Nota sulla metapoesia “Attraverso”

Su questo blog, due post fa, ho postato la poesia “Attraverso”, successivamente l’ho proposta qui sul blog Ibridamenti  come contributo al dibattito “sulla poesia e la possibile intrepretazione univoca della poesia”. La nota che segue riprende un mio commento nell’ambito del dibattito che ne è seguito.

Con la metapoesia “Attraverso” ho inteso dimostrare praticamente, come spesso, non sempre, non esclusivamente, ho condotto le mie “relazioni poetiche” e non, con il mezzo virtuale.
Nell’on possono essere stati primum movens della scrittura: la lettura di un commento, di un blog, di un articolo, di una poesia, uno scambio epistolare, oppure, nel reale (off) oltre a stimoli simili a quelli dell’on, il vissuto, un film, una notizia di cronaca, un episodio umano specifico, personale e non, comunque coinvolgente, anche solo spiritualmente, oppure le riflessioni d’esperienza, le conclusioni di saggezza, il quotidiano, il sentire doloroso, i flash d’immagini, i versi chiave, gli incipit che si formano in mente improvvisamente, il desiderio spinto fino all’anelito d’indicibile, all’inafferrabile.
Tutto questo ed altro ancora ho scelto di esprimerli per parola poetica nella convinzione che, sol che si voglia prestare attenzione, la poesia possa dire molto più di mille pensieri, un trattato, un saggio, nella convinzione che essa dica l’essenza composta di tutto quello che è l’esperienza, l’inventiva, la potenzialità imbottigliate/compresse/macerate intimamente, con la speranza che essa, nella sua capacità di ricerca interiore, possa lenire l’attraversamento della soglia, quel vivere al di sotto della vita, il buio che guarda il deserto, lo smarrimento esistenziale, l’alterazione delle coordinate spazio vitali, quel “cielo d’inferno celeste” che almeno una volta, anche solo confusamente, abbiamo intravisto per sospensione sul barato tenuti solo per un filo.
In poesia si perdono il sotto e il sopra, il prima il dopo, il legame rigoroso sintattico, la grammatica, i vincoli. La poesia srotola la parola, dal fondo gonfio del tumore sgorga la linfa della frattura, quella che, in un momento imprecisato, per singoli microsconquassi, o per uno o più eventi traumatici profondamente lesivi, ha inciso lo spirito.
Per il declivio (ipotenusa) precipita la frana, s’apre la spaccatura da essa fuoriesce la singola vita, la propria, proprio quella, ogni più piccola stilla, del poeta.
La poesia è anche risacca, un andare e venire da uno spazio mentale, a riprendere il respiro nel fondo di sofferenza, come se quella provata, la potenzialità abnorme di provare ripetitivamente dolore, sia l’alimento per la sopravvivenza a venire, e nel cuore (non cuore) del poeta ad ogni viaggio legato al momento creativo c’è ulteriore apertura e illuminazione.
In poesia si raschia il fondo nel fondo più fondo, d’ogni pensiero, si legano la bocca e l’interno in cortocircuito cerebrale. Questo processo è analogo, credo, in ogni creare, del pittore, del poeta, dello scrittore. La mente nel miscuglio di consapevolezza e di inconscio trascina le parole nel processo di espressione, poi il mestiere, cioè l’abilità acquisita di modellare la materia parola, permette il resto, cioè la composizione/perfezionamento dell’architettura in suono/verso.
Per questa ragione non c’è spiegazione univoca alla poesia della singola poesia, quello che invece è certo è che dentro, in una poesia, ma ancor di più nell’insieme di poesie, c’è una consegna di un corpo,di un’anima.
La poesia rende ai lettori il corpo e l’ anima dei poeti.

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7 Risposte to “Nota sulla metapoesia “Attraverso””

  1. dove posso leggere “attraverso”?

  2. gugl è la poesia che ho postato qui appena due post fa. tuttavia ora aggiorno questo post con il link a ibridamenti dove ho postato la poesia in un apposito post di contributo e dove a seguire s’è svolto il dibattito in commenti che contiene anche questo commento, uno dei pochi miei che ho voluto proporre eccezionalmente anche qui.
    una buona notte.

  3. Aver conosciuto anche una parte di te:
    ecco un buon motivo per avere un blog.
    Grazie e buon tutto.

  4. tu sei lo stesso bestiO che frequentava poesiaespirito ai suoi albori, vero?

    scrivi bene, ed a anche di più, mi ricordo, sarà un piacere vivisezionarti come cavia :)))

  5. mioddiochememoria!
    e che sadismo!
    . . .
    😀

  6. Anche quest’anno i miei auguri all’altra metà del cielo s’accompagnano a versi di donna, un omaggio ed un pretesto per riscoprire qualche bella rima.
    A tutte auguri.

    Mi sono innamorata
    delle mie stesse ali d’angelo,
    delle mie nari che succhiano la notte,
    mi sono innamorata di me
    e dei miei tormenti.
    (Alda Merini)

  7. la memoria m’assiste, finchè non m’inganna
    a presto

    Antonio, quest’anno auguri narcisi al femminile. Grazie.
    un caro saluto

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