La conquista del mondo

Prima di scoprire la poesia scrivevo in prosa e neanche tanto male in fondo, ed ero pure spiritosa, questo pezzo a dimostrare che, volendo, con l’ironia si può anche morire…dal ridere.

Avrete certamente sentito parlare di una peculiarità degli scarafaggi. Sono resistenti alle radiazioni. Immaginate che, a seguito di una ipotetica guerra nucleare globale, gli immondi insetti progrediti in intelligenza e dimensioni, divenissero padroni del globo e i pochi umani sopravvissuti avessero per sorte la schiavitù, oppure una vita sotterranea (ottimo soggetto per film horror fantascientifico con intento pacifista).
Provando, come molti, un autentico ribrezzo per le blatte, credo che già questa idea dovrebbe di per sé essere deterrente per conflitti atomici. Senza catastrofici eventi e senza resistenza degli umani, un’altra categoria d’insetti sta subdolamente conquistando il pianeta: le formiche.
Non c’è angolo del mondo che non sia invasa da queste bestioline.
Neanche le nostre case, specie d’estate sono rifugio sufficiente. Le ho provate tutte, dall’insetticida in polvere a quello liquido, allo spry, il talco, il sale, inondarle, pestarle sotto i piedi…alla fine… stanca mi sono arresa ed ho accettato l’armistizio.
A proposito di rimedi, se il nemico è in forze, sconsiglio vivamente di pestarle. Alcune muoiono schiacciate, ma le altre salendo rapidamente sul vostro piede, sulla gamba e via via invadendo il vostro corpo, anche al di sotto degli indumenti, vi farebbero fare la nota fine dei cattivi del Far West seppelliti nella sabbia in pasto alle formiche rosse.
Mi sono arresa dicevo, ed ormai con quelle famigerate procediamo di buon accordo in una sorta di vita simbiotica. Io le tollero sul pavimento di casa mia a raccogliere briciole ed altri piccoli residui di cibo, loro si astengono da invadere mobili e letti. Tutto sommato il patto mi sta bene, anche perché comprende l’impegno di farsi notare il meno possibile, di procedere ordinatamente in fila indiana, di evitare assembramenti. Ad ogni deroga puff spruzzata d’insetticida. E loro lo sanno, patti chiari amicizia lunga!
Il bello è che praticamente non hanno nemici. Perché non organizziamo la riscossa uomini e decidiamo in massa di allevare formichieri? Similmente a come coccoliamo i gatti per cacciare i topi. Non conosco le abitudini dei formichieri, cioè se è possibile addomesticarli, se sopporterebbero il guinzaglio, la cuccia per tana, se hanno buon carattere e si riproducono con facilità. Si accettano informazioni ed eventualmente proposte di avviare allevamento a scopo di lucro. Per il momento è fuor di dubbio che gli insettucci grazie all’acido formico che circola nel loro corpo non sono pasto gradito ad altri insetti o animali.
Dico non potrebbero far gola ai passerotti? Gli uccelletti avrebbero la pancia sempre piena, le coltivazioni di cereali prospererebbero felicemente, i coltivatori gongolerebbero. E’ impressionante poi la moltiplicazione che sta avvenendo sotto i nostri occhi C’è n’è di tutti i tipi, colori, misura, e, se qualcuno avesse il coraggio di assaggiare, sapori. Quelle nere, col capo lucido, gigantesche, che non si capisce se siano formiche o scarafaggi a dieta, quelle piccole rossicce, velocissime e voracissime che ti pungono e ti riducono un portatore di pustole, quelle formato medio, dotate di zampe lunghe ragniformi e… l’elenco potrebbe proseguire all’infinito. Hanno un coraggio da leone e sono forti (sollevano 10 volte il loro peso) più di Sansone, non hanno neanche capelli da poter rasare a zero, neanche un pelino!
Mi ricordo quand’ero piccolina che trovare un formicaio era un avvenimento. Noi bambini ci accoccolavamo, osservandole con attenzione, seguendo i percorsi, procurando bricioline e se per accidente (diciamo così), qualcuna finiva schiacciata le si faceva un funerale con tutti gli onori da eroe.
Niente di tutto ciò avviene oggi, i bambini vedono formiche dappertutto, ne sono stufi. Preferiscono farfalle, ragni, coccinelle ed al peggio persino gli abominevoli scarafaggi.
Altro ricordo della mia infanzia. La maestra ci diede per compito di trovare qualità della formica. Io, orgogliosa di usare una parola difficile, scrissi umile. La maestra depennò l’aggettivo. Io rimasi mortificata. Ancora oggi resto dell’idea che il termine allora fosse azzeccato. Umile era la formica che laboriosamente instancabilmente procurava provviste per la collettività. Umile poi perchè cammina rasoterra (l’etimo di umile è humus, terreno appunto).La formica mica vola! Volete che un insetto cosi non fosse anche umile? Allora era umile ma oggi, oggi non è più così. Te le ritrovi persino nelle mutande. Non fai in tempo a posare la roba del pic nic, che già è tutta un formicaio, non c’è sacchetto della spazzatura che non sia in loro balia. Umile proprio non va, piuttosto: invadenti, prorompenti, brulicanti, penetranti, insopportabili, persino protagoniste di successi cinematografici l’hanno fatte ( A bug’s life, Zeta la formica) ed allora tiè ecco a Voi le grandi star immortalate nella foto mentre si accaparrano una mollichina.


dal mio primo blog “Parole al Vento”
29.8.2003

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11 Risposte to “La conquista del mondo”

  1. golfedombre Says:

    adesso ho capito perché, nel mio blog, hai parlato delle formiche.

    sti scrivendo un romanzo del tipo “vita di una casalinga” o “le mirabolanti avventure di mastra geppetta”?

  2. No, non saprei scrivere romanzi, ho postato questo pezzo ameno per spezzare il trend del blog, ricordando un tuo vecchio consiglio di scrivere qualche brano di più personale e non solo poesie.
    Si, me lo ha fatto tornare in mente la poesia di Simic sulle formiche presente sul tuo blog.
    Non, non sono una casalinga.

  3. golfedombre Says:

    hai risposto alle domande come una scolaretta. ti do “brava sette più” come facevano cochi e renato:-)

  4. bravo professore, anch’io qui mi sarei data 7+ , in altri casi anche otto e nove.

  5. IL saggio traversava la strada quando gli si parò davanti una lumaca.
    Attese pazientemente che l’animaletto passasse oltre, ligio com’era al dettame del suo maestro di non far male a nessun essere vivente.

    Purtroppo non si accorse del TIR che sopraggiungeva e venne travolto mortalmente.

    Ora il povero camionista sta in prigione in attesa di chissà quale condanna e non si da pace pensando all’oscuro motivo che fece fermare all’improvviso in mezzo alla strada quel dannato vecchietto rendendo vano qualsiasi suo tentativo per arrestare la corsa del suo TIR catapultandolo, così, in quella situazione di sofferenza per lui e per i suoi cari.

    Morale:

    Chi è causa del suo male dovrebbe piangere se stesso ma spesso fa piangere chi per caso si è intromesso.

  6. buona giornata a tutti (pure alle formiche)!

    p.s.
    che caos!

  7. Artur, chi è causa del suo mal pianga sè stesso ma non troppo tanto non tutto il male vien per nuocere.

    Vieppiù di quale caos stai parlando?

  8. era uno strano caos mattutino al quale ormai sono quasi disabituato (e non so se devo dire per fortuna, o per sfortuna).
    buonasera!

  9. un caos metropolitano salernitano allora

    buona notte Virgin

  10. buonanotte a te!
    (ma non si tratta di caos “salernitano” 😉 )

  11. Che simpatico questo scritto!!!
    La maestra era davvero una bestia! Se la reincontri regalale un vocabolario e il dizionario dei sinonimi e dei contrari di Baldassarre Castiglioni, non si sa mai…

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