Corpo

Non pensavo fosse corpo
che si da
la parola resa carne
che si fa pasto di sangue
che gocciola nell’acqua
……………………dalle vene.
Il guanto lo stantuffo
il circolo deviato dell’amore
il lento defluire del dolore
che depura e leva l’urlo
che libera interiora vermiglie
………………….. …..di veleno.
Non pensavo fosse incesto
il groviglio in massa grumo
nel ventre rosso cupo
i polmoni il mostro chiuso
la vita che s’uccide
scannata a morsi strappi
………………….di rimorso.
La sete covata di piacere
succhia violaciocca di pudore
come uncino lo stridore
trafigge il cobra acuto
artiglia la coperta dilaniata
………sulla bocca
che dice il padre la paura
lo schianto l’unghia scura
annera il buio pesto la saliva
il grasso aderente alle budella.
Nel suo più fondo abisso
l’oceano sconvolto
non da fiori.

Marombra

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34 Risposte to “Corpo”

  1. mh, non saprei…

  2. alivento Says:

    Swan, ti dirò, neanch’io so.

  3. e comunque fa un bel contrasto con quella prima

  4. Anonymous Says:

    se prendi corpo
    o rimani vento
    comunque
    c’è un luogo che urge
    entra dentro
    è tetro è oscuro
    come la notte
    come lo spazio
    ma c’è spazio
    e ti aspetta
    lo spazio

    nano
    nano

  5. a parte che il silenzio è sempre un tributo prezioso, ma deve esserlo per noi stessi, perchè lo vogliamo, ma non perchè ci sentiamo fraintesi. capita e capiterà molte volte. so come ci si sente. per quanto mi riguarda, se tu fossi, da me, stata fraintesa e io non avessi voluto capire di avere sbagliato interpretazione non avrei ammesso il fatto come invece ho fatto, riconoscendoti come persona che si mette in discussione.
    ecco. tutto qui.
    se non obbligato, il silenzio è un privilegio e una scelta come di ristoro, non deve diventare un “rifugio”
    nel quale ci sforziamo.
    spero di non avere frainteso di nuovo le tue parole che ho letto,
    ma ci tenevo a dirlo e mi auguro di non essere importuna.
    con stima
    paola

  6. “Nel suo più fondo abisso
    l’oceano sconvolto
    non da fiori.”

    e grazie
    paola

  7. scopro che anche un corpo è fatto dal di dentro

  8. Anonymous Says:

    eccomi aluccia, ti sono mancata? l’ispirazione è chiaramente paolesca, paola ispira, anche a me è capitato, una pure gliela dedicai, se la trovo la posto in qualche posto :-))) ciao antonella

  9. Anonymous Says:

    scusa il bisticcio di la posto in qualche posto. a.

  10. Anonymous Says:

    [OT]
    antonella.
    non dimenticare i coloriti commenti (tuoi e miei) che precedettero e seguirono l’opera.
    dedichiamoci.
    paola

  11. VP, vorrei poter scoprire ogni tua pari scoperta.
    Un corpo è anche budella,
    poesia e relazione,
    sonda e rimando.
    Eco.

    Paola, mi fa piacere averti qui. Non sei affatto importuna. Non hai frainteso ed hai risposto con la giusta misura del turbamento di ritorno.
    Il silenzio per la metabolizzazione è il silenzio della riflessione, in genere dà buoni frutti, ricchi, succosi e profondi. 🙂

    Non so di preciso chi naneggia lassù, ma certo è un/una mio/a amico/a al quale un solo mondo non può bastare. Con affetto e grazie.

  12. oh anto, certo che mi sei mancata! Lo sai.

    Paola ispira si. E’ così evidente il richiamo? 😉

    Aspetto la tua creazione d’ispirazione, se poi volessi postare qualcosa che t’ho ispirato io, sarebbe veramente una communio fraterna. :)))

  13. allora Paola, per leggere i coloriti commenti inseritemi qui il link prego, sono curiosa

    PS. lo sai Paola a me anto disse chiaro e tondo che le facevo paura e che di fiori al mercato ne comprava a iosa. Vedi come nascono le migliori amicizie?

  14. Anonymous Says:

    aluccia mi faceva paura il tuo blog nero e la foto della ragazza con la farfalla in faccia 🙂 vedi cose sei bella qua tutta bianca e linda? a.

  15. Anonymous Says:

    senti paola facciamo pace che io bisticciata non ci so stare. se poi stiamo bisticciati come possiamo poi bisticciare che già lo siamo? la poesia era come vomito alla maniera o quella del supermercato? a.

  16. Anonymous Says:

    aluccia ma t’ho dedicato qualche poesia, mi pare di sì. sono vecchia e mi dimentico le cose. autami per favore. a.

  17. ma antonuccia, se hai dedicato a me una poesia? se non lo sai tu…
    :)))
    come posso saperlo io???

  18. eh si ali. di solito le amicizie nascono nelle maniere più diverse.
    già-

    a me pare fosse vomito alla maniera…
    perchè, me ne avevi dedicate due?

    io non sono bisticciata.
    per me ci si era sbisticciate

    mentre cerchi la poesia cerca anche la mia dichiarazione di stima, che è da qualche parte

    un saluto
    paola

  19. Anonymous Says:

    beh, visto il clima, mancavo solo io! :-)))

    gugl

  20. Che Paola ispiri mi sembra normale, e con questo ho detto tutto…In quanto al corpo, in un altro commento altrove dicevo che la visione morale è una delle cose più difficili da trattare in poesia. Bè, anche il corpo, in un certo senso…
    Paola, poi non mi hai detto se conosci Bernard Noel (a proposito del corpo)
    Un caro saluto a tutti, a cominciare da Ali
    G.

  21. alivento Says:

    Le migliori amicizie nascono da uno scontro di forze
    A presto Paola

    Stefano, tu non manchi mai, avverto la tua angelica presenza anche quando taci. 🙂
    Che te ne pare del risultato finale, in termini di forma e contenuto. E’ migliore o peggiore di quello che abbiamo condiviso?

    Giacomo, concordo con la difficoltà di entrambi i termini della questione: la questione morale e il farsi corpo.

    Saluto tutti caramente, a cominciare da Giacomo.

  22. Anonymous Says:

    non so se gradisci, ma mi piacerebbe che anche gli altri vedessero le varianti. Magari che tu, brevemente, ne spiegassi le ragioni. si fa anche così un laboratorio di poesia.

    gugl

    Senza volo

    Non pensavo fosse corpo
    che si da
    la parola resa carne
    che si fa pasto di sangue
    che gocciola nell’acqua
    dalle vene.
    Il decorso lo stantuffo le striature
    il lento defluire del dolore
    che depura e lava linfa
    che libera le scorie
    vermiglie d’impressione.
    Non pensavo fosse nero
    il groviglio in massa grumo
    nel ventre rosso cupo
    i polmoni in peso chiuso
    il deserto morto della vita
    che s’uccide a morsi strappi
    di veleno.
    Come uncino lo stridore
    artiglia il vetro acuto
    la coperta dilaniata sulla bocca
    che dice padre la paura
    che schianta l’ombra scura
    annera il buio pesto la saliva.
    Nel suo più fondo abisso
    l’oceano s’è sconvolto
    e non da fiori.

  23. @ Giacomo
    scusa se non ti ho risposto prima.
    si, lo conosco. lessi un libro si lui sul corpo.
    grazie per avermi “richiamata”

    @ Ali

    buonasera Ali
    leggo questa tua da due giorni. ogni tanto capito qui. l’unico punto se posso permettermi
    è: o
    “che libera vermiglie di veleno-“
    o “che libera interiora di veleno”
    o le une o le altre
    nelle prima forma se leggo ad alta voce leggo un effetto dolce di continuum dato dalle due “vi”
    ecco. solo un pensiero mio-
    vedo che si vuole togliere la parola incesto e sostituirla con nero.
    ma perchè?
    non è la stessa cosa. cambia tutto.
    tutto si ferma.
    un saluto
    paola

    Corpo
    Non pensavo fosse corpo
    che si da
    la parola resa carne
    che si fa pasto di sangue
    che gocciola nell’acqua
    ……………………dalle vene.
    Il guanto lo stantuffo
    il circolo deviato dell’amore
    il lento defluire del dolore
    che depura e leva l’urlo
    che libera interiora vermiglie
    ………………….. …..di veleno.
    Non pensavo fosse incesto
    il groviglio in massa grumo
    nel ventre rosso cupo
    i polmoni il mostro chiuso
    la vita che s’uccide
    scannata a morsi strappi
    ………………….di rimorso.
    La sete covata di piacere
    succhia violaciocca di pudore
    come uncino lo stridore
    trafigge il cobra acuto
    artiglia la coperta dilaniata
    ………sulla bocca
    che dice il padre la paura
    lo schianto l’unghia scura
    annera il buio pesto la saliva
    il grasso aderente alle budella.
    Nel suo più fondo abisso
    l’oceano sconvolto
    non da fiori.

  24. alivento Says:

    Il testo qui sopra è più compatto e musicale, la scelta di parole più morbida.
    L’ho cambiato perchè non diceva abbastanza in profondità, anche solo per un momento, lo stesso mio turbamento.

    Non mi dispiace che tu abbia postato il testo precedente, è anche questa attenzione, aprire la posta copincollare è dedicare del tempo, il tempo si dedica a quel che vale.

    Scrivo i testi su un documento word, in precedenza talvolta ho usato anche carta e penna per afferrare il pensiero, il verso, ora non lo faccio più, lavoro solo al PC, in genere a notte fonda. Alla fine rimane il testo pulito, sfondato e in fondo, a parte, lo scarto.
    Certe volte penso anch’io di postare in coda o in testa ai commenti la poesia finita e sotto i versi e parole lasciati andare, le frasi incompiute, i rivoli abbandonati.
    Ad esempio di “inversione paranoica o del guanto” ho ancora il file word di salvataggio, ora cerco, lo copio incollo come esperimento di pubblicazione del laboratorio in calce al testo definitivo.

  25. alivento Says:

    Ops, l’incipit del precedente commento non va più bene.
    S’è inserito il commento di Paola. 🙂
    “Il testo qui sopra” è quindi da intendere come quello d’origine.

  26. alivento Says:

    Paola, non c’è intento di cambiare la poesia del post ma quello di confrontare la prima versione con la seconda definitiva.

    Parlarne con Stefano mi ha fatto capire che il testo d’origine, dove avevo cercavo di dire il turbamento non era abbastanza. Credo invece di essere riuscita adesso a far sentire, anche solo per un momento, lo stesso mio sentire. Per la ragione che, trascorso un giorno di serena vita e solite cose, rileggendolo, per un attimo provo quello stesso sconvolgimento.

  27. “Alla fine rimane il testo pulito, sfondato e in fondo, a parte, lo scarto.”

    Ali, questo è per me è un verso.
    sarò matta, eppure…
    adesso sgommo via.
    a presto.
    paola

  28. Anonymous Says:

    sono d’accordo con Paola: Ali devi lasciare le briglie sciolte quando scrivi, farti guidare dall’orecchio, dal fiuto. Lascia alla testa il compito successivo di limare con moderazione.

  29. Anonymous Says:

    paola ho trovato quella del supermercato è su poetienon – ricordo d’aver scritto una poesia dove c’erano le ali e il vento
    :-)) giusto lasciare le briglie sciolte ma poi lasciare sedimentare e rileggere tempo dopo, così ci ha insegnato il maestro gugl 🙂 bacioni a.

  30. alivento Says:

    Paola il verso è accidentale. Sfondare avrebbe dovuto essere sfrondare. Sono poetessa per caso.

    Stefano, è quello che cerco di fare, mi riesce bene? mi riesce male?

    Anto, sedimentare si, ma fino a un certo punto e sentire la poesia “finita” lo rivendico come una libertà dell’autore.
    E’ vero però che rilette tempo dopo fanno un effetto diverso.
    D’altra parte il mio è un percorso, fatto di accidenti e incidenti, di svolte e vicoli ciechi.

  31. Paola il verso è accidentale. Sfondare avrebbe dovuto essere sfrondare. Sono poetessa per caso.

    certo che è accidentale! non le ho scritte io queste righe che a me sono sembrate un periodo molto bello

    “Alla fine rimane il testo pulito, sfondato e in fondo, a parte, lo scarto.”

    ma tu
    nel commento del 1/05/2007 09:41:08 PM .
    l’ho trovato molto bello. compiuto, l’ho sottolineato e virgolettato e per quello ho scritto che ti sarò sembrata matta.
    ecco.
    e grazie a tutti per l’interessante discussione
    paola

  32. Anonymous Says:

    scrivere con l’orecchio, rileggere chiedendoci: ma questa parola, questo verso, questo testo è/sono proprio necessario/i?

    grazie Anto per avermelo ricordato.

    gugl

  33. @ anto
    bene. bene che poi vado
    a impararmela a memoria.
    grazie.

    paola

  34. grazie gugl per aver ringraziato Anto così da ricordare a me di non eccedere

    grazie a te Paola per la partecipazione straordinaria, però se diventasse “ordinaria”, quantunque sempre speciale, mi farebbe molto piacere 😉

    Anto, secondo me non si tratta di una sola poesia,e poi m’è sempre piaciuto credere che fosse per me quella del fiore amaranto nel vaso chippendale. Te la ricordi?

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