Dirotto

Cosa c’è d’altro
che fa di blatte
profezie
ci vuole sempre un foglio
bianco innaturale a dire
noi
che non sapremo più niente
di noi
spogliati incastri mortali
conati
il male accanito del male.
Cosa c’è d’altro
da dire
del pianto
quando tutto è già esposto
dirotto
d’incredibili stenti strozzati
standardizzati
gettata vista alla strada
l’affondo di spada
il collirio lo schermo l’andata
il fondale graffiato
la scia che si sfalda
nel lato che curva
a sinistra
del quasi giallo.


Marombra

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15 Risposte to “Dirotto”

  1. poesia dell’andare avanti disincantato, con il pensiero ad un altrove che s’intuisce ma non riesce -al momento- a rischiarare il cammino.
    A me ha fatto questa impressione…

    Saluti affettuosi

  2. Alessio, come sono contenta che tu sia passato di qua!

    Leggi bene, come sempre.

  3. A tutti

    Vi prego di scusarmi se per qualche giorno sarò poco presente, poco loquace poco…attiva nei commenti.
    E’ un momento di quelli così, uno dei tanti da troppo tempo.

  4. c’è sempre qualcos’altro da dire, oltre al pianto e alla pioggia. il semaforo ad un certo punto diventa verde e si riparte per altri pianti, altri temporali, ma anche altri soli, altre parole, altri fogli. questo commento me lo posto su poetienon in finta poesia. bacio a.

  5. è uno di quei giorni in cui ti prende la malinconia? 🙂 torna sta casa ‘spetta a te. a.

  6. Scusate, ieri sera ero molto malinconica sapete quando si pensa all’inutilità di ogni parola…avete presente? vi succede?

    Ora ho risposto a tutti di là nei commenti al cuore di S. Valentino.

  7. Le blatte no! Schifo, schifo, schifo!!! (la trilogia ha un suo potere esorcizzante)
    E’ un periodo… che se Dio vuole, domattina o nei prossimi giorni torna uno scorcio di sole, allora Mar’ombrina potrebbe passare dalle parti di Piazza di Spagna (o Piazza Navona) all’ora che i ragazzi escono di scuola chiassosi, e come Cardarelli abbeverarsi della loro vitalità, e nella tregenda che portano scordarsi delle sue paturnie, prendere un bel gelato caffè e cioccolato e andarsene un po’ a zonzo, che è ancora tempo di saldi e tra i destinatari dei regali che facciamo noi siamo sempre quelli che più apprezzano 🙂

  8. certo narranduccio…perchè io so de’ roma ovviamente :))

    le blatte fanno schifo anche a me, ma il gelato invece proprio no, del resto a chi non piace il gelato?

    ti piace questa ultima mia?

  9. narranduccio Says:

    Se ricordo bene, mi sa di si
    Quest’ultima, la poesia, l’aforisma sul gelato, l’ultima poesia postata?

  10. intendevo questa ultima poesia postata

  11. Circa “epitaffio”, m’ha riportato alla mente la Dickinson (quando si tratta di tali argomenti, è difficile non accada):
    “Sicuri nelle stanze d’alabastro,
    Dove l’alba e il meriggio non li sfiorano,
    dormono i miti membri della Risurrezione,
    sotto travi di raso, con un tetto di pietra”

    Per “Stornello in controcanto”, io credo che il biglietto d’andata sia a pagamento con rateizzazione quotidiana vita natural durante, è gratuito quello di ritorno (ammesso che il percorso sia circolare); come canta Vecchioni “prendo un treno che mi paga Dio”. Vale la pena indugiare su poche buone regole di viaggio:
    * non scendere anzitempo a stazioni intermedie, seppure il viaggio diviene disagevole, nulla osta che in seguito la tratta migliori
    * socializzare con i compagni di viaggio, questo allevia il percorso più che ammenniccoli multimediali
    * volgere sovente l’occhio al vetro, sì da tenere memoria dei posti per i quali si è passati, dà un’indicazione del tratto successivo
    * rallegrarsi del viaggio, che ci strappa al grigiore d’oscuri abituri e ci rende al mondo; per tanto o poco che sia il tempo, è già una fortuna
    * altre norme aggiungile tu in calce…
    *

  12. Epitaffio è l’ultima cosa bella che ho scritta, mi fa piacere che ti ricordi la dickinson.

    Quanto al viaggio, non riesco a pensarlo come circolare piuttosto a una retta che non sappiamo dove nasca e dove vada a finire, quando sono particolarmente sconfortata penso ad un segmento, ed elimino qualunque afflato d’infinito.

    Lo stornello esprime il concetto di godersi la vita e come dare torto chi l’esprime? Da carpe diem a chi vuol esser lieto sia mi pare abbia illustri progenitori

  13. le tue regole di viaggio mi sembrano buone da seguire

  14. grazie antonio, della presenza

  15. Apprezzo molto la la tua raffinatezza geometrica, in generale opterei più per soluzioni aperte, non foss’altro che per un principio di conservazione dell’energia.

    Sottoscrivo in pieno la tua ventata di epicureismo.

    Approfitto per congratularmi delle belle poesie postate oggi, due concentrati di tenerezza e sensualità, direi che sei fin troppo munifica, queste davvero meritavano di essere centellinate.

    Grazie a te dell’ospitalità 🙂

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