Acrobat

La manina che sfiora

l’immagine di te

accoccolato sull’acrobat del desk

in sorriso immobile

cravatta.

Che non c’è niente di diverso

quando un uomo è solo un uomo

come tanti

niente che dica altro

valore

una luce

qualcosa che sgorghi

un fiume sacro

corrente dal cuore

divino alleviare

la promessa salvifica

il monte salvatore

insopprimibile sognare

che poi dici è particolarissimo il legame

da oggi e per sempre lì a venire

quasi come sbiadire

dimenticare

che un’altra onda

adesso dolce ti lambisce

il mare

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6 Risposte to “Acrobat”

  1. Ciao 🙂 Ho alcuni dubbi sulla scelta finale (dal “che”) ma il resto mi è particolarmente piaciuto 🙂

  2. alivento Says:

    Ciao, Dario
    io ho alcuni dubbi dall’inizio alla fine 🙂 scherzo, in verità, ne ho sulla prima strofa e sull’ultima parte, quella che lascia in dubbio anche te, mentre mi piace molto la profonda verticalizzazione della parte centrale.
    Grazie, della visita e del commento

  3. credo sia questo il testo a cui ti riferisci, Ali, vero? 🙂

  4. alivento Says:

    già, è il mio trattato di antropologia sul tema…ti piace?
    a proposito bello il tuo avatar in omaggio a bergman!

  5. be’, il mio avatar bergmaniano è attivo da circa 8-9 mesi, quando abbandonai il fiore senza petali. Diciamo che è la riprova della mia ossessione per il grande regista svedese. L’avatar per wordpress invece è tratto dal film di Gondry, L’arte del sogno.

    Asp, trattato di antropologia! 🙂

    non c’è niente di diverso quando un uomo è solo un uomo…

  6. grazie della spiegazione, specie sull’avatar di wordpress, avevo pensato che fossi tu in vestito da lupacchiotto per halloween 😉

    riguardo al trattato antropologico…vocativo, in effetti i concetti di fondo che stanno dentro questa poesia sono:
    assioma: gli uomini sono tutti uguali
    sviluppo: perchè di alcuni pensiamo che abbiano più valore?
    cosa dà valore a un uomo: intelligenza, soldi, moralità, potere?
    qual è il metro di valutazione?
    e poi un diverso e maggiore valore dell’uomo presuppone la sua capacità di salvarci, ne fa un eroe, un condottiero, un dio (o un deus ex machina ;))?
    insomma, il testo più che dare risposte è un coacervo di interrogativi, (qui ne ho esposti solo alcuni); lo definivo trattato con ironia.
    Ehi ma dico, mi vieni a leggere solo quando t’invito? 😛

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