog mi accuserai di plagio?

  21. golfedombre Says:

    la persona impossibile (e invisibile) sei tu naturalmente 🙂

    la storia dell’orlo e del cuore mi allaccia i malleoli e m’intrica i ginocchi… o ermione:-)))

  22. Elimino l’ultimo commento anonimo ritenendo che la conversazione in argomento sia preferibile prosegua in privato.

  23. Stefano, i riferimenti romantici fanno sempre centro 🙂

    Impossibile credo sia aggettivo che tu stesso hai riferito a me, invisibile apparentemente lo sono, ma c’è sempre la teoria dei sei gradi di conoscenza esposta nel post di Vocativo, che io trovo sia stranamente fondata.

  24. Sono d’accordo con Antonella… piace anche a me e magari dopo castagno lascerei :
    Io coltivo pietre di caverne/alghe in laghi di corallo/sulle labbra del silenzio/ l’ombra bianca.

    …anche per mantenere la simmetria che hai cercato dei due “tu” e due “io”.
    Magari riguarderei il distico finale della seconda strofa, il ritmo si perde… mentre quella in apertura, di strofa, è davvero di grande forza.

    Ps
    Ali, ho creduto! 😉
    ‘notte

  25. a questo punto occorre, urge, necessita il parere del mio maestro

    devo modificare la poesia nel senso suggerito?

    e del rifacimento della poesia di Artur, nessuno dice niente? :((

  26. golfedombre Says:

    mah, la scelta dev’essere dell’autrice. non sento che il ritmo si perda nel distico finale della seconda strofa: “si dilata” e “si recide” fanno pendant. poi la “s” è costante. forse è lungo “a dismisura nella tessitura”

  27. La poesia è un dialogo ideale con un mio antagonista poeta.
    Essa si completa nell’interezza delle strofe, nella quali è espressa la contrapposizione tra stili, pensiero e, forse spero, azione.
    L’equilibrio iniziale tra le strofe era di 6-8-8-6 versi rispettivamente dalla prima alla quarta strofa, nella stesura definitiva l’ho sacrificato alla sensibilità sonora, all’efficacia delle immagini.
    Il sacrificio merita che essa resti così com’è.

  28. così è deciso la corte si ritira

  29. è vero e tristissimo l’attaccamento che, vicini a spaventevole soglia, si scopre verso la trascendenza, una fede che è antidoto alla paura, un po’ opportunista e vigliacca, e proprio per questo profondamente umana.
    Si racconta che Diderot era prossimo alla morte, consapevole di ciò, il Curato di Saint Suplice gli propose una ritrattazione del suo ateismo come gradita alla Madre Chiesa, la risposta fu “Lo credo signor curato, ma converrete con me che sarebbe un’impudente menzogna.”

  30. comunque avevo indovinato a scrivere “poesie di un’ombra bianca”, no? 🙂
    questo è l’ultimo commento prima, cavolo, prima dell’alba.
    Ora vado davvero a dormire, giuro.
    Baci Ali

  31. golfedombre Says:

    ma cos’ha fatto dalle 11,12 pm e le 4,09 am?

  32. Antonio ma quanto tempo si deve restare nel fosso a guardare le stelle? Certi giorni vorrei solo poter guardare nel fosso, vederlo, riconoscerlo e sentirmi al mio posto.

    E infatti Marco, leggi e colleghi bene.

    Golf, Marco è volato da Berlino a Bologna, è arrivato alle tre stanotte, ha salutato da fabry, è passato qui da me, (ritengo anche su qualche altro blog da me non frequentato), ora deve dare un esame che ha a che fare con l’arte, spera in un santo (santoinboccaallupo dico io).
    Ecco il resoconto.
    Soddisfatto?
    Alisegugio

  33. seguito di Alisegugio

    Artur, non sta bene, fisicamente,ed inoltre è depresso, m’ha dato il compitino per casa con la poesia più sopra e non è venuto neanche a darmi il voto. Non ha voce ma dovrebbe ormai sapere che c’è chi aspetta la sua voce.

  34. ho cercato di musicare la poesia per farla cantare dalla congrega delle “Fedeli Accompagnatrici nell’ora del Cambiamento

    Quando verrà la morte
    la guarderai ridendo
    col capo reclinato
    le bacerai il sorriso
    di falce nera ed osso.
    Essa starà di sasso
    notando lo sberleffo
    il suo ghigno beffardo
    si scioglierà all’istante
    in un ovale interrogante.

    Quando verrà la morte
    non avere paura
    afferrale la mano
    e stringi quelle ossa
    senza paura inseguila
    senza timore pressala
    affondala in abisso
    del tempo e col timore
    stringila a precipitare.

    Poi sorridendo impavido
    ti accingerai ironico
    a riprendere il lento
    scorrere di fiume
    della tua vita.

  35. bravo Artur, tiene meglio della mia, eccetto l’ultima strofa 🙂

  36. Poi con sorriso ironico
    lancia tutto alle spalle
    e senza alcun rimorso
    lascia che la tua vita
    riprenda il suo corso.

  37. golfedombre Says:

    hai dunque passato la notte con marco? ah biricchina:-)))))

    un saluto ad Artur.

  38. e va bene ti rispondo: non ho passato la notte con Marco.
    tranquillo 😛

    papà! 😉

    PS. ma lo sai Stefano che forse con questo post ho toccato il mio massimo storico di commenti?
    ma lo sai che è proprio strano visto che ho così poca voglia di parlare ultimamente, per dirla con Anto: un periodo di poche parole

  39. golfedombre Says:

    lo vedo che hai poche parole, non passi nemmeno più da me 🙂

    vedrai che torneranno. del resto (e parlando in generale) le parole a volte stanno bene a casa loro.

  40. neanche un commento sul finale

  41. Ancora non ci siamo col finale, Artur
    Il tentativo precedente mancava di musicalità, quest’ultimo allunga troppo i tempi. Ci studiamo eh? Quando troviamo l’equilibrio la postiamo nei nostri blog, come composizione a quatto mani.
    Ti va l’idea?

    Stefano, complimenti! Sarà la tua sensibilità poetica, la chiaroveggenza,il “femminino” che è in te, ma la precisazione “parlando in generale” ci voleva come il cacio sui maccheroni. Se non l’avessi scritto avrei pensato: oddio non gli piace l’ultima mia poesia.
    Praticamente sei il compagno perfetto, previeni ogni complicazione mentale tipicamente femminile. 😉
    Meditate uomini meditate.

  42. golfedombre Says:

    metto il 42 commento, così migliori il record.

    come uomo medito sul moi femmineo, ok?

  43. golfedombre Says:

    volevo scrivere “mio” però a guardar bene, in francese, il femmineo guadagna assai:-)

    (43)

  44. te l’ho mai detto in pubblico che TVB? 😉

  45. signora lia sigooora liiiaaaaa

    f.to anonimo

  46. golfedombre Says:

    io TVTB 🙂

  47. Artur, a proposito dell’ultima strofa che ne dici di ripristinare in parte la stesura mia.
    Nel complesso la versione finale potrebbe essere così

    Quando verrà la morte
    la guarderai ridendo
    col capo reclinato
    le bacerai il sorriso
    di falce nera ed osso
    lei resterà di sasso
    e il suo ghigno beffardo
    si scioglierà all’istante
    in un ovale interrogante.

    Quando verrà la morte
    non avere paura
    afferrale la mano
    e stringi quelle ossa
    senza paura inseguila
    senza timore pressala
    affondala in abisso
    del tempo e col timore
    stringila a precipitare.

    Infine sorriderai e poi
    ancora d’ironia ti volterai
    a riprendere lento
    scorrere di fiume
    la tua via

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