Innesto

A che pensavi di sapone
mentre ti assorbivo gli occhi?

Forse non ti ho sentito entrare
ora spegni ti prego la luce
entrami fino in fondo dentro

sazio di silenzio
da sotto fino al petto
per favore
ripeti
lentamente il verso
e tu? e lei?
ed io?
io?
Inevitabilmente tua
come la giacca sulla spalliera
l’ombrello mai aperto
che c’era c’era
e pioveva pioveva
lacrimando briciole di marzapane
a ben rileggerti te che fremi
in vostro onore
da sentire trapassare il cielo
tergicristallo fermo di cotone
balsamo arroventato cotto
uovo sodo sbattuto a tutto tondo
inseminato senza eros
e rotto.
Marombra
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37 Risposte to “Innesto”

  1. si direbbero due poesie

  2. Francesca Pellegrino Says:

    bellissime le ripetizioni. E il senso, quello è oltre.
    Felice di essere passata di qua

  3. francesca, il tuo commento mi fa enormemente piacere

    ammiro da tempo su foglidiparole il tuo modo di scrivere

  4. golfedombre Says:

    io la farei partire da “inevitabilmente tua”

  5. lo sapevo che avresti detto così! 🙂
    ormai golf sono TROPPO BRAVA, riesco a prevedere pure le critiche

  6. io la farei partire esattamente da dove è partita ma, questa, è un’altra storia…
    comunque arriva tutta e non si è rotta.
    la mia stima
    paola

  7. in effetti Paola, la parte iniziale non può essere tralasciata, ha la sua parte nella costruzione, si può dire, mi sembra, che crea “l’atmosfera” intima raccolta passionale e introduce la seconda che risponde maggiormente a requisiti di forma contenuto ricchezza di vocaboli immagini.

  8. oh sì, bella come una pioggia solletichina che gioca le gocce pianine eppure impregna e fa.

    ciao 🙂

  9. iole si direbbe che mi hai descritto: goccia solletichina pianina pianina

    anche tu Paola m’hai descritto? confortevole come una poltrona? 😉

    ad entrambe la mia inquieta sorellanza in stima

  10. solletichina e confortevole.
    direi che si può iniziare a sorseggiare. lisce e gasate.
    un saluto a te Ali, a Iole e a tutti i tuoi ospiti.

    mi piace inquieta sorellanza in stima, direi di più, è bella.
    paola

  11. Anonymous Says:

    insisto: la prima parte è inutilmente volgare (lo so che paola ora mi manda a quel paese) e mi ricorda patty pravo

    gugl

  12. aspetta rileggo
    no, mi dispiace non è volgare, non lo è affatto, però la percezione da parte di altri può essere tale, ne sono rammaricata

    patty pravo, a parte ogni suo altro cattivo esempio, io la trovo raffinata

    ti ringrazio, Stefano, d’aver accolto, così prontamente, il mio invito a massacrare la mia poesia

  13. consulto femminile:
    Iole, Paola e donne tutte di passaggio la prima parte del testo la trovate volgare?

  14. antonella Says:

    patty pravo in pensiero stupendo. e tu, e lei, e noi 🙂
    “Inevitabilmente tua
    come la giacca sulla spalliera”
    è un bel verso, già una poesia compiuta. ciao a.

  15. quando ho scritto ho pensato alla poesia di iole a certi versi della poesia di pruf, loro che parlano di “tette” e “culi” e “gonne sotto” e ad altri che scrivono “leccare leccare” e che si vuole dire con tutto ciò?

    Perchè, di grazia, se io divento forte sono volgare e gli altri no?

    comunque, questa ricerca in direzione sboccata/spinta (a tuo dire Stefano) mi è valsa un picco inspiegabile degli accessi. Boh!

    Tecnicamente Anto quel verso che dici tu, le ripetizioni che ha notato iole, e la ricca èarte finale, che aggiungo io, sono le cose più belle di questa poesia.
    Grazie del passaggio.

  16. Alessandro Ghia Says:

    ben costruita, curata, va bene che inizi dove inizia… non mi piace!!! però complimenti lo stesso: l’abilità c’è, sono io che non gradisco il genere, forse…
    ciao!

  17. no, e perchè? vedi sopra, leggi bene, c’è chi lo gradisce meno di te!

  18. nè questa, nè quella precedente sono curate, Alessandro, sono poesie nate come le vedi o quasi.
    Curata, rifatta, limata, corretta, accantonata, ripresa ecc. ecc, c’è solo “Amplesso”, tra le ultime mie. Tutte le altre compreso “Epitaffio”, “Sbocco” “In arco” ecc. ecc. nascono in pochi minuti, quasi complete, a mio modo di vedere.
    “Stelle” ha richiesto qualche cura in più e poi per trovare qualcosa d’altro consapevolmente ben costruito bisogna risalire a “Panorama”.
    Semprechè poi tutto questo possa in qualche modo interessare a qualcuno…

  19. Ah dimenticavo, l’esercizio sulla poesia di Hesse ha richiesto tempo. Particolare il metodo di lavoro. Stesa la prima versione c’ho lavorato su formandone una seconda migliore e in fine una una terza ancor più raffinata e definitiva.
    Credo che rifarò questa cosa con altre poesie di grandi. E’ davvero un esercizio. 🙂

  20. Anonymous Says:

    non voglio massacrare le tue poesie, ma solo recidere i rami secchi (rispetto alla mia idea di rosa perfetta)

    gugl

  21. @ Stefano
    questa sotto è la parte che dici volgare, mi pare.
    ora dipende che cosa intendi tu per volgare: triviale? in negativo.
    troppo sessuale? o sensuale?
    proprio della classe popolare?
    comune, senza pregio, spregevole?
    o volgare perchè può appartenere a tutti?
    non essendo spiegato il perchè lo vedi come un ramo secco.

    “entrami fino in fondo dentro
    sazio di silenzio
    da sotto fino al petto
    per favore
    ripeti”

    è una penetrazione compatta
    un desiderio triste, eretto, una ricompensa alla solitudine (inevitabilmente tua come la giacca sulla spalliera è terribile, agghiacciante) necessaria al sostegno dei versi successivi, una penetrazione fisica, una penetrazione nostalgica che tenta la riconduzione a un abbraccio altro più di cura e che cura non è più, una penetrazione inevitabile (anche) come forma d’oblio (senza eros) qualcosa che non comunica ma allontana di più possedendo l'”oggetto”?

    brrrr. ma davvero che quei mostri di bravura che sono Pier e Iole usano tette culi leccare leccare? biricchiniiiii! Ali! ahahahah. mi fai sorridere.
    e per rispondere alla tua domanda Ali se trovo la prima parte volgare nel senso, immagino spregiativo, no, non la trovo volgare, la trovo triste e bella
    per quel “per favore” che mette i brividi.

    paola
    scusate gli errori

  22. Paola, grazie.
    La poesia null’altro chiede che d’essere capita:
    “è una penetrazione compatta
    un desiderio triste, eretto, una ricompensa alla solitudine”

    La poesia è tutta una metafora giocata sul piano sessuale che però intrinsecamente non ha niente di sessuale.

    Stefano, lo so e non te ne voglio però talora sento il bisogno assoluto di rompere gli schemi, anche quelli che fanno di una poesia una bella poesia secondo i canoni di raffinatezza, tradizione buon gusto e coscienza critica.
    E farne comunque una bella poesia secondo me e paola e iole e alessandro e… 😉

  23. Paola, sui culi non sono proprio sicura eh, ma tutto il resto c’è
    T’ho fatto sorridere? ed io quello volevo 🙂

  24. Anonymous Says:

    cara Paolo, per volgare, qui intendo: non è nella natura di Ali raccontare queste vicende. tu mi dici: e che ne sai della natura di ali; e Ali mi dice: già che ne sai?

    potrei rispondere: ma che cos’è natura nell’essere umano? e poi: ma poesia è natura o cultura? è cul-tura?

    va beh, capisco le vostre obiezioni, voi cercate di sopportare le mie 🙂

    gugl

  25. mi hai preceduto Stefano nella tua particolare definizione di volgare 🙂
    nel senso che stavo per fornirla io.

    io per volgare intendo, rozzo, materiale, l’esatto opposto di rafffinato, un approccio diretto o allusivo ma comunque sgradevole, stonato

    certo non è il mio intento d’essere così in poesia, certo può apparire stonato dalla mia voce un simile approccio, quello tentato in questo testo, eppure stonato è anche l’approccio di “corpo” ricordi? Paola di sicuro lo ricorda.
    Non sono miei modi di sentire ma sono necessari da sperimentare (nel caso pensavo veramente a certi vocaboli forti usati dai poeti citati, che, quando li leggevo mi colpivano ma non sgradevolmente ecco e quell’effetto volevo raggiungere, un approccio forte) e un giudizio distaccato e scevro da pregiudizi mentali sulla donna concreta (io nella fattispecie) dovrebbe riferirsi alla (presunta) poetessa, guardare non alla bocca che emette la voce ma alla voce e basta.
    Ora, Stefano, potrei anche dire che hai ragione, non è il mio stile di vita, il mio modo d’essere autentico, la mia natura, ma consentirai al mio superio lo stravolgimento della mia natura almeno qui, almeno in poesia! Per favore.
    Scusa la poca chiarezza è che devo andare. A più tardi.

  26. dico solo: azz.
    paola

  27. redmaltese Says:

    a me è piaciuta molto. credo che alla fine il senso di potare…sta nel rendere tutto coinciso e leggermente più ermetico.
    suggerisco questo compromesso (senza il benestare di stefano):

    portami dentro senza luce, ora
    ripetilo lentamente quel verso:
    “mia, tuo”, io inevitabilmente tua….ecc ecc.

    in tutta amicizia,
    red

  28. alivento Says:

    Red, non sai quanto abbia gradito il tuo commento.

    La modifica che proponi mi piace molto.

    Grazie.

  29. anila resuli Says:

    che cambiamento ali…

    non avermene ma concordo con gugl sulla prima parte!

    ciao

  30. alivento Says:

    Anila, perchè dovrei avertene?

    Questo è un testo che “spacca” le preferenze, influenzato dalle letture che cito sopra

    Mi rammarico solo per l’uso del termine volgare, e per pestare i piedi per terra e gridare e gridare, ne scriverei ancora così e ancora, solo che, non so gli altri, ma io non scrivo per corrispondere ad un’idea d’altri, o contrastare un’idea d’altri o per permettere il formarsi di un’idea su me e la mia personalità, anzi è mio intento spiazzare ogni tentativo di ricondurmi ad un’idea, schema, gabbia, strada, indirizzo e preconcetto, dunque non so ancora cosa d’altro scriverò.
    Intanto cambio l’immagine.
    Grazie a tutti dell’attenzione.

  31. alivento Says:

    e il titolo

  32. anila resuli Says:

    non penso stefano abbia usato quel termine in modo “spregiativo”, quanto per aver avuto modo di cambiare l’ottica nel leggere la tua poesia. ovvio che quando ti si legge in un certo modo, poi le persone che ti leggono si aspettano un certo tipo di lettura e qui non c’entra nulla con la personalità dell’autore stesso. c’entra semplicemente quello che un autore fa leggere.
    io in poesia ti ho vista sempre “equilibrata” ma non per questo io non apprezzi il tuo cambiamento in poesia anzi.
    trovo però in questa sia stata calcata troppo la mano e non dico che sia volgare, ma troppo “vistoso”.
    ed è come dici tu sono gusti, ma non pensare comunque che il cambiamento nella tua poetica, non sia stimolo a conoscerla meglio.
    io nella mia cambio sempre anche quando penso di essere arrivata al traguardo…quindi so cosa vuol dire!

  33. alivento Says:

    poi invito a commentare l’ultima mia perfettamente il linea col personaggio precostituito che questa rompe

    poi chiederò al mio editore di non inserire questa nella mia raccolta per non offendere il pudore

  34. alivento Says:

    ah ecco anila così va meglio

  35. alivento Says:

    in effetti quell’ariosa immagine con l’ombrello stonava, rendeva l’insieme volgare

  36. “io non scrivo per corrispondere ad un’idea d’altri, o contrastare un’idea d’altri o per permettere il formarsi di un’idea su me e la mia personalità, anzi è mio intento spiazzare ogni tentativo di ricondurmi ad un’idea, schema, gabbia, strada, indirizzo e preconcetto, dunque non so ancora cosa d’altro scriverò.”

    Puro Vento. Adorabile.

  37. alivento Says:

    Non so per te, ma per me non è facile, t’assicuro.

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