Perchè il blog

Raccolgo anch’io l’invito di Writer di rispondere alle domande:

Chi o cosa ti ha spinto a creare un blog?
Il tuo primo post?
Il post di cui ti vergogni di più?
Il post di cui sei più fiero?

Alla domanda perché il blog dovrei rispondere con un’altra domanda, anzi con una serie di domande del tipo: perché esprimersi? perchè comunicare, scrivere, creare? perché, soprattutto, dedicarsi alla poesia?  Per rispondere a domande del genere ci vorrebbe quanto meno un saggio intero, e poiché  è bene non iniziare opere tanto più grandi di noi, della nostra consapevolezza, pazienza, volontà lascio i possibili approfondimenti teorici “monumentali” a studiosi ben più dediti e preparati di me, io mi limiterò a dire del mio blog, il primo, peraltro ormai eliminato, quello nel quale è nata la mia “vocazione” poetica e, parlando di quello, dirò indirettamente anche di quelli a seguire che, pur nelle trasformazioni simili al cambiare pelle dei serpenti, altro non sono che metamorfosi di quel primo amore.

Il mio primo blog è nato nel luglio del 2002, ha avuto il suo primum movens nella molla di ogni sapere e cioè nella curiosità di provare una cosa nuova: proiettare l’intelligenza in maniera incorporea negli spazi virtuali di comunicazione; c’era poi il desiderio forte di rompere la monotonia di attività di svago ripetitive e vacue incapaci di coinvolgermi mentalmente (la televisione in primo luogo), su tutto dominava un’impellenza incontenibile di comunicare attraverso la scrittura qualcosa di non ben definito ma assolutamente necessario, qualcosa che ancora oggi non mi è del tutto chiaro e che non è stato subito poesia, ma tentativi, approcci, prove, conati, ricerca di stimoli puramente intellettuali, desiderio di evadere da una compressione/delimitazione vitale e professionale entro ambiti angusti e, contrapposta, la necessità di liberare qualcosa: lo spirito forse, l’anima, l’immaginazione, la speranza, l’illusione…

Alla poesia sono giunta per progressive esperienze miste di prosa diaristica e di poesia ludica fino a quando ho intuito un possibile percorso, ho formato il convincimento che c’era una strada maestra per dire il fango, la verità, il cedimento, la dispersione, l’inutilità, la confusione, per dire la vetta e l’abisso l’inutile e l’intollerabile, l’inconciliabile e l’indicibile, e poi ancora l’oltre e il nulla, il vuoto, la morte.  Allora ho scoperto la possibilità di dire veramente profondamente ogni cosa che albergasse nel centro della bocca e più in fondo del cuore, nella mente, nel nucleo bollente contenuto a stento dalla dura madre, nell’antro d’ossidiana e piombo.  Una possibile potente esplosione incrostatasi nel cerchio, arenatasi in forma calcarea ed ancora adesso implodente nel golfo impastato di nero e del pensiero.  Ho scoperto la poesia e celebrato il momento in cui è avvenuta questa scoperta in questo testo giocoso espresso in parola poetica, che qui riporto nella forma anche visiva in cui è nato, nel quale danza infantile, semplice, colorata ed autentica l’esultanza di aver raggiunto la consapevolezza di poter dire come poeta.

Il post di cui sono più orgogliosa lo devo ancora scrivere, perché come ogni bravo poeta la poesia perfetta è sempre da venire e non è stata mai ancora scritta. C’è anche un post di cui mi vergogno, è una poesia erotica, ma appunto perché mi vergogno non la ripubblico, in compenso per non lasciare la curiosità del tutto insoddisfatta pubblico qui a seguire un’immagine che ho realizzato pensando appunto a quel post.

Il blog di viadellebelledonne invece è tutta un’altra storia, una storia di amicizia virtuale con la fondatrice, un’idea sempre sospesa di fare qualcosa di bello insieme, che avesse a che fare con la poesia, che convogliasse la nostra passione per la scrittura, un progetto che aspettava di diventare concreto. L’adesione a viadellebelledonne però, da parte mia, è avvenuta in un momento critico di aridità e impotenza nel quale il desiderio di fare e di pensare attraversava un momento negativo, non riuscivo a intravedere sviluppi, sbocchi o percorsi comuni miei e di altre donne che via via vedevo aggregarsi,  ho accettato sulla fiducia, nell’attesa che la nebbia che offuscava ogni mio entusiasmo si diradasse. VDBD si è poi rivelata una bella esperienza, innanzitutto per lo stupore, che ancora permane, di vedere esplicarsi così tante potenzialità culturali ed intellettuali di donne che approcciano molte questioni indubbiamente al femminile, con un’ottica certamente diversa, ma non meno necessaria di quella maschile, già nel raccontare ad esempio i rapporti d’amore, quello con la scrittura, il vivere quotidiano, le difficoltà sociali. Poi è una bella esperienza relazionale, nel senso che prendere contatto col pensiero di altre scrittrici e donne impegnate in ambito letterario mi affascina, inoltre è intenso e dinamico il modo in cui via via che si formano, la redazione di viadellebelledonne affronta, modifica e discute le idee che portano avanti questo progetto.  In definitiva un bilancio senz’altro positivo del quale posso ringraziare veramente tutte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: