Letargo

Hanry Matisse, Il ratto d’Europa, 1929

Stai cambiando naturalmente

come il tempo

senza chiedermi tempo

o il permesso di andare

come ore di pioggia

di stagioni banali

virate dal gelo al sudare

letargo freddo

i pori ostruiti dal grasso

il gancio di ferro a uncinare

un cammino d’abiti smessi

il silenzio la torre del lago

maschere dagli occhi chiusi

deglutiscono vapore e chiodi

i capelli legati ad anello

intorno alle nocche

fanno un’onda sul volto

pensare davanti a un bicchiere

di birra parlare del nulla

bere

il vento lasciato alle spalle

lentamente divora.

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5 Risposte to “Letargo”

  1. Alessandro Ghia Says:

    >i capelli legati ad anello

    intorno alle nocche

    fanno un’onda sul volto

    pensare davanti a un bicchiere

    di birra parlare del nulla

    bere

    bell’immagine! ben colta!

  2. ciao Alessandro, tutto bene?
    ti ringrazio di questo commento, dell’apprezzamento, di questa poesia però io non so dire niente, è lì e non so neanche perchè.
    a presto

  3. Il tempo e il suo riflesso. Il lento diradarsi delle presenze che il vento prova con leggerezza ad appriopriarsene-
    Michele

  4. Penso ai cambiamenti piuttosto che sono evoluzione lenta e naturale, e al passato che consuma lo spazio che si sarebbe voluto ridurre, accorciare.
    E’ una poesia leggera, dici bene Michele, non c’è livore nè rimprovero, ma tristezza, dolcezza e grande malinconia.

  5. grazie della tua presenza

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