La fuga

Con questo microracconto ho partecipato a “Elogio della fuga”, una raccolta di racconti a tema promossa da Stefano Mina qui.

Fuggiva senza inseguitori. Fuggiva ed in quel correre vorticoso fendeva l’aria fredda a finire della notte, i vapori della terra, le fronde degli arbusti, i respiri della nebbia. Il sudore scendeva in rivoli gelidi lungo le tempie le guance, la bocca, il collo proteso, la schiena in avanti. Le mani a pugno scalciavano colpi nel vento. Un ritmo di corsa, un soffio d’affanno. La fronte contratta in quella ruga traversa a spezzare la pelle ancora soda compatta. Sulla schiena uno zaino malandato, liso al cordolo di contorno e quasi vuoto. Dentro una borraccia, mezzo toast rosicchiato, un pacchetto di fazzolettini. Non aveva soldi con sé, né libretto d’assegni, né carta di credito. Non una chiave.
I piedi battevano un tempo veloce, le scarpe di marca consunte donavano ancora al polpaccio una spinta d’elastico molle. Pensava al momento dell’acquisto, era grato alla commessa del “Pentatlon”, brutta come uno scorfano, ma così gentile, che l’aveva brillantemente consigliato. Non aveva badato a spese allora, ma ora di questo acquisto era pienamente soddisfatto. Gli tornavano utili scarpe così. Robuste, leggere per correre in fretta, per chi non poteva fermarsi, per raggiungere il cielo in quel punto lontano.
Aveva bisogno di correre. Era un fatto vitale. Seminare ogni angoscia. I pensieri alle spalle non gli davano tregua. La moglie depressa, il capo villano. Uno stronzo perfetto da augurargli ogni male. Lo isolava dal gruppo dirigenziale, lo rapinava di idee, succhiava il suo impegno senza riconoscergli merito e soprattutto l’aumento. Aveva bisogno di quei soldi. Progetti grandiosi. Una barca: almeno otto metri, un appartamento più grande, cambiare l’arredo e un’ amante da sogno.
Gli piaceva sognare, scaricare nel sogno ogni tensione, la corsa batteva il tempo dell’immaginazione. Non c’erano inseguitori, solo la vita, nel suo solito scorrere, mordeva il suo cuore.
Alle sette, tra appena mezz’ora, avrebbe dovuto essere pronto: giacca, cravatta e davanti un’altra dura giornata da direttore.

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2 Risposte to “La fuga”

  1. Beh… scrivi davvero bene!

    PS: Perdona ma io non ho MAI ricevuto quel pvt di cui parlavi:-((
    …. comunque: tutto a posto! Hai scritto uno dei più bei post a me dedicato… sono ancora commosso delle tue belle parole!! Grazieee
    :-DDD

  2. Grazie VP, se avessi tu una rubrica di segnalazioni “Senza meta” , avrei potuto sperare in una tua segnalazione? 😉

    Certo, tutto a posto. Come ho avuto modo di dire presentanto la rubrica ai suoi primi passi ,Senza meta è anche senza scopo, neppure quello di ricevere ringraziamenti, ma nel silenzio dell’autore del blog segnalato il timore può essere che non sia stata gradita la segnalazione. Sono contenta che non sia stato il tuo caso.
    A presto.

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