Alle betulle

 

Alle betulle frana e

rotolando pietre viene.

Lei che s’appiglia alle costole ferite

che alla vita s’apre

per il bastardo unicorno sopravvive

bagnandosi il corpo di candore

inanellando corde come bende

penzolanti

rovistando a piene mani

l’unto

nel covo succulento del dolore.

Lui che si avvinghia alle ginocchia

di vapore suda sostantivi

la trattiene scorticando temi

sulla brace ardente del volere

alla frutta preferisce il dolce

languore di un bacetto

di nascosto dato

che rosso batte il tempo

del piccolo piacere.

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32 Risposte to “Alle betulle”

  1. Anche questa foto è mia eh, e la poesia pure.

  2. ma certe parole, tipo “sverginando” sono proprio necessarie?

  3. la vedi la televisione gugl? trabocca sesso e cattivo gusto. certo che sono necessarie certe parole, gugl, che si veda come stridano, che si legga come s’usino per impressionare, attirare l’attenzione.
    tu senza quella parola non avresti detto una parola.

  4. e poi per dire la verità, è nata così, nel bene e nel male, non devo giustificare la mia poesia (e nel caso, la giustificazione è quella sopra e suona più come un’accusa) e soprattutto qui il termine non ha senso sessuale, ma significa nel contempo, svolgere, esporre, manipolare ed alterare.
    Non sono riuscita a “scarnificare” nessun verbo migliore per dire tutto questo, se me ne trovi uno che nel suono e nel senso si adatti, sarò lieta di assecondarti in questa tua lezione di corrispondenza tra voce interiore che (tu (solo?) giustamente) intendi e voce pubblica.

    baci cari

  5. a me le donne piacciono con la bocca pulita. sarà che sono un sentimentale.

  6. la boccuccia di rosa? :))

    a me invece piacerebbe un mondo pulito non da parole, ma proprio pulito, mondo, buono oltre qualunque parola

  7. le betulle possono raggiungere i 30 metri d’altezza.

  8. posso capire il “manipolare” e l’ “alterare” [per sverginare], ma “svolgere” ed “esporre”?

  9. sv e sv caro vp, e poi esporre è l’ opposto di nascondere preservare, per il resto fai tu, cioè trovami un termine alternativo ed io provvederò a modificarlo, d’altra parte, se la mia poesia non piace, anche per un solo termine, io non posso farci niente.

  10. 30 metri d’altezza….però niente male :)))

  11. antonella Says:

    abusando

  12. ho cambiato il termine perchè non si dica mai che non ascolto gli amici :))
    buona notte

  13. antonella Says:

    ah l’hai cambiata, non me n’ero accorta, mi sono scervellata una serata
    🙂 e poi dici che non ti sono amica

  14. il mio non voleva affatto essere un invito a cambiare il termine, ci mancherebbe altro! 😉
    semplicemente non riuscivo ad associare “svolgere” ed “esporre” a “sverginare”, tutto qui.
    la poesia non mi piace, ma non c’entra niente con lo “sverginare” (non mi piace, perché nel leggerla non m’ha colpito, null’altro – ma io sono un pessimo lettore e di poesia, poi, ne capisco davvero poco, per cui… 😉 ).

  15. VP, tranquillo la poesia non piace neanche a me.

  16. Antonella, chi l’ha mai detto questo? cioè che tu non mi sei amica… forse tu stessa? forse in forma dubitativa? magari con un mah finale?
    Ecco sì così mi pare di ricordare. Io mai (rin)negata questa amicizia.

    caramente

  17. ri VP, a me però piace la foto :PP

  18. e mi è concesso dire che, invece, in completa, totale, piena sincerità, a me, questa poesia, piace un botto! ha stile! ha un fluire sensuale e azzeccatissimo rispetto al tema!

    il mondo è pullula di puritani mimetizzati! non darci peso! in questo caso non ci sono santi nè madonne! questa poesia c’è. c’è ed è piena e completa, dall’inizio alla fine!
    bella, ali, davvero, ed io non parlo per nulla! a me ha detto qualcosa, a me ha parlato e mi sento in dovere di difenderla per te.
    un bacio! 🙂

  19. Piccola Patty, (non tanto piccola oramai) hai coraggio da vendere, se non ti fai spegnere dalla voglia di bruciare, le tue scarpette rosse ti porteranno lontano.

    un abbraccio in completa totale piena sincerità

  20. per finire torno a rispondere a VP.
    Non importa se le mie poesie piacciono o non piacciono a me a te o a chicchessia d’altro. Sono perchè devono essere e tanto basta perchè siano.

  21. vedi come non si sente la mancanza di quella parola? adesso togli “bastardo” o spostalo prima del sostantivo (dà un ritmo migliore).

    e vedi che, leggendo le tue poesie, comincio a capire come si scrive una poesia?

  22. vabbè mc, se me lo chiedi così umilmente, a ME la grande spoetessa, tu che non capisci un’acca di spoesia, eccerto che t’accontento.

    Eseguo.

    poi che fai mi pubblichi su qualche antologia? 😛

  23. sono un po’ un fuoco di mio, ma la voglia di bruciare è un po’passata… magari ci sopravvivo a me stessa! 😉
    …e tu ali, invece, più convinta di quel che fai! l’umiltà è una bella dote, che a me, un po’manca, ma, alle volte, bisogna saper tenere la testa alta nonostante tutto e tutti!!! 🙂

  24. Come dirti patty che non me ne importa nulla?
    E non per questo piego la testa, non me ne importa nulla e basta. Sono grata anzi a chi spende due righe per me, due parole per dire ho letto.
    La mia testa la mantengo alta altrimenti, con la scelta selvaggia e autolesionista di non pubblicare e di non dire chi sono.
    Quanto scrivo è destinato a morire, non val la pena di difendere alcunchè.

  25. mi chiedevo piuttosto la simbologia dell’unicorno come viene letta da chi legge?

  26. va bene ali… rispetto la tua scelta.
    ora…beh…il bastardo unicorno… a me pareva chiaramente il sesso maschile… ma ora che domandi… mi sorgono dei dubbi.
    se si tratta del fallo… beh… sarebbe coerente con la mia chiave di lettura!
    tu che intendevi?

  27. ah ah ah patty, adoro la poesia…ed anche te.
    L’unicorno è il bisogno di purezza. E sai perchè adoro la poesia? per le mille possibili letture che permette. E perchè adoro te? Per la tua chiave di lettura.
    Per inciso. Mai passato per la mente di chiamare il fallo unicorno, sono sempre in tempo però a metaforizzare in questo senso in futuro. :)))

  28. da wikipedia

    “Nella simbolica medioevale l’Unicorno era descritto come animale piccolo (a rappresentare l’umiltà) ma invincibile. Simile nell’aspetto ad un cavallo bianco, simbolo di nobiltà e purezza, era provvisto di un solo lungo corno in mezzo alla fronte a simboleggiare la penetrazione del divino nella creatura. Unendo la potenza della spada divina alla purezza di un manto immacolato, l’unicorno ( o liocorno )rappresenta la Vergine fecondata dallo Spirito Santo. Nel simbolismo cristiano l’animale mitico simboleggia quindi l’Incarnazione del Verbo di Dio che prepara la strada all’avvento del Vero Re.”

  29. notato che sia per lui che per lei ho disposto nel testo nove versi?
    è un equilibrio voluto
    peccato che non (ri)passi gugl di qui, sono certa che lui questa attenzione formale l’ha notata :))
    come si chiama una strofa di nove versi? novena? :DD

  30. ….che ci posso fare? però la mia reggeva bene lo stesso! ……dopo tutto…..sempre di corno si tratta! 🙂

  31. lo sai patty, una delle cose che ho imparato è che la poesia, nella mente del lettore, è libera di fare la strada che vuole.

    grazie di leggermi, quindi, sempre liberamente
    e un bacione di buona notte

  32. ….mi piace che mi sia concessa questa libertà…….leggere di ciò di cui mi va di leggere!
    un bacione!

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