Metamorfico

 

 

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Con piacere pubblico l’immagine creata da Roberto Matarazzo (per ispirazione tratta dalla poesia ” Ne bis in idem”) , dal titolo “ALIVENTO METAMORFICO PER VERSI ALATI” e come commento a questo suo “foglio colorato” le stesse parole dell’autore “ecco l’immagine che ho delineato per te.. giocando sulla metafora femminile, Alivento con i versi alati scritti da te come se lo fossero in un turbinio celeste fatto di colori.. in cui aleggia questa nudadonna_artista in via di trasformazione alata.. sorta di antico mito femminino dal sapore paganeggiante, forse..”
Vi invito a visitare il suo sito e il suo blog per ammirare altri suoi “fogli colorati” percepire l’importanza che egli attribuisce da sempre alle metamorfosi, sedimento del suo più profondo io.
Io dal canto mio lo ringrazio vivamente di questo pensiero/regalo/ispirato, chè lo scambio produttivo/creativo è arricchimento reciproco intellettuale e spirituale, e poi è la prima volta che un artista dell’immagine/colore mi regala una sua creazione, è un nudo d’autore! 😉
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19 Risposte to “Metamorfico”

  1. Anonymous Says:

    fantastico! 🙂
    antonella

  2. golfedombre Says:

    è bello vederti nuda prima ancora che reale 🙂

  3. Anonymous Says:

    Davvero peculiare questo disegno di Roberto che traspone nel naive infantile, ma non ‘primitivistico’, complesse nudità di personaggi femminili mitici ed alati sempre sorridenti, sempre positivi, angeli o arpie.

    ciao a tutti e alla padrona di casa soprattutto, qui bellamente ritratta nelle sue grazie nascoste e naturali, Ali.

    erminia

  4. alivento Says:

    Ciao Erminia!
    Che piacere vederti qui: i lati positivi di un profilo nudo.

    Stefano ecco questa è una bella battuta.

    Antonella, ammettilo non pensavi io fossi così bella. 🙂

  5. golfedombre Says:

    pudica e dolce, vero? 🙂

  6. alivento Says:

    perchè è necessario che coincidano la voce interiore e la voce pubblica?
    interessa a qualcuno una voce dolce e pudica?
    ora, in questo tempo di dioaggressione?

  7. Anonymous Says:

    ali, non saprei: se fai poesia politica, se scrivi per intervenire e schierarti – perchè la poesia serve anche questo uffizio, oltre a quello della lirica e della contemplazione dei sentimenti annessi – allora voce pubblica e privata potrebbero anche coincidere, sebbene ovviamente con riserve lasciando inesplorati degli angoli della sfera privata per autodifesa….

    cmq, ormai è fatta: sei apparsa nuda, e nuda resterai nella nostra immaginazione, forse in quella di Stefano più a lungo…

    erminia 🙂

  8. golfedombre Says:

    ermy, ma cosa dici? :-)))

  9. alivento Says:

    Erminia ha cercato di dar una risposta alla mia domanda, e la risposta è in linea con le sue idee.
    Secondo me invece la poesia è espressione di disagio personale che di quello sociale è riflesso, (quando non sic et simpliciter di quello sociale) ma non strumento politico, è espressione di resistenza morale più che ideologia rivoluzionaria; non si presta facilmente ad essere strumento se non accettando il rischio di sacrificarne la bellezza esteriore.
    A parte ciò che è solo un conato d’idea suscettibile di confutazione, evoluzione, precisazione, mi piacerebbe sapere, Stefano, come motivi tu il tuo credo di corrispondenza tra voce interiore e voce pubblica.
    Ed infine in che rapporto sta questa esigenza di corrispondenza con quella di sperimentare tutti i possibili registri espressivi e tutte le possibili manifestazioni del sentire. Che è poi il proseguo della discussione al post precedente.
    Riguardo ai sorrisini, ti faccio notare che se non rispondi compiutamente alla domanda che sviluppa una teorizzazione del rapporto tra intimo e manifestazione poetica, l’atteggiamento tenuto in precedenza anzichè un cassare per motivazioni teoriche può apparire dettato da ragioni personali.

  10. Anonymous Says:

    ciao Ali, no, in effetti non intendevo dire che la poesia possa essere e debba essere coincidenza necessaria tra voce pubblica e voce privata, ovvero intervento nel sociale e nel politico: era la contemplazione di uno dei modi della poesia, che rientra in quello che chiamiamo poesia etica, la quale può anche parlare di “alberi”, sottintendendo altro,come diceva Brecht nella sua famosa poesia “ad un albero verde”, o in quella dedicata al susino, o ancora quella famosissima (che ho tradotto e commentato in un intero saggio sulla voce e l’allegoria), “Il ladro di ciliegie):

    “Il susino”

    Nel cortile c’è un susino.
    Quant’è piccolo, non crederesti.
    Gli hanno messo intorno una grata
    perché la gente non lo pesti.

    Se potesse, crescerebbe:
    diventar grande gli piacerebbe.
    Ma non servono parole:
    quel che gli manca è il sole.

    Che è un susino, appena lo credi
    perché susine non ne fa.
    Eppure è un susino e lo vedi
    dalla foglia che ha.

    (Bertold Brecht)

    Questo velocemente, prima di scendere, ma ho postato qualcosa d’altro, di supplementare, sul sito di Stefano, che spero possa rispondere alla questione posta da Ali. Ciao, un bacio, erminia

  11. alivento Says:

    Erminia, concordo col tuo pensiero, sull’io non io che però nell’insieme dà corpo ad un io pur che questo nudo non sia mai stato dato, come dice Stefano
    Grazie della poesia di Brecht postata.
    Riguardo alla voce pubblica, più che nel senso di policamente o socialmente impegnata io la intendo come voce che si rende pubblica attraverso la poesia, cioè mostrata, mentre la voce interiore è la nostra più intima essenza.
    Ancora mi chiedo se è necessaria la corrispondenza.
    E spero che dai vostri confronti di monfalcone nasca una risposta che mi assolva.

  12. erminia Says:

    Dunque, Ali scusa il fraintendimento, tu ti interrogavi sulla possibilità o opportunità di fare coincidere, in poesia, voce formale e voce interiore: avevo erroneamente risposto distinguendo tra poesia lirica e poesia politica a sfondo etico e sociale, fraintendendo la questione posta. Avevo pensato che l’io pubblico fosse quello che parla di questioni collettive, schierandosi.

    Ti cito e ti rispondo: “Riguardo alla voce pubblica, più che nel senso di politicamente o socialmente impegnata io la intendo come voce che si rende pubblica attraverso la poesia, cioè mostrata, mentre la voce interiore è la nostra più intima essenza. Ancora mi chiedo se è necessaria la corrispondenza.” (Ali)

    Personalmente, se scrivo, se mi concedo di scrivere, la poesia lirica, ovvero dell’Io, non mi illudo o credo possa esserci mai corrispondenza totale tra la psicologia del profondo che anima i miei sentimenti, le mie paura, eccetera, e quel complesso di idee, nozioni, intuiti, talenti, orecchio, che consente di tradurre tali sedimentazioni in parola poetica. Il processo stesso che porta quello a questa, la poesia, è talmente complesso e mediato, artificiale, desunto, costruito, che non c’è possibilità di coincidenza tra io psicologico e l’espressione squisita e formalizzata di quel pozzo senza fondo che il poeta cerca di rendere tramite la disciplina (e autodisciplina) che la poesia comporta. sarebbe come attribuire unicamente ad un pazzo anarchico scombinato maniacale e internato (nella psiche) la qualità di ciò che il poeta scrive, che invece è una mediazione di infiniti elementi non solo scavati dal fondo, ma attinti da ogni dove.
    🙂
    Spero di avere messo insieme qualcosa di comprensibile, buona domenica…

    erminia

  13. alivento Says:

    La comprensibilità è relativa ma il limite è tutto mio, in ogni caso l’insieme è affascinante. Noto che dopo aver ammesso di scrivere dell’io (ma solo ipoteticamente) dici che non può esserci coincidenza tra l’intimo e la parola pubblica perchè l’espressione poetica è influenzata da molti elementi che non sono tutti coincidenti con l’interiorità (peraltro caotica anch’essa) del poeta. In tal modo la poesia, che è un pozzo senza fondo, sposta la materia da cui attingere a qualcosa d’altro dall’anima.

    Riflettevo proprio oggi sulla necessità di una coincidenza tra voce pubblica e voce interiore, cercando di raffrontarmi a titolo personale, (se cioè ho scritto tenendo queta regola presente o se me ne sono allontanata)e poi pensando che se è così importante, così necessaria tale coincidenza forse in mancanza si dovrebbe rinunciare a qualcosa.
    Smettere di scrivere ad esempio oppure rinunciare a vivere.
    Meglio la prima credo.
    Io scrivo per desiderio di assolutezza, riportarmi a regole, legami e limiti, come se avessi obblighi verso qualcosa o qualcuno quando scrivo, richiamarmi ancora una responsabilità mi mette sinceramente in crisi.
    Qui credo si va alla radice delle motivazioni individuali.

  14. erminia Says:

    Credo che quello che dici non sia troppo lontano dalla mia idea. Mi pare di potere comprendere le tue motivazioni, e le tue riserve, Ali.

    Ma per ‘pozzo senza fondo’, Ali, intendevo l’io profondo che cerca di venire alla luce e trovare espressione formale.

    La poesia non la vedo come ‘pozzo senza fondo’, ma come patrimonio molto del quale è già stato ritrovato, riportato ed esposto alla luce. Forse si potrebbe pensare a questa immagine per l’ispirazione poetica che precede l’atto creativo in sé, fatto, successiavmente, come tu giustamente precisi, di regole e anche di rigore.

    …Questa domenica non passa più.

    Ho ripreso, come sai, la discussione su Erodiade. Se metti insieme un bel pezzo su questa tua idea lo postiamo come cosa a se stante. Ti va? 🙂

    scusa l’OT.

    erminia

  15. alivento Says:

    Erminia, prima leggo con attenzione le ultime cose postate sul tuo blog “che cos’è la poesia” nell’intervista di franco fortini che, se non ricordo male, avevo già letto

    poi proverò a scrivere qualcosa e se ne viene qualcosa di buono lo proporrò su erodiade

  16. Anonymous Says:

    great! I am looking forward to receiving your short-essay.
    🙂 erminia

  17. roberto matarazzo Says:

    fa piacere che una immagine nata nei modi estravanti dell’amicizia raffinata venga offerta così.. ma il nudo è un nudo di una amica creativa, alivento, che non può essere vestita.. circa il naif citato da erminia.. nulla di più lontano! semmai è una ricerca che sto conducendo da tanto breve tempo sulla possibile evoluzione del tema “antigrazioso” tra carrà e il primo de chirico.. e che, con ironia, ho utilizzato per omaggiare la nostra Amica alivento che merita stima e calore amicale.. grazie a Lei e a tutte_i Voi per l’attenzione..un abbraccio particolare per alivento
    roberto matarazzo

  18. alivento Says:

    ho gradito molto l’immagine, la dedica, e la tua visita, Roberto

    certo non posso essere vestita, 😉
    perchè creativa fanciulla dei boschi, ninfa negletta e vistosa, mi bendo gli occhi e nuda mi nascondo alla vista

    Baci a tutti. Casti e virtuosi però 😀

  19. roberto matarazzo Says:

    …roberto…

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