Se noi

Mi chiedevo se fossi tu
a toccarmi lieve
se tu
visibilmente stanco
piovessi neve
se tu inchiostro rosso
sopra il nero
fossi sposo promesso
prima adesso
se tu
fossi una leva
per sollevare il mondo
fulcro d’equilibrio instabile
in bilico sul terrapieno mobile.
Mi chiedevo
se io fossi la sposa
alta promessa di poetessa
se noi grandi di cose
anime persone
noi così cerchi retti solidali
veti bavagli d’animali noi
unitamente stretti
avremmo mai potuto coniugare
il verbo in qualche modo
approfittare.


Marombra

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32 Risposte to “Se noi”

  1. Anonymous Says:

    il senso è lampante
    la musicalità persistente
    gestione ritmica delle pause
    evocativa pure

    forse gioverebbe una divisione due in stofe, forse ua minore insistenza sulle rime

    bella invece quell’abbondanza di scivolose “l” dove l’equilibrio vacilla

    insomma Ali, per te mi sto trasformando persino in una commentatrice poetica

    ab braccio avvolgente

  2. Anonymous Says:

    la tua anonima ha la vista lunga…

    mi sembra tra le migliori che hai scritto. anche l’insistenza sulla rima riesci ad alleggerirla modulando gli accenti e, talvolta, lavorando con la sintassi.

    l’unico verso un po’ pesante è “alta promessa di poetessa” (che mi fa venire in mente la panna montata 🙂

  3. Sul contenuto non mi sbilancio neanch’io, meno male che la solita birba di anonima (leggasi Ada?) lo dice lampante, del resto chi ha orecchie per intendere neve l’intende

    Stefanuccio, tra le migliori che ho scritto??? Ne sono felicissima, è una poesia fondante e fondente. E poi le mie migliori aumentano a vista d’occhio.
    Quanto al fatto che le rime riesco a gestirle, in effetti talora anche a me sembrano cadere lì quasi per caso, nel loro giusto posto.
    Alta promessa di poetessa non è di panna montata, la promessa può restare promessa per tutta la vita, ed oltre essere semplicemente dimenticata.

  4. Mi chiedevo se fossi tu

    a toccarmi lieve

    se tu

    visibilmente stanco

    piovessi neve

    se tu inchiostro rosso

    sopra il nero

    fossi sposo promesso

    prima adesso

    se tu

    fossi una leva

    per sollevare il mondo

    il terrapieno base

    fulcro d’equilibrio vero

    mi chiedevo se fossi io la sposa

    alta promessa di poetessa

    se noi grandi di cose

    anime persone

    noi così cerchi retti solidali

    noi veti bavagli d’animali

    noi avremmo mai potuto coniugare

    unitamente stretti

    il verbo in qualche modo

    approfittare.

  5. questa sopra è l’oliva sgusciata della pancia bocca…quasi senza nocciolo

  6. golfedombre Says:

    lascia come la prima.

    poetessa di promessa riempie troppo.

    notte 🙂

  7. Anonymous Says:

    a me sembra perfetta tranne approfittare che lo leverei. ciao a.

  8. Anonymous Says:

    perchè in una poesia d’amore approfittare stona. a.

  9. Bene Ali…Toglierei poetessa e approfittare dalla prima versione…inoltre se togli approfittare si crea una sospensione finale che sarebbe perfetta…in musica si chiama cadenza d’inganno…
    un saluto a tutti
    G:)

  10. Anonymous Says:

    l’orecchio è plurale: a me “approfittare” piace perché lo leggo come discorso diretto, che lega “coniugare” con l’agire amoroso cui l’approfittare allude.

  11. Ha ragione Anto e pure Stefano e le loro ragioni sono entrambe presenti e racchiuse nel testo, in tutto quello che precede la parola “approfittare”, e la chiusa su questo verbo, in apparenza così stonato è la dicotomia che consegna all’altro, al lettore il mistero di parole, il cui senso, Ada permettendo, non è affatto lampante e si svolge inesausto nel tempo, qui se ne esalta in particolare la congiunzione, evidente anche nell’uso delle persone “io” “tu” “noi”

    alta promessa di poetessa, lo cambierei Stefano, per farti contento…dimmi tu qualcosa che dica la sposa

    La prima versione piace anche a me, Giacomo, però preferire la seconda dà ragione a tutto questo studiare andando a scuola di poesia. Infatti razionalmente studiati sono il senso dell’instabilità espresso nei termini da “fulcro” a “mobile”, (sebbene anche “vero” in vaga assonanza con “terrapieno” avrebbe potuto restare) ma soprattutto aver spostato il “noi” a chiusura del verso “veti bavagli d’animali” e avervi posto subito dopo, scalando un verso “unitamente stretti” che precede il “coniugare”.

  12. rileggendo mi pare di capire che anche Stefano e Antonella preferiscono la prima stesura.
    ho capito bene?

  13. intendo per prima stesura quella inserita in uno dei commenti qui sopra

  14. Anonymous Says:

    la prima è più mobile, meno “studiata”. per esempio il “noi” lo preferisco così, inaspettato.

    non puoi scrivere
    “alta, promessa” e basta?

    resta la domanda, mai fatta: ma alta è la sposa? in quel caso metterei “se io fossi l’alta sposa / promessa”.

    ho capito che la promessa è della poetessa ma, a volte, il voler dire troppo porta danno al sistema.

  15. Anonymous Says:

    io metterei alta promessa sposa e cambierei posto a coniugare. ciao antonella

    Mi chiedevo se fossi tu
    a toccarmi lieve
    se tu
    visibilmente stanco
    piovessi neve
    se tu inchiostro rosso
    sopra il nero
    fossi sposo promesso
    prima adesso
    se tu
    fossi una leva
    per sollevare il mondo
    fulcro d’equilibrio instabile
    in bilico sul terrapieno mobile.
    Mi chiedevo
    se io fossi la sposa
    alta promessa sposa
    se noi grandi di cose
    anime persone
    noi così cerchi retti solidali
    veti bavagli d’animali noi
    unitamente stretti
    avremmo mai potuto
    il verbo in qualche modo
    coniugare.

    e se la sposa invece di alta fosse altra?

  16. Gentili colleghi poeti e non, ho aperto il blog in amministrazione pronta a cambiare
    “alta promessa di poetessa”
    in “falsa promessa di poetessa”, per sgonfiare l’ampollosità, poi avevo m’è venuto im mente “falsa parvenza di poetessa” poi ancora
    “se fossi io la sposa
    alta promessa d’apparenza”;
    alla fine mi sono resa conto che se “tu” solleva il mondo come fosse la leva d’Archimede (fulcro-potenza-resistenza) “io” non può che essere “alta promessa di poetessa” altrettanto sognantemente grandioso.
    E’il necessario bilanciamento, qualunque altro termine più modesto, più fumoso, più semplice altererebbe il rapporto.
    E’ così, non importa che sia vero.

    Ma grazie veramente del tempo che mi avete dedicato, le proposte, l’attenzione, ne sono contenta, specie adesso che il mio umore non è dei migliori.
    Un caldo abbraccio a tutti.

  17. Anonymous Says:

    ali, non ho ben capito quello che hai detto. io seguire la proposta di anto: suona bene.

    essa+essa è sinceramente troppo compressa 🙂

  18. Stefano, ho capito benissimo che era un discorso di suono più che di panna *montata*, ma la mia testa lo capisce e la mia mano-pancia-orecchio si rifiutano di eseguire.

    Ho cercato nel commento precedente di spiegarlo.

    baci matti e mattutini 🙂

  19. probabilmente perchè essa+essa – promessa poetessa rendono la giusta dose di tremula speranza interiore e ironia dissacrante/demolitrice esteriore ascrivibili ad altri rispettivamente io tu contrapposti

  20. mamma mia, qui si eseguono esami autoptici. che ne sarà di noi? ehm.pauraaaaaaa.
    volevo lasciarti un saluto, ali.
    paola

  21. La dissezione il padre
    lo sguardo languido le occhiate
    ma come dire questa paura?
    la pena squarcio l’ossatura
    e come dire quel superego?
    la crema monta la spaccatura

  22. con

    “mamma mia, qui si eseguono esami autoptici. che ne sarà di noi? ehm.pauraaaaaaa.”

    non era riferito alla tua poesia
    ma volevo intendere che ogni volta i tuoi versi vengono messi su un tavolo autoptico… a me fa pauraaaaaaa.

    non vorrei essere di troppo…
    ma non mi pare chein questo modo si possa “ascoltare” la tua poesia e nessuna poesia in generale

    chi vuole dividere le strofe,
    chi chiama scivolose le elle
    chi propone la proposta…
    perdonami. non mi piace questo modo. trovo sia una mancanza di rispetto verso chi scrive e verso chi scrive pure bene come te.
    ho un altro esempio di poetessa che scriveva ottimi versi poi taglia qui, dividi là, adesso scrive che sembra una pubblicità del mulino bianco. a me sembra un lavaggio del cervello.
    io capisco che uno può criticare una poesia, avanzare un parere… ma qui (e non solo)certe volte te le riscrivono proprio. le svuotano di significato. e i santi no. il corpo no. il sesso no. la merda no-
    di cosa allora?
    mi sembra ali che per non scontentare nessuno qui a volte lasci ti si demolisca. ma sarà solo una mia impressione.
    la poesia non c’è se non per chi se la rimesta nelle reni e per questo forse l’odore di orina troppo forte va deodorato come tentano di fare qui analizzando ogni singola strofa e parola.
    scusami dell’intervento ma mi premeva scrivertelo.
    ci si incontrerà da qualche parte.
    paola

  23. Paola, dacchè scrivo in questo blog ed anche prima, sebbene cerchino d’instradarmi, devo dire che purtroppo ci riescono poco 🙂
    Infatti sono qui sempre a studiare come dire quello che mi pare nel modo che mi va 🙂
    Tutti i suggerimenti li prendo come tali, in genere restano tali, d’altra parte se ci sono (i suggerimenti intendo) è perchè scrivo bene altrimenti non perderebbe nessuno una cicca del suo tempo per me,inoltre li accetto con molta simpatia, li considero un segno d’affetto interesse, attenzione per quel che scrivo e forse per me.
    Quel che scrivo però il più delle volte resta lì e così.
    D’altra parte io pure cambierei molte cose nelle altrui poesie ma sono le loro, sono i titani, io sono piccola piccola (non perchè lo sia ma perchè è bene che mi renda tale) non vanto uno straccio di pubblicazione, non ho nessn credito letterario, non ho nome, io stessa so di esseremi ritagliata il ruolo di eterna apprendista, di eterna promessa, sono l’ombra, l’inesistente, la torre arroccata, sono muro e paura. Sono niente.
    Sto malissimo stasera.

  24. lo sai paola, sei cara

    PS il mio malessere non c’entra niente con il blog

  25. per finire, quello che sta migliorando il mio modo di scrivere invece è leggere gli altri, come Stefano a suo tempo saggiamente mi ha suggerito di fare e continuo a fare

  26. ali. puoi anche cancellare il mio intervento, volendo. nessun problema.
    un abbraccio.
    paola

  27. Anonymous Says:

    cara Paola, se interagisco con alivento è perché me l’ha chiesto lei. Nenche a me piace chi mi suggerisce come devo chiudere un verso. I contenuti (orina o brina) non sono mai stati messi in discussione.

  28. E’ vero paola, Stefano ha molto rispetto della poesia e dell’atto poetico in particolare.
    Credo che tutti coloro che trattano di poesia comprendono/iamo come non è l’aggiustamento successivo che migliora significativamente la scrittura ma è l’alimento vitale-mentale introitato che migliora l’atto poetico, ecco perchè ho detto prima che leggere mi aiuta.

    Quello che si fa qui invece è un semplice confronto sull’orecchio

    Circa il non voler mai scontentare ammetto che è un mio difetto/pregio, Paola

    Infine non mi sembra ci sia niente da cancellare nè nel tuo commento, nè in quello di altri, anzi trovo questa una discussione utile

  29. Anzi Paola accetto molto che tu l’abbia suscitata ed anche i termini in cui l’hai fatto, lo leggo come un atto di alta considerazione di me, del mio modo di scrivere, della poesia in genere

    PS. Stefano te l’ho chiesto io??? 🙂 …ma tu non mi coltivavi perchè ero la tua rosa prediletta 😛

  30. Anonymous Says:

    è la rosa a coltivare il giardiniere 🙂

  31. una rosa tra i giardinieri
    tra le rose un giardiniere

  32. Anonymous Says:

    🙂

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