Immaginando plagi

Per corrispondere all’interessante lavoro d’assemblaggio di Carrino qui su un tema così interessante come il plagio, la copia, e l’originalità dell’opera, desidero contribuire con questo mio post all’approfondimento del tema, illustrando concretamente il modo in cui elaboro le immagini. Recentemente ho elaborato un’immagine della quale ho ancora disponibili immagini origine e la bozza di lavorazione; quest’ultima mi permette di illustrare i vari passaggi di lavorazione. Al momento in cui ho intrapreso la lavorazione l’idea è di dedicare un’immagine ad Antonella Pizzo. Il pensiero dominante è che Antonella è una poetessa, la sua chiamata, la sua vocazione alla poesia è nata da un’esperienza traumatica, da un dolore indicibile. Antonella è anche la fondatrice del blog Viadellebelledonne. Cerco nel mio archivio immagini l’immagine di una bella donna e ne trovo una che inserisco qui sotto. E’ un’immagine scaricata da un sito internet due o tre anni fa.

Belladonna 

Predispongo uno sfondo con un software di elaborazione immagini. Lo sfondo è il seguente.

Sfondo 

Cerco con google altre immagini di oggetti che  possano rappresentare il dolore che s’infigge nel cuore: un pugnale, rami di  spine.

Le immagini che seleziono sono queste:

Prima ancora di reperire il pugnale e le spine ho cominciato l’elaborazione dell’immagine iniziale, quella che ho chiamato Belladonna. Ho selezionato una parte (la zona d’acqua) della foto iniziale della Belladonna, mediante uno strumento che tecnicamente si chiama “bacchetta magica”  (seleziona zone omogenee di colore),  e l’ho eliminata, poi ho applicato un effetto artistico.

Il risultato è questo.

 

Copioincollo questa immagine sullo sfondo.

  

Successivamente ho lavorato le immagini delle spine e del pugnale eliminando sfondo e particolari, inclinandole e sfumandole secondo necessità. Ho colorato le immagini dei rami di spine e ho applicato un effetto che dia loro lucentezza. Qui sotto rimpiccioliti e con sfondo nero ci sono gli oggetti, nell’ultimo quadro, il ramo di spine giallo, c’è anche qualche aggiunta di colore che si sovrappone all’altezza del cuore della donna.

 

 

Copio incollo il pugnale ed i rami di spine infissi nel cuore della belladonna. Aggiungo un effetto di luce (riflesso lente) che appaia sgorgare dal petto.

Ed il risultato finale è questo.  

Non mi sembra d’aver utilizzato immagini coperte dal copyright, ma, se anche lo avessi fatto, a mio avviso, aver utilizzato altre immagini per elaborare un’immagine nuova e diversa, con un diverso significato sottostante, con uno sviluppo concettuale che l’anima, per il fatto d’averla realizzata  attuando un progetto, un’idea, per il lavoro speso, per l’ impegno e il tempo necessari, non mi sembra si possa definire una semplice rielaborazione di immagini altrui, perchè questo sminuirebbe il pensiero espressivo sottostante, io lo intendo piuttosto come un processo che utilizza come elementi di “manipolazione” digitale, materiali costituiti da altre immagini digitali di provenienza eterogenea, aventi altro significato, valore rappresentativo ed artistico. Mi sembra  si possa dire il risultato frutto di un processo comunque definibile creativo, generante un’espressione altra, avente un  suo autonomo significato creativo che non viene intaccato neanche dall’eventuale riconoscibilità degli elementi “immaginari” originari. Ritengo che il processo creativo con creazione di un’opera nuova sarà tanto più intenso, l’elemento novità sarà tanto più evidente quanto più il pensiero sottostante che si fa immagine altra sia pensiero innanzitutto e sia distante  dalle immagini origine, dal concetto/intento espressivo in esse manifestato. Per fare un esempio concreto l’immagine della Belladonna era proposta in internet come immagine sexi, quanto di più lontano mi sembra dal risultato d’approdo. Naturalmente questa esposta è la mia opinione, si accettano osservazioni in senso opposto anche esempi  o possibili sviluppi negativi che questo mio modo di vede possa ingenerare.

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14 Risposte to “Immaginando plagi”

  1. le immagini pubblicate sul web dovrebbero essere tutte coperte da copyright (in teoria). in ogni caso, nonostante il significato altro e le rielaborazioni e sovrapposizioni si tratta comunque di plagio (insomma, bisognerebbe essere in possesso del permesso per l’utilizzo delle immagini). e questo per quanto concerne un discorso “legislativo” (per quel poco – ma davvero poco – che so in merito al discorso).
    è un po’ come accade in musica per via dei campionamenti, attraverso i quali gli artisti possono stravolgere brevi frasi melodiche (o qualsiasi tipo di suono) estratte dalla canzone di altri artisti per utilizzarle/combinarle (manipolarle – appunto) nei propri brani. anche se il risultato è assolutamente irriconoscibile dall’originale, si sta effetuando un plagio.
    penso di poter affermare tranquillamente che se fossi un artista mi farebbe piacere che un frammento di qualcosa da me ideato o un’immagine da me creata venissero utilizzati per la creazione di una nuova/altra opera d’arte, ma vorrei poter dare il mio assenso all’operazione e che i frammenti/immagini utilizzati fossero citati.

  2. Virgin, questo post ha una funzione “provocatoria”, nel senso che l’ho scritto con la funzione principale di sentire il pensiero d’altri, esponendo concretamente il modo di operare.

  3. ritengo che, indipendentemente dal modo di operare, poiché si sfrutta qualcosa non realizzata da me per creare qualcosa di nuovo, quel qualcosa di partenza non realizzata da me vada evidenziata e menzionata.

  4. VP, accolgo la tua osservazione e la ritengo fondata. Adeguerò il mio modo d’operare citando le immagini origine attraverso i link.

    Ora però quello che vorrei capire è se qualcuno concorda con la mia idea o se comunque si debba parlare di plagio, evidenziando l’accezione negativa che l’uso di questo termine comporta.

  5. tempo fa ho scoperto che a qualcuno quello che io “creo” dice qualcosa in linguaggio addirittura ultranazionale.

    sorprendente vero?

    è una delle immagini sopravvissute in rete del mio frammenti di vento oramai mezzo demolito, da notare che per quel sito ho selezionato l’opzione che lo esclude dai dragaggi dei motori di ricerca

  6. be’, secondo me se propongo un’opera d’arte che comprende (anche) minime parti di altre opere d’arte (seppur manipolate) senza l’autorizzazione dell’autore originale si è di fronte a un plagio (indipendentemente dalla forma/contenuto altro che esse assumono).
    nel caso specifico la rielaborazione d’immagini altrui (semplice o meno che sia) è senz’altro un processo creativo (per me anche notevole) ma non completamente frutto del proprio ingegno perché sfrutta del materiale già esistente che tu sei andata a selezionare sapientemente affinché fosse il più vicino possibile alla tua idea (insomma, non hai fotografato tu la donna, non hai disegnato/fotografato tu il pungale etc..).
    questa la mia opinione. 😀

  7. questo link mi sembra utile al dibattito che conduciamo solo io e te 🙂

    http://www.dirittoproarte.com/leggiaut/plagio.htm

    lo leggerò con attenzione e rileggerò anche lo scritto su VDBD ed i suoi rimandi, è un argomento che m’interessa e desidero approfondirlo.
    naturalmente occorre leggere anche la legge sul diritto d’autore.

  8. mi chiedevo dove sta la tutela del diritto d’autore nei milioni di video, migliaia di presentazioni che circolano in web e riportano foto senza nessun riferimento all’autore.

  9. La verità è che finchè non vi sono in gioco aspetti economici il problema plagio e anche quello di violazione del diritto d’autore si ridimensionano alquanto. Nel senso cioè che non è altrettanto evidente la lesività.

  10. ma il decollage allora è un plagio totale, visto che opera solo con frammenti altrui…

    comunque il problema esiste.

  11. Stefano, la materia mi sembra un magma in ebollizione.
    Comunque prudenzialmente sto assumendo opportune iniziative.

  12. Quando osservo lavori di questo tipo e leggo opinioni del genere, resto sempre e comunque allibita. In questo modo siamo tutti bravi, è così difficile farsi delle foto da sè che è necessario prendere quelle di altre persone per trasformarle in “altro”?
    Non capisco questo atteggiamento comodo e parassitario. Io non prenderei mai seppure in prestito, immagini scattate da altri, non ne vedo il motivo. Questo mio atteggaimento è dettato da una forma di rispetto estremo verso il lavoro altrui, anche perchè mi darebbe veramente fastidio che qualcuno spulciasse tra i miei lavori per servirsene come più gli pare. Oggi sembra così semplice fare gli “artisti” con la roba altrui, troppo faticoso mettersi seriamente a lavorare su un progetto

  13. Alessandra copio ed incollo questo commento nel mio prossimo post e ti rispondo in modo articolato.
    Ti ringrazio di darmi lo spunto per chiarire meglio la mia posizione in argomento.
    Infine mi piacerebbe che mi lasciassi il link per curiosare tra i tuoi lavori.
    Prometto solennemente che non ne farò nessun uso abusivo! 🙂

    bye

  14. […] Immaginando plagi 2 Ho trovato oggi un commento di Alessandra ad un vecchio post di questo blog dal titolo “Immaginando plagi” […]

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