Archivio per aprile, 2007

Scarto binario

Posted in binari on aprile 30, 2007 by alivento

 

Cos’altro darmi un uomo

cos’altri mondi intersecanti

cercando di raggiungere la riva

affoga quella fioca luce promanante

di magnete raro intermittente.

Tu bambino a lei aggrappato

come madre appena persa

al calco opposto la sottana

di bambina qui riversa

abbarbicata al tronco corpulento

della quercia.

E balbettarsi bocca a bocca

ragno e piovra scendiletto

spremere linfa dall’aurora

ingannarla come l’eco inganna il suono

precipitato a sangue gocciolante 

nella gola sopraffatta del suo seme.

Il figlio l’offertorio l’innocente

un ritaglio binario condiviso

due a scavare senza scampo

un coltello di calvario nelle vene.

Arti accessi

Posted in vuoti on aprile 26, 2007 by alivento

Arti accessi e complimenti

a pulire il bello il verso

e l’attraversamento mio

del mio cervello cesso

nel dolore che risuscchia

fesso il costato in spugna lenta

sputi anfratti monumenti

in presenti trombi densi

secchi acuti di singhiozzi

nel cromare dei lamenti.

Quando pensi che ti perdi

pensi grassi pesi di silenzi

rotti a pezzi di frammenti

come scoppio fragoroso di spavento

lo stridio di gomme smerigliate

il rimbalzo del pallone al muro netto

contro pelle corazzata l’armadillo

delittuoso sopravvivere in sbadiglio

e far male di striscio ancora un poco

mentre dici ci faccio un pensierino.

Per ora

Posted in binari on aprile 21, 2007 by alivento

Non sparisco del tutto. La mia attività di pubblicazione proseguirà su tellusfolio.it nella rubrica “Discorso amoroso” e su Oboesommerso come moderator del Progetto lettura.
Saltuariamente su qualcuno dei blog che elenco di seguito in cui sono coautrice .
Erodiade
Foglidiparole
Poetienon
Caz
Pensierivagabondi
Libriedintorni
Volobliquo
Rael is real
Rossovenexiano
Filmagazine
Aforzadesserevento
Merlino93

Adieu

Posted in binari on aprile 16, 2007 by alivento

Pensai che fosse Adieu e lo dissi. Per il suono bello di parola.
Non francese nè italiano la pensavo sotto mano in tutt’altre faccende affaccendata. Affascinata. Uscire dalla bocca dal naso nella piazza. C’entro stanza in centro casa nella doccia nella strada nella pancia.
Che non è prezzemolo tritato detto scontato e poi soffritto del dio presso presunto dappertutto, che poi dopotutto ci arriviamo in fine a quella meta della corsa col fiatone al filolana e che sia lontana lontana lontana.
Che non è definitività e sconcerto. Non di tessuto un orlo di chiusura per trama di reciso ordito.
Non il tratto sfilacciato in O serrata che a labbra strette blocca gli occhi dritti al vetro fissi e aperti. Il nero che dal cielo cala a seppia e falce rozza vibra in morso e mozza.
Non è filo alle Parche filato e tagliato. Non è l’appuntamento mancato al fiume al lago nel regno perduto di là da venire. Sali scendi di nuvole e frigo intinto nel mare finito. L’oltre finto infinito infinitamente cessante. La morte.
Adieu è come andare verso un presso e lungo un luogo. Luogo d’eu che sa di buono e caro come pane con saluto che s’impregna di partenza e lento movimento da sfrenare.
Allentare dolce presa che rilascia e lascia andare ogni intermezzo noi di cosa perché vada poi per suo cammino serenamente insieme e bene.

Bolle

Posted in radici on aprile 12, 2007 by alivento

 

Ed ecco in linea uno

uno schiaffo di partenza

sul binario ventisette

a tre metri la distanza

che separa da cancello

fluorescente l’infradito.

L’ippopotamo sommerso

con le zanne bene in vista

sul livello in superficie

si sganascia di sbadiglio.

Canne lunghe in mezzo al fiume

fanno bolle di sapone

alle facce delle mummie

crocifisse al carrozzone.

L’una

Posted in binari on aprile 10, 2007 by alivento

Viene come viene il vuoto
all’una certo in centro petto
pugno oltre ogni dire
moscerino o c’era un patto
che in preghiera sconsolata
si fa lago di lacrime negli occhi.

Ci sarà il momento giusto
punto e basta
che implodendo d’un tratto
a destra a manca
l’astro tutto sparirà sotto il tappeto
spalancando di biscia gli ossi buchi
inghiottendo grossi sorsi
a litri di cerotti rossi
su binari costruiti senza strappi
coi treni che sferragliano di sopra
sussultando di saliva
in contro scarto.

La scossa più forte da aspettare
e zac malinconia d’acciacco
una piccola mano nuda
sguscia dal gemito distacco
grani sulla schiena obesa
da succhiare di lametta.

Marombra

Auguri di

Posted in binari on aprile 7, 2007 by alivento

Free Image Hosting