Schizzo

 

Henry  Matisse,  Ragazza con veste bianca su sfondo rosso

Ti fanno stessa e propria

quelle tue brusche chiarezze

scheletriche rigidità

con stranezze scure a chiazze

rosse impure schizzosangue

rampicanti orme lunghezze

anoressiche zampette

le stridenti peculiarità

per scabroso svicolare

oppure il grezzo scandaloso

delle ciglia

che grandinano graffi

a strati a stralci a squarci

vischiosamente avvolti

al verso d’attrazione

e l’ossessione lutto lordata

di neve di carne cadente

liquorosamente.

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4 Risposte to “Schizzo”

  1. così degustata tra le tue somme femmnili – parte e partorita ungulata – commossa inaspettata. ti sono sensualmente debitrice e debacle onorata. eh.
    potrò travasarla? là…
    anche per grazie… grazie.

  2. liberissima di disporne, sua maestà 😉

  3. neve di carne ne sarà onorata, e infatti leggo che già lo è, la poesia schizza e forma schizzo di donna schizzata di pioggia e grandine di improperi ma poi languidamente cadente s’adagia stanca o forse ubriaca s’addormenta

  4. non so se s’addormenta, Anto, certo avvolge, incanta, sorprende, ferisce a volte come una coltellata, rosso di sangue quindi e bianco di neve

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