Archivio per maggio, 2008

Senza meta 9: il blog di Diotima

Posted in segnalazioni on maggio 31, 2008 by alivento

Su Viadellebelledonne, la mia segnalazione “Senza meta”, al suo nono appuntamento, è dedicata ad un blog d’immagini e parole poetiche: il blog di Diotima.

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Barlume

Posted in radici, vuoti with tags , on maggio 26, 2008 by alivento

A Paola

 

Cosa c’è che non potrei?

Qualunque cosa io volessi

io dissi io vissi

morirei

 

Muore anche un poeta

con la grazia in cuore

lieve dei biscotti

e delle cose buone

ricordando per esempio

la semplice alternanza

del riposo e del lavoro

che ti fa sentire bene

 

Modellare vasi con l’argilla

impastando libri e cardi

sporcandosi le mani.

 

Senti invece come il mondo soffre

di scaffali irraggiungibili

incapace di resistere ai ricordi.

 

Le castagne mezza nuvola

i boschi il buon umore il vento

di una volta d’amicizia calda.

 

La resa ai giovani grintosi

non capire di loro una parola

la malinconia infinita

che spegne in bocca il pane

della voce.

Ho voglia di scrivere

Posted in percorsi, segnalazioni on maggio 25, 2008 by alivento

In verità voglia di scrivere non ne ho, ed allora leggo chi dice: “ho voglia di scrivere” e di voglia e talento ne ha davvero, come Silvia Zanetto. Di questa autrice, col suo permesso, propongo (conservo) qui un racconto che mi è molto piaciuto: “Gianna”.

GIANNA  

Gianna non mi ha più scritto.

Da quattro giorni ormai.

Accendo rabbioso il computer, raggiungo irrequieto la finestra gettando al di là del vetro inutili occhiate, maltrattando il mouse scovo per la quinta volta la casella della posta elettronica. Mentre maledico la lentezza di quest’arnese obsoleto che ho in ufficio, mi preparo all’ennesima sconfitta: “nessun messaggio nuovo”, mi ripeto concitatamente. “Nessun messaggio nuovo” .

“Ricezione posta in corso” recita invece lo schermo indifferente.

Mi sudano le mani. Ma non può essere Gianna, lei non mi scrive più da quattro giorni. Inghiotto a fatica un po’ di saliva, ma la gola è secca. Eccoli, i messaggi: tre mail di lavoro, due spam.

Gianna non mi scrive più da quattro giorni.

Scomparsa, inghiottita in un buco nero e profondo, dove forse finiscono tutte le stelle che implodono in questo grottesco universo parallelo che è la Rete.

 

Da più di un anno ci scrivevamo ogni giorno, anche più volte al giorno.

Non che io fossi un patito di Internet, tanto meno delle chat. Ci ero capitato per caso, cercando una via di fuga dalla solitudine nera in cui la mia vita mi aveva scaraventato. Era successo dopo una delle tante inutili serate trascorse schiacciando a caso i tasti del telecomando, sbattuto sul divano in compagnia di una birra.

“Tappetovolante”, “Bucaniere82”, “Babydoll”… mentre rimuginavo sarcastico sulla stupidità dei nickname dietro cui la gente si nasconde nelle chat, il suo mi colpì immediatamente nella sua evidente semplicità.

Gianna.

Soltanto Gianna.

Subito entrai in contatto con lei, sforzandomi di controllare l’emozione che mi faceva traballare i caratteri sullo schermo, l’ansia di raccontare, di dirle tutto subito e riempire il silenzio degli ultimi due anni.

No. Non dovevo rischiare di spaventarla, proprio ora che…No.

Due colpi di mouse ben assestati e l’ ansia frenetica con cui mi ero apprestato a scrivere era stata cancellata. Autocontrollo, mi imposi fermamente. Autocontrollo.

Ripresi a scrivere con più calma, con un tono cordiale e argomenti adatti a una conversazione da salotto: lavoro, libri, musica, cinema… non so se ci si debba comportare così nelle chat: era la mia prima esperienza. Ma funzionò. Mi rispose, e dopo solo qualche giorno ci scambiammo le mail private e abbandonammo la chat.

Si firmava sempre “Gianna”, e anch’io uscii un po’ allo scoperto, firmando col mio nome di battesimo: “Paolo”.

Nessun riferimento al passato, no, ma non avevo alcun dubbio che fosse lei: Gianna. Non era la sua voce quella che sentivo, quando leggevo le sue mail, non era il tintinnare della sua risata da bambina? Non era il profumo del suo shampo alla vaniglia quello che ritornava a ondate, come quando le accarezzavo i capelli?

L’avevo ritrovata, ne ero ormai certo.

Anche gli altri, a poco a poco, si erano accorti del mio ritorno alla vita. Mia madre, timidamente, aveva preso il coraggio a due mani per chiedermi se per caso mi vedevo con qualcuna; i colleghi si erano meravigliati quando, dopo tanti rifiuti, avevo nuovamente accettato di andare con loro alla partita.

Ogni sera la mail di Gianna era lì, ad aspettarmi. Ci raccontavamo come avevamo trascorso la giornata, le piccole noie e i contrattempi quotidiani, qualche episodio buffo… del passato mai. Ma a me bastava sapere che lei, in qualche remoto angolo dell’esistenza, ancora esisteva e mi cercava. I suoi grandi e dolci occhi scuri spalancati sulla vita in un eterno stupore, la curva morbida del suo seno fasciato in una maglietta azzurra, le gambe tornite e abbronzate messe in risalto dai calzoncini corti, durante le nostre pedalate estive… “Ricordi Gianna, ricordi…?” avrei voluto scriverle. Ma avevo paura.

La nostra corrispondenza si fece più fitta: ora ci scrivevamo anche durante il giorno, dall’ ufficio.

Iniziai a parlarle dei miei colleghi, degli amici: persone che lei aveva conosciuto. Era impossibile, ormai, che non avesse capito che Paolo ero io. Ma volevo che fosse lei la prima a parlare del passato, a ricordare…

Avevo evitato accuratamente anche di parlare di luoghi: non le chiesi mai da dove mi scrivesse, non volevo saperlo. Lei viveva per me, in un mondo indistinto, sospeso tra realtà, sogno e ricordo. Semplicemente, viva, tra le mie braccia.

Tutto questo durò per circa un anno: un anno di attese mai deluse, di amici, di cravatte nuove. Ripresi persino ad andare in palestra e a mangiare con l’appetito di prima, mentre mia madre mi spiava speranzosa, senza capire che cosa mi stesse succedendo, visto che la sera non uscivo quasi mai.

 

Poi, quattro giorni fa, Gianna mi ha scritto quella strana mail:

Non sarebbe ora che ci scambiassimo le fotografie? Mi piacerebbe dare un volto all’amico virtuale con cui chiacchiero ogni giorno… E tu, non sei curioso di vedere come sono?”

La costernazione mi ha raggelato. Come poteva ancora fingere di non avermi riconosciuto? Che fotografie voleva che le mandassi, se ancora dopo un anno si intestardiva a fingere che non ci fossimo mai incontrati?

Ho mandato all’aria ogni residuo di prudenza e le ho risposto di getto:

Gianna, piccola mia, come puoi chiedermi una cosa del genere? Io so già come sei: ho decine, centinaia di tue fotografie! Ricordi quella che ti ho scattato quattro anni fa al mare, quella che ti piaeva tanto, coll bikini rosso? …Amore, è ancora qui, sulo screesaver del mio computer di casa. E in ufficio ho quella col vestito azzurro e il cappello di paglia…”

Sono andato avanti a scrivere per ore, una mail lunghissima in cui ho riversato il silenzio di due anni e tutti i segreti sottintesi alla nostra lunga corrispondenza. Sono stato banale, ricordando il primo bacio e il primo appuntamento; retorico, ripetendo tutte quelle frasi con cui da secoli gli amanti annoiano le amate lontane; asfissiante, tempestandola di domande e richieste sempre più pressanti… Insomma, sono stato tutto quello che un uomo può essere per esasperare una donna, lo so. Ma ero come posseduto da una furia e non potevo smettere, ormai travolto dal vortice dei ricordi che mi volteggiavano intorno, come  usciti da un vaso inopportunamente scoperchiato.

 

Gianna non mi ha più scritto.

Da cinque giorni, ormai.

Stasera non accenderò il computer, tornando a casa. Non ci saranno mani sudate, tremore, ansia, non ci sarà disillusione.

Perché Gianna non risponderà più.

Inghiottita per sempre, una seconda volta, nel buco nero dell’ignoto.

Perché io non so dove sia, in un mondo virtuale o parallelo, o forse – ma non lo voglio nemmeno pensare – nel nulla…

Una volta credevo, ora non lo so più.

Mi sono anche illuso, in questi ultimi mesi, che con le nuove tecnologie anche loro avessero trovato un modo diverso per tornare.

Ora non lo credo più.

Osservo ad una ad una le tante fotografie che ritraggono Gianna e, per la prima volta dopo un anno, intravedo un’ombra dietro il sorriso radioso sul suo volto abbronzato; lo sguardo splendente trascolora, fino a trasformarsi nel viso di una Gianna pallida, con gli occhi lucidi, che stringe al petto un pacco di reperti di laboratorio e radiografie, con le labbra tremanti e il capo chino, che fa cenno di no…

 

Da qualche parte, non so dove, un’altra Gianna – non la mia – seduta davanti al computer, con la casella delle mail vuota, si starà chiedendo come ha potuto per un anno scambiare quotidianamente messaggi con un pazzo e non rendersene conto.

Magari, tra qualche giorno proverò a scriverle e le spiegherò tutto. Forse mi risponderà.

O forse no…

 

Movie fragrance

Posted in estetica, lucigrafie, pubblicazioni, scarti, segnalazioni, virtu-ali on maggio 17, 2008 by alivento

Questo post è dedicato all’ultimo video creato per il concorso emporio armani. Eccolo.
Per questo video ho creato e utilizzato oltre 140 immagini, per partecipare al concorso con le mie 4 creazioni ho elaborato oltre 300 file. Conclusa questa piacevole fatica spero di potermi lanciare in nuove imprese…altrettanto “inutili”. 

 

Soffio

Posted in lucigrafie on maggio 17, 2008 by alivento

Ibridincontro

Posted in segnalazioni on maggio 13, 2008 by alivento

Se passate da Venezia il 17 maggio, (ed anche se non passate da lì, andateci apposta) c’è il convegno di Ibridamenti, una cosa interessante per progetto, sviluppo e speranza. Per saperne di più leggete qui.

Buona ibridazione a blogger, accademici e partecipanti tutti.

Movie mix

Posted in percorsi, segnalazioni, virtu-ali, voli on maggio 7, 2008 by alivento

Per il concorso Emporio Armani Parfums ho intitolato “Movie mix” un video da me elaborato visibile a questo link:

http://www.emporioarmaniparfums.com/contest/home.html?market=it-it&location=gallery/4db74899-dd33-41dd-babe-7a3f3a0a0267

e questo è il “concept dello story board”

ritmo e movimento di flash rapidi in contrasto, nero e bianco, maschile e femminile, la mescolanza dei colori, la fusione degli opposti origina fragranze racchiuse in forme cilindriche essenziali.