Vibrando d’espianto

Danae Gustav Klimt

Una donna qualunque giace paziente

spezzando di lama i cipressi

cardando una giacca di lana

il saio stellato la strada.

E’ primavera sul cuscino di mammole

di foglie screziate le dieffenbachie.

Niente male il momento costante

gli spiccioli in rame i discorsi di coppia.

Niente male le mani

la bilancia il costato

gli opposti si attraggono

la colazione.

Come è polvere quest’aria pesante

che di tempia si gonfia sperando

il sillogismo ineffabile della stazione

calcinacci cadenti le ferite di stelle

in progressione.

Puntelli di pali al presente

drappi stesi di plastica verde

rubare l’aureola ai santi

farsi musica ardente

bruciare nel fuoco improvviso

vibrando d’espianto.

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24 Risposte to “Vibrando d’espianto”

  1. niente male anche se l’espianto mi ricorda la pizzi ci sta bene con spezzando. ciao a.

  2. alivento Says:

    forse non sai che, a detta di giacomo cerrai, io ricordo la pizzi
    tu come la vedi ‘sta cosa?

  3. secondo me no, non la vedo, tu sei allegra e giochi spesso con le parole, anche se tratti temi dolorosi. sono più luminose le tue. ciao a.

  4. alivento Says:

    nel senso che sono una persona solare che, non si sa perchè, ha scelto l’ombra? sto citanto a memoria eh

    comunque non la vedo neanch’io questa vicinanza, oserei dire per la limpidezza del senso che IO trovo nelle mie e non in quelle di Marina, ma non lo dico, oltre ad essere una corbelleria non è neanche affatto vero.

  5. alivento Says:

    e poi anto, è vero, gioco con le parole, ma solo ne senso che le lascio affiorare senza pretenderene il controllo pieno di senso, per poi accorgermi che ogni parola è senso ai miei occhi, (orecchie più che altro) richiamo, vissuto, passato, presente, immaginario

  6. le cose migliori si scrivono così, secondo me, poi si sistema il tutto. baci a.

  7. ciao! così hai traslocato su wordpress? non mi è chiaro che cosa sia cambiato, ma va bene, l’importante è continuare!
    ciao,
    alessandro

  8. antonella Says:

    è cambiato che questo è nero e quello era bianco! ciao antonella

  9. alivento Says:

    @ anto, si lo credo anch’io che le migliori si scrivono così

    @ alessandro, è vero, il motivo è che quello era bianco e questo nero! 😉
    in verità il mio cambio blog rappresenta ogni volta una svolta, se non creativa, quanto meno personale, inoltre mi permette di dare un nuovo nome alla raccolta poetica.
    Ti piace il nuovo titolo?

  10. Il sottotitolo apostrofato fa tanto ciociaro “lesson uan”, ma non importa, non farci caso.
    Solo, chissa’ chi fu il figuro che te lo suggeri’.

  11. è stato un amico nobody, credo abbia detto la prima cosa che gli è passata per la mente quando gli ho chiesto un suggerimento per il titolo

    non trovi che assomigli tanto a never mary?

  12. lesson two Says:

    never mary… but always juana!

  13. nero come la notte…sul fatto di ricordare la pizzi, dovrei fare un discorso più articolato, che riguarda la poesia femminile, e non è detto che non lo faccia…
    Ali hai ricevuto il mio pezzo?…dovrei rimandartelo con piccolissime variazioni…

  14. alivento Says:

    Giacomo, ho ricevuto e salvato. ora dovrei fare una scaletta dei sei o sette autori che mi hanno già inviato qualcosa. il tempo c’è e puoi senz’altro rettificare. grazie sempre

    leesson three: Who’s juana?

  15. ciao aluccia! anto

  16. è elegante scrivere bianco su nero. però si può scrivere anche “non elegante” che resta elegante lo stesso. ma così, allora, è facile scrivere una poesia. ma anche una “non poesia”
    (non è una sciarada)

    ciao. presto mi faccio vivo eh 🙂

  17. regola l’orologio che è indietro di sole 4 ore!!!!

  18. non è una sciarada, dice che se anche ciò che si scrive non è poesia, immesso in un contesto elegante appare tale

  19. poi lo regolo, quando ne avrò voglia

  20. ti sento un po’ svogliata 🙂

  21. Non ti ho perso di vista cara amica Vento.

    Nemmeno qui 😉

  22. alivento Says:

    no, ste, non sono svogliata, sono sfinita

    ciao Dan

  23. alivento Says:

    mi fa piacere leggerti qui

  24. io che mi occupo del “finito”, sullo “sfinito” non saprei che dire, se non: riposo, riposo, riposo, 🙂

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