Agli ipocriti

Adesso mordo

come un cane mi rivolto contro

e mordo

che nelle fauci fantastiche

un pezzo delle natiche

e il tuo cappotto mi restino

attaccati

che neanche uno stecchino

a scorticare mai li possano staccare

che non c’è niente da rimproverare

tutti santi siete

santi

moralmente ineccepibili

e puliti

niente colpe e sangue

mai lesioni

che non c’è cosa che di male

mai facciate

e se sputassi

con la faccia stupefatta dallo sputo

guardereste il cielo

allargando le braccia di pazienza

che follia è la rabbia

che impazzita è la cagna

e tutti innocenti sussurrando

tra le bocche sporche di letame

passereste l’ordine di scuderia

sparate al cuore alla selvaggia

e così sia.

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23 Risposte to “Agli ipocriti”

  1. naturalmente io non c’entro, vero?
    e se c’entro, sappi che non sono in nessuna congrega o casta
    e sopratutto che non sono innocente. Questo no, per fortuna.

  2. bel post compli menti :))

  3. Perchè me lo chiedi gugl? hai dei dubbi? sensi di colpa? l’innocenza non è di nessuno oltre una certa età, certo la reponsabilità di qualcosa abbiamo, qualunque cosa sia in cui abbiamo fatto, omesso, detto, taciuto.

  4. quanto al fatto che tu sia lupo solitario, lo so, lo sono anch’io ancora di più

  5. sì lefty, grazie, lo penso anch’io che sia un bel post, una grande potenzialità rabbiosa che piega la parola e scaglia pietre.
    qualche anno fa era potente questo bisogno, adesso molto meno.

  6. Alessandro Ghia Says:

    così è la vita! questo è un mondo di furbi, che però spesso sono dei furbi molto stupidi!
    ciao,
    alessandro

  7. E perchè mai non dovresti mordere ?
    Guai a lasciare sopito lo spirito critico.
    Si darebbe modo alla stupidità, alla furbizia, alla tracotanza di tracimare dalle loro sedi naturali che pure lasciano indenni spazi veramente esigui quale questo. Un caro saluto.

  8. quante parole giuste, ali cara!

    perchè il Gugly ha questi strani attacchi di senso di colpa? 🙂

  9. non so Patty perchè il guglino nostro abbia questi dubbi.
    ma tu certo lo sai che “excusatio non petita accusatio manifesta”.

  10. è vero evento, in anni e anni da blogger non ho mai avuto esperienza di tracotanza, arroganza, flames, troll e simili.
    penso che il mio sia un blog sufficientemente ai margini per non sollevare nessuna di queste reazioni

  11. Furbi, bugiardi ed ipocriti.
    Da quando ho accettato di convivere con essi, ho accettato, un modo d’essere di una grande fetta dell’umanità. Il risultato è stato un salto di tolleranza e di qualità dell’approccio umano.
    E’ chiaro che questo vale per forme di ipocrisia e menzogna modeste, quelle motivate dal desiderio del quieto vivere o dal tentativo di approfittamento moderato, poi ci sono gradi crescenti di menzogna ed ipocrisia fino al raggiungimento di forme abiette.
    La ratio dell’acettazione è stata che ogni uomo va per la sua strada ed il bene che fa gli torna indietro ed il male pure. Non so se sia del tutto vero ma questo vedo che accade e dunque ho fiducia che lo sia.

    La poesia invece all’opposto è un saggio della mia capacità di rivolta.

  12. ma non in questa vita! qui non torna niente, allora chi ha avuto del male da questa vita lo ha avuto perchè ha fatto del male a qualcuno? si dice invece fai bene e scordalo. comunque a volte sia noi che permettiamo agli altri di farci del male. ciao! 🙂

  13. è vero antonella i conti non tornano, ma un’altra mia idea è che noi i conti non li sappiamo fare, perciò ho fede :)))

  14. un’altra ancora è che ciascuno paga alla vita il suo tributo di dolore

  15. al solito senza alcun senso intervengo (spero comunque in maniera ben accetta), postando il testo di un brano dei Pearl Jam (tradotto – non da me – in italiano):

    Uno… Due… Tre… Quattro… Cinque contro uno
    Cinque… In cinque contro uno
    Mi torturate
    Mi rapite dalla strada.
    Preferirei stare… Preferirei stare con…
    Preferirei stare con un animale.
    Perché volete ferirmi?
    Così spaventato dal vostro dolore
    Preferirei stare
    Con un animale

  16. Non sei fuori tema VP, non avevo pensato al branco contro, ma questa tua lettura mi piace, è di grande sensibilità.
    Apprezzo il fatto che tu abbia immaginato il senso d’impotenza e di accerchiamento di chi cade vittima del branco e che abbia letto tra le righe il “dolore animale”, il dolore delle bestie che capiscono da dove arriva il male, ma non sanno teorizzarlo, non sanno predisporre difese concertate per difendersi e ne sono vittime impaurite che si difendono con gli strumenti forniti dalla natura, peraltro assolutamente inefficaci contro le strategie malefiche concertate dalle intelligenze organizzate.
    Insomma nell’ambito umano (e non) siamo ancora all’homo hominis lupus?

  17. una rabbia da tutti i pori, a denti stretti. così la leggo. coi denti stretti della rabbia… in quelle ripetizioni che sono la doppia B di rabbia, e la R … e ogni suo corpo.
    wow…. e nn sai quanto la condivido. tutta.
    ti bacioooo

  18. rabbiosissima Francesca :))) come hai ragione!
    io mi rendo conto che questo mio scrivere è lontano mille miglia da quello che oggi è ritenuta grande poesia, eppure, ogni volta che rileggo c’è dento queste mie tanta potenza da scardinare le nuvole dal cielo 🙂

    grazie tantissime dell’affetto innanzitutto

  19. ma perchè tu credi alel etichette?
    io no … e ancor meno a ciò che va di moda nella poesia, che se mi lasciassi influenzare da queste cose, io non cscriverei più
    Quindi, che si segua il cuore .. arrabbiato, amoroso, o solo che sia … che poi se la “sublimazione” arriva … è poesia. 🙂

  20. Che se la sublimazione arriva…è poesia
    perchè tu pensi che sia la sublimazione che fa di una scrittura poesia? io no

    In effetti non è un problema di mode, Francesca è un problema di fine percorso, fine crescita. Adesso cerco teorizzazioni ulteriori del mio essere non essere, un altro tipo di crescita.

  21. no no …
    certo che non è solo questione di sublimazione, ma senza di quella, di certo è un foglio scritto. non poesia.
    Bacissimi 🙂

  22. o meglio, tornando alla sublimazione, se con questa parola intendi quella grazia, quell’afflato che soffia le parole con grazia poetica allora sì, hai ragione, se la sublimazione è l’innalzamento agli altari della gloria, allora vale quanto ho scritto nel commento sopra

  23. Oh Francesca non avevo letto il tuo commento sopra e mentre io scrivevo il mio, vabbè ci siamo capite.
    scrivere scrivere scrivere, quando si ha voglia, quando nasce la parola, quando s’impone, s’impenna, quando trabocca e scappa, vomita e si getta. :)))
    e poi la grazia o la sublimazione che la riveste, se c’è, ne fa luce nel buio

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